Upload - Stagione 1 | Recensione

In seguito a un incidente che lo ha portato a un passo dalla morte, Nathan Brown, interpretato da Robbie Amell, deve scegliere se essere operato e cercare di avere salva la vita oppure morire ed essere “caricato” con un click in un'aldilà digitale a sua scelta.

Ideatore:Greg Daniels

Attori:Robbie Amell, Andy Allo, Allegra Edwards, Zainab Johnson, Kevin Bigley, Jordan Johnson-Hinds, Chris Williams, Owen Daniels, Andrea Rosen

Anno:2020

Paese:USA

Produzione:3 Arts Entertainment

Durata:25 min

Stato:In produzione


Recensione:

Data di uscita in Italia: 1 maggio 2020 • • Voto: 8/10 • • Genere️: fantascienza, commedia

• • Pro🔝: dopo un periodo iniziale non troppo esaltante sotto il punto di vista delle produzioni originali, negli ultimi anni Amazon prime video rilascia generalmente produzioni di ottimo livello e "Upload" non fa eccezione. A differenza di altre serie o film, però, sembra che Amazon non ci puntasse moltissimo infatti, non sono presenti attori o registi di primissimo livello e non è stato fatto un lavoro di campagna marketing intenso. Nonostante tutto ciò, "Upload" è un'ottima serie sotto molti punti di vista. Innanzitutto l'idea originale di creare vari paradisi artificiali in cui mettersi dopo la morte, dà la possibilità alla sceneggiatura di sviluppare, mai in maniera superficiale e banale, molte tematiche, sempre tenendo conto che si tratti di una comedy. Infatti la sceneggiatura è l'indiscussa qualità primaria di questa serie. L'argomento principale, che si propaga per tutta la stagione, è il rapporto tra vivi e morti. I paradisi artificiali danno la possibilità di vivere oltre la morte perciò, in maniera virtuale, i rapporti con le persone che si amano continuano. Ciò che viene sviluppato profondamente sono i legami sentimentali e se essi sono possibili tra vivi e morti. Il legame tra il protagonista (Nathan) e la sua assistente post-morte (Nora) è incredibilmente dolce e ben riuscito. Ciò ci fa capire che l'amore è un sentimento così potente che vale la pena di essere vissuto perché va anche oltre la morte. Inoltre, soprattutto nella seconda parte della stagione, si sviluppa un tema molto delicato: le differenze economiche tra le vari classi sociali che continuano anche oltre la morte. Infatti esistono vari tipi di paradiso, differenziati principalmente dal loro valore economico infatti più si è ricchi, migliore sarà la vita post-morte e maggiori attività si potranno svolgere. Se nella nostra società la differenza sociale è accettata, vederla in paradiso è quasi frustrante. Siccome la religione si fonda sull'uguaglianza, vedere questo tipo di differenza in paradiso, seppur artificiale, fa molto riflettere e il modo in cui si percepiscono queste differenze è molto reale e prende spunto dalla nostra realtà, rendendolo ancora più crudele ma efficace. Un altro spunto molto interessante che lancia la serie è l'efficacia stessa di questa vita. Infatti più volte lo spettatore è portato a ragionare se questa sia la via migliore oppure lasciarsi nelle mani della religione (o del semplice destino) e accettare la possibile esistenza di una vita oltre la morte. Però ciò che porta avanti tutta la serie è la misteriosa morte del protagonista. Siccome ci troviamo all'interno di una comedy, la svolta mistery non è rivoluzionaria però intrattiene e alcuni colpi di scena sono assolutamente sbalorditivi e inaspettati. Inoltre la scelta di non risolvere completamente il mistero ma di prolungare le vicende in un'inevitabile seconda stagione, può non essere apprezzata ma crea una forte curiosità. Oltre alla sceneggiatura, anche la recitazione aiuta molto per la buona riuscita di questa prima stagione. Infatti tutti gli attori riescono a caratterizzare bene il proprio personaggio, soprattutto Robbie Amell (Nathan), che ha spesso lavorato con suo cugino Stephen (Green Arrow all'interno dell'arrowverse), e Andy Allo (Nora) perché sono riusciti a creare un'alchimia fortissima tra i personaggi che interpretano. Un'altra caratteristica ben sviluppata è l'utilizzo della tecnologia. Infatti, siccome i personaggi si trovano in un paradiso artificiale, la tecnologia è utilizzata praticamente per tutto. A livello videoludico, si potrebbe fare un'analogia con la saga "the sims". Inoltre sono inseriti elementi come i glitch o il dark web che testimoniano la conoscenza approfondita di questo mondo da parte degli sceneggiatori. In conclusione, "Upload" è un'altra grande serie all'interno delle produzioni originali Amazon, riuscendo ad affermarsi nonostante l'evidente poca fiducia rispetto ad altri prodotti, simbolo che, con grande impegno, si possono ottenere ottimi risultati. P.S. le visualizzazioni sono state molte, infatti Amazon ha rinnovato la serie per almeno un'altra stagione. •

• Contro❌: i pregi sono tanti, infatti "Upload" ha riscosso opinioni positive sia dal pubblico che dalla critica però i difetti non mancano. Innanzitutto la pecca principale è la fotografia perché hanno voluto puntare sull'unione tra i colori caldi (per esprimere la felicità della vita paradisiaca) e la tecnologia (siccome ci troviamo in un paradiso artificiale) senza creare un mix perfetto (probabilmente il budget era limitato e, di conseguenza, il risultato non è stato all'altezza del resto). L'altro problema di questa serie è la gestione della maggior parte dei personaggi secondari. Infatti, a parte alcune eccezioni, i personaggi secondari, dopo averli introdotti e sviluppati per 3/4 episodi, sono abbandonati e ritornano per pochi istanti.

Recensione a cura di Ivan Luis Sulla

Grafica a cura di Giulia Federici

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