Ultras | Recensione

Napoli. A quasi cinquant'anni Sandro è ancora il capo degli Apache, il gruppo di ultras con cui ha passato tutta la vita allo stadio: una vita di violenza, scontri, passioni e valori incrollabili. Ma ora che un Daspo gli impedisce di avvicinarsi alla curva, quei valori iniziano a vacillare. Sandro sente per la prima volta il bisogno di una vita normale, di una relazione, magari anche di una famiglia. E ha incontrato Terry che è bellissima e non ha paura di niente. Angelo ha sedici anni e considera gli Apache la sua famiglia, Sandro la sua guida, la persona che ha preso il posto di suo fratello Sasà, morto anni prima durante gli scontri di una trasferta.



Anno:2020

Regia:Francesco Lettieri

Attori:Aniello Arena, Ciro Nacca, Simone Borrelli, Daniele Vicorito, Salvatore Pelliccia, Antonia Truppo

Paese:Italia

Durata:108 min

Distribuzione:Indigo Film (Cinema), Netflix

Sceneggiatura:Peppe Fiore

Fotografia:Gianluca Palma

Montaggio:Mauro Rodella

Produzione:Un film originale Netflix in associazione con Mediaset, prodotto da Indigo Film


Recensione:

Data di uscita in Italia 🗓️: 20 Marzo 2020 (Netflix)

Voto: 6+/10

Genere📽: drammatico

PRO🔝: Il calcio è senza ombra di dubbio uno degli sport più amati e giocati al mondo, capace di muovere milioni di introiti e di tifosi, capace di portare una moltitudine di emozioni fortissime. Questo sport si è ancorato nell’immaginario collettivo del nostro mondo, soprattutto in Europa, al cui interno si trova una penisola circondata dal mare che ne va pazza di questo sport: L’Italia.

Si sa: Il calcio in Italia è considerato vita, con tante squadre di buon livello e circondate da una pluralità di tifosi. Tra questi, vi sono gli Ultras: l’anima stessa delle squadre come si definiscono loro, che hanno l’obiettivo di sostenere la loro “seconda pelle” a qualunque costo, noncuranti dei rischi che corrono. Tra le tifoserie più calde d’Italia, vi è sicuramente quella del “SSC Napoli”, prima squadra del capoluogo campano. Ed è proprio qui che la storia di “Ultras” si sviluppa: la pellicola tratta le vicende di Sandro (interpretato da Aniello Arena) un famoso Ultras capo degli “Apache” (Si tratta di un nome inventato), principale gruppo della tifoseria del Napoli. Quando però si trova

diffidato, Sandro cerca di orientarsi nel suo mondo che sembra essere

cambiato radicalmente e in lui matureranno dei dubbi grazie ad un amore

improvviso.

La pellicola va ad analizzare coloro che vanno a comporre il gruppo attraverso

una regia molto dettagliata e con l’utilizzo di piani sequenza di Lettieri (regista

di clip musicali di trapper nostrani). Grande attenzione anche alla scenografia

e l'ambientazione: una Napoli popolare, piena di situazioni che portano

l’individuo a manifestare la propria rabbia e repressione dentro gli stadi.

Tale rabbia viene espressa attraverso la violenza, usata dal gruppo Apache,

sia in tempi passati, sia nei nostri giorni. Vi è in merito una forte

contrapposizione fra i tifosi nella pellicola: I membri fondatori dell’Apache sono

improntati al passato, con la volontà di controllare e comandare il gruppo

anche se i loro tempi sono passati; quelli odierni cercano di imitarli (poiché

molti sono cresciuti nelle curve insieme a loro) emulando sul tema della

violenza, ma cercando di essere liberi dal loro controllo: può essere

accomunato al rapporto tipo tra padre e figlio. Questa similitudine, non è a

caso, ma causa la volontà del regista di inserire il tema della famiglia: gli

Ultras sono una famiglia, costruita su un'ossessione comune quale il tifo e che

cercano di inserirsi in un contesto dove vengono riconosciuti, non come

individui, ma come collettività. Un gruppo che sembra essere in una gabbia,

nel quale Sergio si è ritrovato e non riesce più a uscire, soprattutto quando fa

la conoscenza di Terry: una donna che sembra essere un biglietto di non

ritorno dai vecchi tempi. Purtroppo però, Sergio dovrà convivere con la sua

famiglia, fatta di violenza e rabbia repressa, dal quale è impossibile fuggire.

Ultras è questo: la storia sanguinosa di una famiglia, di padri e figli, che

cercano di orientarsi in un mondo mainstream dove l'individuo non conta quasi

più. E dove il padre, paradossalmente, vuole uscire dal nido familiare, ruolo di

solito ricoperto da un figlio che però è intento a radicarsi, non curante di ciò

che li circonda.

CONTRO❌: L’aspetto negativo di questa pellicola, se vogliamo, è la poca

originalità: già dall’inizio intuiamo subito dove il film vuole andare a parare,

tanto da renderlo prevedibile. Inoltre c’è un tema già analizzato (“Hooligans” in

primis) e un'ambientazione “alla Gomorra”, abusata in maniera prepotente in

numerose pellicole e serie tv. Altro demerito è quello della evoluzione del personaggio di Sergio: volenteroso a cambiare, ma che rimane sempre ai posti di partenza, dovuto si

da una gabbia quale il gruppo Ultras, ma anche da una narrazione non

particolarmente chiara ed articolata.

Recensione a cura di Lorenzo Batocchi

Grafica a cura di Giulia Federici

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