The Mandalorian | Recensione

The Mandalorian (nota anche come Star Wars: The Mandalorian) è una serie televisiva creata da Jon Favreau e prodotta da Lucasfilm, presentata in anteprima il 12 novembre 2019 sulla piattaforma streaming Disney+. Ambientata nell'universo di Guerre stellari dopo le vicende de Il ritorno dello Jedi (5 anni dopo) e 25 anni prima di Il risveglio della Forza, racconta le avventure di un pistolero mandaloriano oltre i confini della Nuova Repubblica.


Ideatore: Jon Favreau

Anno: 2019

Paese: USA

Durata: 42 min

Produzione: Lucasfilm

Attori: Pedro Pascal, Gina Carano, Nick Nolte, Giancarlo Esposito, Carl Weathers, Emily Swallow, Omid Abtahi, Werner Herzog, Bill Burr


Recensione:

Data di uscita in Italia 🗓️: 12 novembre 2019 • • Voto: 9,5/10 • • Genere📽️: Space Western • • Pro🔝: siamo nel 2019 e Disney lancia la sua nuova piattaforma streaming e per l’occasione presenta “The Mandalorian”, serie tv in otto puntate ambientata 5 anni dopo la fine de “Il ritorno dello Jedi” e circa 25 anni prima degli eventi raccontati ne “Il risveglio della forza”, quindi fra gli eventi della trilogia originale e quelli della nuova trilogia cinematografica. La serie è Ideata e co-sceneggiata da Jon Favreau, che coinvolge direttamente Dave Filoni, ovvero il regista che ha gestito praticamente tutte le serie animate targate Star Wars.  Già dalle prime scene “The Mandalorian” dichiara apertamente quali siano i punti di riferimento della serie: da un lato, ovviamente, Star Wars, dall’altro, inaspettatamente, un certo tipo di western, in primo luogo “Il buono, il brutto e il cattivo” di Sergio Leone e “Ombre rosse” di John Ford. E nei primi sei episodi questi riferimenti si sentono tutti. Si percepiscono nei paesaggi, nelle inquadrature dei personaggi e, soprattutto nei silenzi, lunghissimi, e nelle scene di azione che sono sempre rapide, molto più asciutte rispetto a quello a cui siamo abituati. Gli episodi sono scanditi da titoli che anche graficamente ricordano Sergio Leone ed il suo approccio alla narrazione scandita da veri e propri “capitoli”, esattamente come in “The Mandalorian”.

Il protagonista di questa serie è, appunto, il Mandaloriano, interpretato da Pedro Pascal, cacciatore di taglie che non si toglie mai l’elmo, enigmatico quanto basta grazie anche ai pochissimi dialoghi. Accanto al Mandaloriano vengono presentati, puntata dopo puntata, personaggi che andranno a confluire nel finale, a partire proprio da “the Child”, il “baby Yoda” che ormai sta spopolando anche sugli altri media e nel merchandising. Gli altri sono comprimari, dall’ex combattente della repubblica, a IG-11 (perché un droide doveva esserci), passando per Kuiil, alieno che avrà un ruolo importante fino al penultimo episodio, con la sua parte da saggio aiutante.

Abbiamo detto Western almeno fino alla puntata 6.

E questo non perché le ultime due puntate non colgano più quell’atmosfera, ma perché l’ispirazione western qui diventa meno evidente e aumentano i riferimenti a Star Wars, soprattutto nell’ultimo episodio, diretto da Taika Waititi, lo stesso regista di “Thor: Ragnarok”. La grafica è perfetta, anche grazie all’utilizzo di nuove tecniche di computer grafica in grado di immergere i personaggi all’interno di scenari a 360 gradi che forniscono una profondità di campo notevole rispetto alle tecniche precedenti e grazie all’utilizzo di gamme cromatiche ad altissima saturazione che riempiono lo schermo e che consentono di dare un contesto ai lunghi silenzi senza che diventino troppo pesanti. La trama è semplice, un classico racconto dell’eroe che deve muoversi fra aiutanti, antagonisti ed un Mac Guffin da proteggere a costo della vita. Coinvolgente, quasi perfetta nella sua esecuzione, la serie riesce a mantenere alto il pathos pur rimanendo essenziale. Il nemico, quello vero, viene introdotto solo nelle puntate finali, perché ovviamente siamo solo alla prima stagione e, in realtà, quello che abbiamo visto finora è  il prologo di ciò che dovrà arrivare. Insomma una bella stagione introduttiva per una serie che, probabilmente, ci accompagnerà ancora per parecchio tempo. Bella, emozionante, sicuramente da vedere, ma forse non tanto nella forma classica, ovvero una puntata a settimana, ma con un ritmo più alto, che consentirebbe di cogliere appieno i passaggi da un ambientazione all’altra, oltre che i tanti riferimenti ed omaggi cinematografici ai diversi film di Star Wars.

Contro❌: abbiamo parlato dei molti silenzi. Qui l’ispirazione è davvero Sergio Leone, i cui western avevano pochissimi dialoghi altamente significativi e molto veniva lasciato ai paesaggi ed ai primi piani dei personaggi. In “The Mandalorian”, almeno per quanto riguarda alcuni segmenti, restano i paesaggi, ma i dialoghi tendono ad essere deboli, non controbilanciando adeguatamente i silenzi, soprattutto considerando che qui i primi piani del protagonista certamente non possono avere grande espressività. Le due puntate finali, al contrario, diventano dense di eventi e l’introduzione del villain resta sotto tono, se pur con una scena finale che purtroppo finisce nei contro perché pone un interrogativo sia di carattere contenutistico che su una cgi che potrebbe essere semplicemente mal riuscita, e questo sarebbe un peccato perché in una serie dalla grafica impeccabile sarebbe davvero un aspetto imperdonabile. Se invece quella cgi è voluta, si tratta di un ulteriore elemento per un buon cliffhanger finale.

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