The end of the f***ing world 2 | Recensione

Aggiornamento: 2 gen 2020

Due ragazzi diciassettenni, James, convinto di essere uno psicopatico e alla ricerca di qualcuno da uccidere, e Alyssa, sua compagna di scuola ribelle, lunatica e insoddisfatta della propria vita, decidono di scappare insieme per sfuggire dagli schemi delle loro monotone vite.

Ideatore: Charlie Covell

Anno: 2017

Paese: Gran Bretagna

Durata: 21 min

Attori: Alex Lawther, Jessica Barden, Steve Oram, Christine Bottomley, Naomi Ackie, Gemma Whelan, Wunmi Mosaku, Navin Chowdhry, Barry Ward


Recensione:

Data di uscita in Italia 🗓️: 5 gennaio 2018 (1º stagione)

• • Voto: 9,5/10 • • Genere📽: Black comedy

• • Pro🔝: The End of the F *** ing World, arrivata alla sua seconda stagione, è una serie che, a partire dal suo primo episodio, si è mostrata come un vero e proprio fenomeno, ampiamente alternativo rispetto al modello tradizionale di serie televisiva. Caratterizzata da episodi compatti e snelli, rende pienamente omaggio alla graphic novel di Charles Forsman mantenendone un gusto per il torpiloquio e per i tempi velocissimi. Sempre dalla graphic novel deriva la centralità della storia d’amore tra i protagonisti, senza mai scadere in una rappresentazione adolescenziale scontata. Tutto parte con James, il protagonista maschile che, convinto di essere psicopatico, decide di uccidere Alyssa, la protagonista femminile, distaccata e crudelmente sarcastica. La prima stagione si conclude con lui ferito su una spiaggia dopo essersi sacrificato per lei. In mezzo un omicidio ed una tentata violenza, ma a cappello di tutto un rapporto fra i protagonisti forte nella sua estrema complessità. Volendo una stagione con una conclusione tutta sua e difficile da eguagliare. Con l’uscita della seconda stagione si è confermato che il livello continua ad essere davvero altissimo. L'episodio di apertura della seconda serie abbandona i due protagonisti per dedicarsi interamente a Bonnie, interpretata da Naomi Ackie. Bonnie è una bibliotecaria cresciuta all’ombra di una madre severa ed incapace di comprenderla, che si ritira in un cupo vuoto e rifiuta l'istruzione cui era destinata. Se nella prima serie James si credeva uno psicopatico, è con Bonnie che questo tema viene effettivamente affrontato. Connessa a James e Alyssa in un modo molto particolare, che non vi raccontiamo, altrimenti sarebbe uno spoiler, si muove seguendo un piano elaborato e mostruoso allo stesso tempo. Esattamente come nella prima serie, il mondo in cui i protagonisti si muovono è altamente stilizzato e non si colloca in nessun momento o luogo. Le auto e gli edifici sono allo stesso tempo glamour e cupi, proprio come lo spettacolo stesso. I dettagli sono curatissimi, a partire dal cibo,  per arrivare alla copertina di un libro di filosofia o alle polverose bottiglie di vino nel bar di un hotel inquietante. Sono passati un paio d'anni dagli eventi della prima stagione e Alyssa si è trasferita in un bar nel bosco con una zia. La vita è andata avanti e Alyssa sta tentando di muoversi con essa, con sempre maggiore difficoltà mano a mano che cerca di creare una sua realtà “normale”. Jessica Barden nel ruolo di Alyssa è straordinaria, e riesce a rendere perfettamente sia il suo sarcasmo aggressivo che la presenza costante di un dolore profondo. Ma il vero punto forte della serie è il ritmo. Certo, alcune cose dovevano essere spiegate, alcuni collegamenti esplicitati, ma nulla di tutto ciò viene fatto con goffaggine. Tutto resta perfettamente ritmico, veloce, senza fronzoli, in un costante inno alla brevità come strategia di narrazione. Il risultato è un’alternanza di momenti raccapriccianti, violenti, divertenti, ironici, affettuosi. Insomma il risultato, perfettamente riconoscibile, è semplicemente The End of the F *** ing World. • • Contro❌: la seconda stagione alza notevolmente l’asticella della complessità narrativa, con personaggi aggiuntivi, situazioni aggiuntive e un buon numero di temi complessi da affrontare. Per quanto buono il risultato possa essere, resta vero che un livello di complessità cosi alto avrebbe meritato forse del tempo in più, lasciando alcuni aspetti in sospeso. È davvero un difetto minimo, ma un contro lo si deve pur trovare. • • #nowinthecinema @now.in.the.cinema #theendofthefukingworld#serietv#netflix#comedy#commedia#netflix#tvr#psicopatico#blackcomedy#adolescenza#rebel#policr#netflixit#goldenglobe#bonnie #bonnieclyde#outlow#recensioni#tvrecensioni#evil#instagram #follow #cinefili#ilovecinema #ilovefilm

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