PREPARIAMOCI A "SPIDERMAN: NO WAY HOME" CON... "SPIDERMAN"

Il morso di un ragno mutante dona degli incredibili, e inaspettati, poteri al giovane Peter Parker, che li usa nella guerra contro Goblin, un minaccioso nemico.

Anno: 2002 Regista: Sam Raimi Attori: Tobey Maguire, Kirsten Stewart, Willem Dafoe, James Franco, Rosemary Harris, Cliff Robertson, J. K. Simmons Paese: U.S.A. Durata: 121 Distribuzione: Columbia Pictures Sceneggiatura: David Koepp Produzione: Marvel Enterprises, Columbia Pictures, Laura Ziskin Productions Musiche: Danny Elfman RECENSIONE: Data di uscita in Italia: 7 giugno 2002 • • Voto: 8,5 • • Genere: azione, fantastico, drammatico, cinecomic Circa vent'anni fa, in un periodo in cui i cinecomic non erano famosi come oggi, tant'è che i supereroi erano legati prevalentemente all'animazione e al piccolo schermo, uscì nelle sale "Spider-man", diretto da Sam Raimi. L'impatto che ebbe questa pellicola fu così forte che può essere ritenuta l'anello di congiunzione tra il vecchio modo di fare cinecomic e quello attuale, riuscendo ad imporsi come uno dei capolavori del genere supereroistico.

Innanzitutto bisogna necessariamente partire dal periodo storico in cui il lungometraggio uscì. Infatti, nel corso del secolo scorso, i supereroi sono stati protagonisti di alcuni film (ad esempio, "Superman" di Richard Donner, oppure "Batman" di Tim Burton) però, spesso, la mano dell'autore era più importante del materiale fumettistico siccome sia i protagonisti che i comprimari erano rivisitati dal regista (ad esempio, il pinguino di "Batman- il ritorno" è lontanissimo dalla controparte cartacea). Nel corso degli ultimi anni, nonostante alcune differenze siano presenti, l'attinenza al materiale d'origine è cresciuta e "Spider-man" del 2002 è stato in grado di unire ciò che c'era stato e ciò che sarebbe venuto, costituendo proprio un anello di congiunzione tra questi due periodi storici. Perciò, a prescindere dal gusto personale, bisogna riconoscere a questa pellicola un enorme importanza per il genere che ha segnato gli ultimi 15/20 anni del cinema mainstream hollywoodiano. Per quanto riguarda la qualità effettiva del film, sono innumerevoli i pregi che contraddistinguono questo primo capitolo incentrato sull'arrampicamuri e il più importante è sicuramente la scelta del regista: Sam Raimi. Infatti, in un primo momento, la decisione potrebbe risultare azzardata siccome i progetti precedenti di Raimi, ovvero quelli che lo hanno reso famoso (principalmente la trilogia de "La casa"), sono soprattutto horror ma, effettivamente, la messa in scena tipica del regista è grottesca, un po' surreale e "fumettosa". Di conseguenza non è stato difficile coniugare la sua incredibile messa in scena con un cinecomic per tutta la famiglia; perciò è semplice comprendere da dove arrivi l'iconicità di questo film. Raimi è stato in grado di comprendere la particolarità del mezzo fumettistico (ovvero la staticità e, allo stesso tempo, unicità del momento) e di trasmetterla sullo schermo siccome l'intera pellicola vive della messa in scena superlativa dei momenti chiave della storia: la prima arrampicata, le prime ragnatele, la trasformazione di Goblin, il bacio tra MJ e Spider-man, la morte di zio Ben...Quindi, se ancora oggi il lungometraggio viene ricordato con così tanto affetto, è proprio perché Raimi ha compreso il personaggio ed è stato in grado di trasmetterlo a schermo.

"Da un grande potere derivano grandi responsabilità" è il motto che permea il personaggio di Spiderman e l'intera pellicola ragiona proprio su questo concetto. Purtroppo, nelle reincarnazione successive, si perderà questo lato del personaggio ma nello "Spider-man" del 2002 è reso incredibilmente bene siccome è fondamentale per la crescita non solo del supereroe ma di Peter Parker. Infatti lo sviluppo di Peter è uno degli aspetti più interessanti perché, nel corso della pellicola, deve crescere come uomo e, allo stesso tempo, comprendere come convivere con la nuova condizione di eroe. È un ottimo bilanciamento tra i due momenti della vita del protagonista: da una parte ci si immedesima come ragazzo ma dall'altro noi spettatori comprendiamo cosa significhi essere Spiderman nello stesso momento di Peter. Anche se, bisogna dire che non tutti i personaggi hanno uno sviluppo ben articolato: ad esempio, MJ è la classica ragazza da salvare utile a far crescere il protagonista più che avere un ruolo per sé oppure Goblin non è un cattivo sfaccettato come ne abbiamo visti in futuro (ad esempio, Thanos o Ego) ma un semplice scienziato schiavo di un esperimento mal riuscito ma, come abbiamo detto, la messa in scena (il confronto tra sé allo specchio) lo rende carismatico ed indimenticabile. Prima di concludere, bisogna essere onesti e sottolineare che, nonostante tutti gli attori siano diventati un tutt'uno con il loro personaggio, il livello recitativo non è elevato e nelle scene d'introspezione è abbastanza evidente.

In conclusione, tutti gli amanti del genere supereroistico devono rendere grazie a questa pellicola siccome Sam Raimi è stato in grado di mettere in scena il miglior Spider-man possibile e porre le basi per ciò che sarebbe venuto in futuro. P.S. inizialmente la sceneggiatura e la regia erano state affidate a James Cameron ma, a sceneggiatura conclusa, dopo alcuni rinvii, il regista decise di abbandonare il progetto. La Sony mantenne la sceneggiatura anche se fu abbondantemente rimaneggiata con l'arrivo di Raimi.

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