Il talento del calabrone | Recensione, cast e trama

Steph è un giovane DJ radiofonico sulla cresta dell'onda, molto popolare sui social media. ... Steph cerca di gestire la situazione: l'attentatore minaccia di farsi esplodere se il DJ non lo intratterrà in diretta. L'uomo, che si fa chiamare Carlo, sfida Steph in un duello di resistenza mentale.


Genere:Thriller

Anno:2020

Regia:Giacomo Cimini

Attori:Sergio Castellitto, Lorenzo Richelmy, Anna Foglietta, David Coco, Gianluca Gobbi, Guglielmo Favilla, Gabriele Greggio, Cristina Marino, Bianca Friscelli, Marina Occhionero, Viola Sartoretto, Massimo Triggiani, Viviana Colais, Alessio Di Domenicantonio, Cyro Rossi

Paese:Italia

Durata:84 min

Distribuzione:Eagle Pictures, Amazon Prime Video

Sceneggiatura:Giacomo Cimini, Lorenzo Collalti

Fotografia:Maurizio Calvesi

Montaggio:Massimo Quaglia

Musiche:Dimitri Scarlato

Produzione:Paco Cinematografica


Recensione:

Data di uscita in Italia 🗓️: 18 novembre

Voto: 6,5/10

Genere📽: criminale

Pro🔝: Milano, una grande emittente radiofonica, un famoso dj, una misteriosa chiamata, un aspirante suicida ed una bomba pronta ad esplodere: queste sono le premesse de “Il Talento Del Calabrone”. Il 18 Novembre, all’interno del sempre più vasto catalogo di “Prime Video”, è stata inserita una pellicola Italiana con premesse ed atmosfere molto interessanti: un thriller che in poco tempo è divenuto ben noto ad una vasta popolazione del web, riuscito a sorprenderci grazie ad una pluralità di elementi che analizzeremo in questa recensione. Ciò che ha colpito è lo sviluppo dei due personaggi centrali, quali Dj Steph - impersonato da Lorenzo Richelmy - ed ovviamente l’ascoltatore, Carlo - interpretato dall’ottimo Sergio Castellitto che sarà il pezzo più pregiato del film-. Il primo è un personaggio risoluto, carismatico ed impulsivo, mentre il secondo è determinato, triste e “talentuoso”. I due personaggi si scontreranno in una grande partita a scacchi, un duello psicologico dove i nervi e la pazienza salteranno, dando così allo spettatore uno spettacolo pieno di tensione e con una buona struttura narrativa. Inoltre, riguardo alla narrativa, ci sarebbe da fare una grande parentesi: il massimo splendore della pellicola risiede nella sua capacità di creare una forte tensione ed una storia in grado di incollare lo spettatore davanti allo schermo. Inoltre, la pellicola vive di momenti di luce scaturiti da scene "botta e risposta" tra i due personaggi principali, in un mix di montaggi frenetici e un reparto tecnico fresco e ben assortito. Un grandissimo applauso va ad una colonna sonora bellissima, ben montata e che ben si amalgama nel contesto della pellicola e che riesce nel tentativo di trasportare sia lo spettatore, sia la pellicola stessa per tutta la sua durata. In conclusione, “Il Talento Del Calabrone” è un thriller ben congegnato, con una omogenea costruzione della tensione al fine di arrivare ad un finale dal grande impatto. Un Sergio Castellitto in grande forma e una colonna sonora ben orchestrata danno smalto ad un interessante film psicologico, che però purtroppo inciampa per la presenza di alcuni dialoghi eccessivamente sopra le righe, una veridicità poco attinente alla realtà ed interpretazioni prese direttamente dalle più note fiction italiane (in primis il personaggio di Anna Foglietto).

In ogni caso è un film riuscito nell’intento di intrattenere e di espandere il cinema Italiano con sottogeneri visti sporadicamente negli ultimi anni, soprattutto quando si tratta di un'opera originale, che non si arrocca nei soliti remake copia ed incolla ai quali siamo abituati.

CONTRO: D'altro canto questo film ha dei difetti che fanno storcere il naso. In primis si

tratta di forzature narrative nella storia al fine di far scorrere quest'ultima nel miglior modo possibile, andando però a scontrarsi con punti di riflessione in merito alla sua veridicità.

Spesso l'attinenza alla realtà del film viene sacrificata per la fluidità della storia. Altri

demeriti sono dovuti ad una pochezza dialogica, risaltanti di interlocuzioni fuori contesto (in special modo quelle create per criticare in maniera retorica il mondo radiofonico e dei social). Ovviamente non mancano interpretazioni poco convincenti (come detto in precedenza) e soprattutto troppo esagerate. Purtroppo ciò ha avuto un effetto negativo nella visione, un vero peccato.

Recensione a cura di Lorenzo Batocchi

Grafiche a cura di Giulia Federici

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