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IL MOSTRO DEI MARI- UN’AVVENTURA “INEVITABILE”

La pellicola candidata agli Oscar porta sul grande schermo un’avventura straordinaria che ci invita a salire a bordo. 


Anno: 2022

Durata: 119  min

Genere: animazione, avventura, fantastico

Regia: Chris Williams

Casa di produzione: Netflix Animation, Sony Pictures Imageworks

Musiche: Mark Mancina 


voto: 8/10


Recensione:

La vicenda, ambientata in un epoca non molto definita, racconta i vissuti della “Inevitabile”, una nave di cacciatori di mostri del mare. Al timone il capitano Crow affiancato da Jacob (salvato da Crow stesso durante un naufragio), quest’ultimo destinato a diventare il prossimo capitano della nave più famosa del Regno. L’equipaggio si impegna a riscattare le taglie di minacciose creature marine, tra tutte, la “Furia rossa” è il premio più ambito poiché per anni è sfuggita alle grinfie dei cacciatori. La missione è perciò quella di catturarla e portarla al cospetto di sua maestà ma la piccola Maisie, scappata dall’orfanotrofio e intrufolata sulla nave, non è d’accordo con questo piano. 



Prima di parlare del film, occorre ripercorrere brevemente la filmografia del regista Chris Williams, noto per aver lavorato come sceneggiatore e regista negli studi di Walt Disney regalandoci grandi classici come “Mulan” (sceneggiatura), “Bolt - Un eroe a quattro zampe” e “Big Hero 6” con il quale si è accaparrato l'Oscar nel 2015. Il regista tende a rivisitare e reinterpretare diversi immaginari: in “Bolt” il tratto superoistico, in Big Hero 6 il taglio è giapponese e in questa nuova pellicola si attinge al materiale mitologico.


Vi è però un cambio di sponda, infatti a produrre la nuova pellicola sono Netflix e Sony. Sembra che Williams voglia richiamare alla memoria, senza nascondersi dietro a un dito, “Dragon trainer” del 2010 firmato Dreamworks . 

Le scene d'azione sono costruite meticolosamente e l’immagine è straordinariamente pulita. 

I personaggi sono ben caratterizzati e il fulcro della vicenda è proprio il rapporto tra Jacob e Maisie. 

Un rapporto che cerca quasi di andare oltre, per cercare una sfumatura più genitoriale. 

Quello che colpisce l’occhio è anche l’aspetto fotografico, già dai primi minuti compaino dei punti di vista molto suggestivi e la camera scandisce spesso e volentieri dei piani sequenza. Alla colonna sonora Mark Mancina contribuisce a conferire e ricalcare l’aspetto “piratesco” della storia. La scelta delle cornamuse può essere letta come un ulteriore omaggio a Dragon Trainer e alle partiture memorabili di John Powell.

Per quanto riguarda i mostri degli abissi, la Furia Rossa è evidentemente sorella della “furia buia”. Il mostro rosso ha molte caratteristiche del drago sdentato non solo dal punto di vista anatomico ma anche caratteriale, è infatti la creatura più temuta tra i suoi simili .



Trovo, però, che sia piuttosto riduttivo giudicare questa pellicola come una mera “scopiazzatura” delle vicende di Hiccup e Sdentato. Sicuramente non è una storia nuova agli spettatori, ma riprende un tema che fa sempre bene ricordare, soprattutto ai più piccoli: il coraggio di prendere in mano il timone e tracciare una rotta diversa da quella che ci è sempre stata imposta. Ci spinge a cercare la nostra verità e seguirla con perseveranza per far aprire gli occhi anche a chi ci sta intorno: "Puoi essere un eroe e ancora sbagliare". Non è un caso infatti che a prendere il timone sia l’unica bambina a bordo della Inevitabile, Maisie, pregna di significato simbolico. Chiave per il futuro, per il cambiamento. Disposta anche a sacrificarsi per ciò in cui crede fermamente. 

Dopotutto i film di animazione più validi sono proprio quelli che si fanno carico di una grande morale, che rendono accessibili agli occhi dei più piccoli temi complessi e che li spingono ad una riflessione senza mai sfociare in pesantezza. “Il mostro dei mari” infatti non si dimentica del suo target, strappando anche qualche risata in particolar modo grazie a “blue” che ci ricorda quasi un “morph” della situazione (direttamente dal pianeta del tesoro).


"Il mostro dei mari” è una pellicola che effettivamente non nasconde la dipendenza da altri suoi simili ma rimane portatrice di grandi valori regalando allo spettatore un’animazione spettacolare. 

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