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HUNGER GAMES, LA BALLATA DELL’USIGNOLO E DEL SERPENTE - LE RADICI DEL VILLAIN

La ballata dell’usignolo e del serpente è prequel della celeberrima serie degli hunger games. Tratto anch’esso da un romanzo di Suzanne Collins, ci riporta indietro di 60 anni ripercorrendo l’ascesa del giovane Coriolanus Snow.


Genere: action, avventura, fantasy

Anno: 2023

Regia: Francis Lawrence

Distribuzione: Notorious Picture

Durata: 157'

Data di uscita: 15/11/2023

Voto: 7/10


La vicenda ci riporta indietro durante i 10° Hunger Games e segue le vicende di Snow, un giovane studente della scuola di Mentore. Viene assegnato al tributo femminile del Distretto 12 (che già conosciamo molto bene), Lucy Gray Baird, una ragazza magnetica e stravagante. Snow esplora il mondo degli Hunger Games e della politica, cercando di elevare la propria situazione economica e sociale. Durante i giochi, Lucy Gray, porterà il protagonista a confrontarsi con le proprie convinzioni e ambizioni personali mentre affronta le sfide dei giochi e le dinamiche della società sui trampoli di un ego sproporzionato



Recensione:

Dall’uscita del trailer la curiosità nei confronti di questo prequel era molto alta, soprattutto perchè, si sa, i villain attirano sempre l’attenzione del pubblico. Va sottolineato che la pellicola approderà sul grande schermo dopo i successi degli altri 4 film della saga ed ha quindi il difficile compito di soddisfare le aspettative dei fan.

Rispetto ai precedenti “la ballata dell’ usignolo e del serpente” mostra dei dettagli finora inediti, ovvero i meccanismi, le tensioni e gli equilibri delicati di Capitol City che svelano una capitale corrotta da personaggi malvagi e spietati tra cui spicca sicuramente il ruolo della dottoressa Gaul interpretata dall’immensa Viola Davis.

Per ogni distretto, due giovani tributi vengono scelti per affrontarsi in uno scontro mortale nell’arena. Agli albori degli Hunger games ma anche dei meccanismi che governano la dinamica televisiva e il rapporto mentore-tributo, alla costante ricerca di una strategia “acchiappa pubblico” e “acchiappa sponsor”. Risulta interessante infatti il modo in cui viene introdotta la spettacolarizzazione della morte in diretta tv. Visto il salto indietro di 60 anni, un sistema che ancora deve ingranare, che necessita di parecchio olio nel motore.

Nella sua ingenuità e nel tentativo di emergere dalla massa,il giovane Snow sarà portato a fare il passo, forse, più lungo della gamba procurandosi qualche nemico di troppo cercando di sgomitare in una Panem crudele con chi ancora non è a conoscenza della verità. Nonostante ciò, Coriolanus non è il protagonista assoluto della prima parte del lungometraggio; Una ragazza particolarmente carismatica si fa largo tra i tributi durante la mietitura, è Lucy Gray. Magnetica a tal punto da spostare l’attenzione dai capelli platinati di Snow al suo vestito appariscente (dinamica rubata da Katniss).


È chiaro che in questa prima metà ci sia molta carne al fuoco, ed è proprio un difetto che a parer mio lascia l’amaro in bocca. Si ha la sensazione di essere in surplus di informazioni in una storia che corre e ha tanto da dire. Una corsa alla vittoria che tralascia le varie sottotrame che vengono solo accennate. Colpevoli gli altri film della saga che ci hanno abituati (almeno  i primi) ad un approfondimento del background dei tributi. In questo caso, non ci viene detto nulla di più, sappiamo solo che gli sfortunati vengono trattati letteralmente come marionette per uno show che sarà destinato a durare altri 60 anni.

Non ho colto l’emotività, forse a causa di questo trattamento superficiale, della recitazione decisamente teatrale di Rachel Zegler, o ancora della presenza di colori troppo sgargianti. 

Si sente la mancanza di Katniss e di quel grigio nuvoloso che spegneva il colore dell’arena e l’anima dei concorrenti. 

L’occhio di Francis Lawrence ci guida anche tra le vicende di questi decimi hunger games ma è uno sguardo offuscato che pecca di limpidità soprattutto nelle scene d’azione. 

Nella seconda metà culmina invece l’arco narrativo del protagonista che si evolve bene durante i 157 minuti arrivando a ribaltare l’equazione che Capitol City  aveva conosciuto fino a quel momento e durante gli ultimi minuti ci troviamo di fronte allo sguardo brutale dello Snow che abbiamo conosciuto nei film precedenti. 

Il lato umano viene eclissato dalla cupidigia. 

Tuttavia, anche se la seconda parte risulta forse più interessante a livello di sviluppo, inciampa in alcune scelte che ho trovato poco contestualizzate e motivate viste le premesse della prima metà oltre che qualche forzatura qua e là. 



Nonostante le sbavature, e qualche minuto di troppo, la pellicola risulta essere completa nell’insieme se siamo disposti a sorvolare i dettagli. 

Dettagli che se curati avrebbero sicuramente reso il lungometraggio un prodotto migliore che cerca di eguagliare i precedenti senza però vincere questi Hunger games. 


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