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Dogman | La nuova pellicola di Luc Besson presentata a Venezia 80

DogMan, film diretto da Luc Besson, racconta la storia di un ragazzo, che nonostante la giovane età, ha già avuto una vita dura e sofferente. La sua ancora di salvezza in questa esistenza misera sarà l'amore dei suoi cani.



Data di uscita:05 ottobre 2023

Genere:Drammatico

Anno:2023

Regia:Luc Besson

Attori:Caleb Landry Jones, Marisa Berenson, Christopher Denham, Jojo T. Gibbs, Michael Garza, James Payton, Bennett Saltzman, Clemens Schick, Eric Carter, Avant Strangel, Derek Siow, Ambrit Millhouse

Paese:Francia, USA

Distribuzione:Lucky Red

Sceneggiatura:Luc Besson

Fotografia:Colin Wandersman

Musiche:Éric Serra

Produzione:Luc Besson Production, Ondamax Films


 

“L’unico difetto che hanno i cani, è che si fidano degli umani” .

La nuova pellicola di Luc Besson basa le sue radici su questo concetto, un film che vuole raccontare le differenze e le similitudini fra noi e questi amorevoli animali , sia nelle dinamiche personologiche che educative. Le conversazioni fra lo strepitoso protagonista, Caleb Landry Jones, uno psicotico amante dei cani, e la psichiatra, Jonica Gibbs, ci accompagnano all’interno della psiche di questo “Joker alternativo”. Nel suo traumatico percorso evolutivo iniziamo a conoscere meglio questo affascinante personaggio, tanto semplice, quanto intrigante, mentre ci racconta le vicende che l’hanno portato fino a li. Un film che in maniera agevole, probabilmente grazie alla presenza degli “amici a 4 zampe”, conquista il cuore dello spettatore.



La critica sociale che Besson cerca di rappresentare non è solo una visione netta dell’essere umano, come animale avido e socialmente prevaricatore, ma anche essendo questo sicuramente il messaggio più rumoroso della pellicola, il racconto lascia spazio ad un’osservazione molto più delicata, in cui la gentilezza dell’uomo è vincolata alla conoscenza del vero dolore. Le musiche risultano molto coinvolgenti nella loro leggera drammaticità, in forte contrasto con i colori perennemente cupi. L’unica luce e felicità si tocca nella brevi scene in cui il protagonista, citando fortemente dei concetti identitari, indossa la “maschera” della drag queen o dell’attore di teatro, potendo ignorare quei dolori e quelle esperienze che lo dannano quotidianamente.



Ovviamente è impossibile non notare le forti similitudini fra lo Joker di Phoenix e questo Dogamn di Besson. Entrambi reietti della società, entrambi teatrali, entrambi abbandonati dalla propria famiglia. Anche se ovviamente la disamina sulla società utilizza mezzi diversi, da una parte i cani, dall'altra l'uomo, il film pecca forse di un tantino di originalità, risultando nella globalità leggermente troppo semplice per l'intricata strada che invece avrebbe potuto percorrere.

Infatti si ha l'impressione che l'eccezionale interpretazione di Caleb Landry Jones, così magnetico e coinvolgente, sia in alcuni momenti poco sostenuto dalla trama globale che nonostante gli ottimi dialoghi, risulta in certi momenti eccessivamente prevedibile.

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