Curon | Recensione

La nuova serie italiana originale Netflix, Curon racconta le misteriose vicende diCuron Venosta,un comune in provincia di Bolzano in Trentino-Alto Adige, andando alla scoperta dei segreti nascosti nel lago di Resia, il lago artificiale che ha sommerso completamente la cittadina lasciando fuori solamente il campanile della vecchia chiesa. Curon, come viene “detto” anche nel trailer,andrà alla scoperta dei misteri che si nascondono sotto la superficiedi un luogo ricco di segreti e leggende, attraverso la storia della scomparsa di Anna, in seguito al suo ritorno nella misteriosa cittadina, e del viaggio dei suoi figli, due gemelli di nome Mauro e Daria, per poterla ritrovare, che li porterà a fare i conti con qualcosa che non avrebbero mai immaginato.


Genere:Fantasy

Ideatore:Ezio Abbate, Ivano Fachin, Giovanni Galassi, Tommaso Matano

Attori:Valeria Bilello, Federico Russo, Margherita Morchio, Luca Lionello, Anna Ferzetti, Alessandro Tedeschi, Juju Di Domenico, Giulio Brizzi, Max Malatesta

Anno:2020

Paese:Italia

Produzione:Indiana Production

Durata:60 min

Stato:In produzione


Recensione:

Data di uscita in Italia️🗓️: 10 giugno 2020

Voto: 7/10

Genere️📽: fantastico, thriller, giallo, drammatico

Pro🔝: "Curon" è la nuova serie originale italiana targata Netflix. I sette episodi da circa 45 minuti, che compongono la prima stagione, stanno avendo grande successo a livello di visualizzazioni ma hanno diviso il pubblico. Infatti molti l'hanno apprezzata tantissimo mentre altri non sono riusciti nemmeno a terminarla. Noi ci troviamo nel mezzo perché "Curon" ha sia pregi che difetti ma, tenendo conto delle produzioni medie italiane, quasi esclusivamente incentrate su commedie o fiction, questa serie può essere un buon punto d'inizio per svilupparne altre simili, che osino e non si limitino al solito "compitino".

Innanzitutto la trama di "Curon" prende spunto dalle leggende che girano intorno al paese che dà il nome all'omonima serie per poi, naturalmente, svilupparle e trascendere nel soprannaturale. Nonostante alcune dinamiche non siano originalissime, sono assolutamente inedite per il nostro Paese, solo per questo merita un un applauso per il coraggio. Inoltre il susseguirsi degli eventi è sempre ben contestualizzato e si è sempre consapevoli di ciò che si sta guardando. Proprio per questi motivi, la trama è uno degli aspetti più solidi dell'intera produzione.

Una caratteristica che moltissimi non hanno apprezzato è la recitazione ma, per quanto ci riguarda, alcune recensioni sono state troppo severe. Tenendo conto che, a parte uno dei due ragazzi protagonisti, sono tutti attori di seconda fascia oppure alla loro prima grande occasione, la maggior parte degli interpreti hanno svolto un lavoro più che mediocre, che merita assolutamente di entrare nei pro della recensione. Entrando nello specifico, i ragazzi che ci hanno impressionato maggiormente sono: Margherita Morchio (che interpreta Daria), Federico Russo (che interpreta Mauro) e Luca Castellano (che interpreta Lukas).

Un'altra caratteristica positiva presente in questi episodi è il modo in cui si evolvono i rapporti adolescenziali. Infatti, oltre a trovare alcune dinamiche già viste, sono presenti ad esempio alcuni amori e personaggi lgbtq+ (raramente presenti nelle produzioni italiane) oppure rapporti d'amicizia tra ragazzo e ragazza, completamente disinteressati dall'aspetto sentimentale.

Il quarto ed ultimo elemento da elogiare è l'intero comparto tecnico. Infatti, sotto questo punto di vista, la produzione di "Curon" sembra internazionale (non ha nulla da invidiare a tanti altri progetti statunitensi, elogiati solamente perché provenienti da Oltreoceano). Entrando nello specifico, la fotografia è molto suggestiva, anche se a tratti è troppo oscura nonostante si sposi bene con le tematiche della serie; la colonna sonora, a metà tra composizioni originali e canzoni pop/rap italiane, si amalgama benissimo con le dinamiche adolescenziali e thriller della prima stagione; la regia, nonostante ci sia un cambio tra il quarto e quinto episodio, è più che ottima se paragonata ad altri prodotti che troviamo sulla tv generalista (anche se i registi sono stati aiutati dalle magnifiche location che il paese di "Curon Venosta" offre).

P.S. "Curon" è uno dei tantissimi casi che dimostra quanto il cinema e le serie tv siano potenti e, spesso, condizionino la nostra vita. Infatti, dopo la pubblicazione su Netflix, il paese di "Curon Venista", luogo in cui sono stati girati tutti gli episodi e da cui sono state prese le leggende che caratterizzano la trama, ha subito un boom di prenotazioni per andare a visitare queste località.

Contro❌: come abbiamo detto sopra, la prima stagione di "Curon" merita applausi ma alcuni difetti sono innegabili e non possono essere negati.

Innanzitutto il difetto peggiore della serie è la durata totale. Infatti, all'interno di ogni episodio, principalmente nella seconda metà della stagione, ci sono troppi tempi morti tra una scena e l'altra. A causa di ciò, lo spettatore può perdere facilmente l'attenzione e distrarsi. Probabilmente si potevano eliminare alcune inquadrature del paese così da rendere il tutto più veloce ed avvincente.

Inoltre ci sono altri due difetti che però, a differenza di quello precedente, sono meno evidenti e fastidiosi. Il primo consiste nella caratterizzazione dei personaggi perché, soprattutto all'interno del gruppo di ragazzi, ci sono tutti i cliché caratteristici di queste situazioni: ad esempio troviamo il bullo e i suoi aiutanti, lo sfigato con gli occhiali oppure la ragazza forte che non si fa comandare da nessuno. Il secondo consiste nei dialoghi perché sono molto semplici e poco originali. Forse è leggermente esagerato inserirli nei difetti, ma sicuramente non rientrano negli aspetti positivi perché, al termine della visione, non rimangono nella testa dialoghi o monologhi da ricordare.

In conclusione, vi consigliamo "Curon" perché, nonostante alcuni difetti evidenti e cliché di troppo, si può assolutamente apprezzare la serie per tante altre caratteristiche, contestualizzando l'intera produzione e le ambizioni della serie.

Recensione a cura di Ivan Luis Sulla

Grafica a cura di Giulia Federici

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