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Coup de chance

Aggiornamento: 29 mag

Woody Allen dopo i rumors riguardo al suo ritiro, conquista gli applausi del pubblico a Venezia presentando “Coup the chance” . Il suo cinquantesimo film vive della stessa magia delle precedenti pellicole del regista ma a tratti si accontenta un po’ troppo.


Regista: Woody Allen

Genere: drammatico, commedia, sentimentale

Anno: 2023

Paese: Francia

Voto: 8/10


Fanny vive a Parigi, è una giovane donna in carriera sposata con Jean che la tratta come una “donna trofeo”, trascinandola spesso e volentieri in situazioni che odia.

Un matrimonio che non sembra andare molto per le lunghe. Gli equilibri, già molto delicati, vengono stravolti dall’arrivo di Alain, un amico di vecchia data di Fanny. Il loro incontro inaspettato riaccende in lei la fiamma della passione.



Recensione:

Allen ci guida ancora una volta verso un confronto con i grandi temi dell’umanità e lo fa con un registro ironico e romantico che un po’ ci fa sognare ad occhi aperti con “un colpo di fortuna”. Ci suggerisce che l’unica cosa da fare è farsi trascinare dall’ imprevedibilità degli eventi, abbandonarci al caos sopratutto quando perdiamo la bussola, esattamente come Fanny.

“Ho sempre sognato di fare cinema come gli europei”.

"Coup the chance" è il prodotto della filmografia del regista interpretato e recitato in francese. Ma anche se ci spostiamo oltreoceano in una Parigi coloratissima è una pellicola di Woody Allen in piena regola.


La comicità che caratterizza i personaggi, le situazioni e i dialoghi è leggera, strappa una risata, rendendo l’ora e trenta di visione piacevole e mai stopposa. È un film che di certo non può rimanere per traverso, sopratutto grazie agli innumerevoli colpi di scena, più o meno prevedibili, che sono il vero motore della vicenda, così come la scrittura che personalmente credo sia il vero punto di forza. L’intero film si basa proprio sulla costruzione dei personaggi e di come i loro animi li portino ad intrecciarsi in situazioni paradossali in ambienti quasi fiabeschi.

Fanny e Jean sembrano, inizialmente, una coppia perfetta: vivono a Parigi, in un appartamento sfarzoso dove la domestica apparecchia sempre la tavola. Belli, con il lavoro dei loro sogni e con una vita agiata.

Ma se è vero che non è oro tutto quello che luccica, scopriamo che entrambi sono di bronzo.

Jean è egocentrico, egoista, estremamente geloso della moglie. Quest’ultima è a tratti ingenua, sleale ma anche molto curiosa. Si lascia rapire dal fascino di Alain, scrittore intento a ultimare il suo romanzo, che è totalmente l’opposto del marito. Ed ecco che a partire dal loro incontro per le strade della capitale francese, “tradimento” e “seduzione” diventano le nuove parole chiave della pellicola.



La scrittura è semplice ed efficace ma forse si accontenta un po’ troppo tralasciando dei dettagli che sarebbe stato curioso approfondire maggiormente. Così come alcuni colpi di scena che avrebbero avuto bisogno di qualche minuto in più.

Al netto di qualche sbavatura, all’interno del film ogni elemento è al proprio posto e non ha l’arroganza di essere pretenzioso anche se ritroviamo qualche nota più profonda tra le disavventure dei personaggi. Il racconto è volutamente leggero nonostante ci sia la sfumatura del thriller e il colpo di scena finale ha conquistato il pubblico.



La sala applaudiva durante la proiezione, sopratutto durante i titoli di coda. La trovo personalmente una commovente dimostrazione di affetto nei confronti di un regista che da sempre ha abituato il suo pubblico a sognare, regalando un momento di leggerezza tra la frenesia della quotidianità.


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