Il laureato | Recensione

Benjamin Braddock, rampollo di una ricca famiglia americana, torna a casa dopo il conseguimento della laurea e si innamora di una ragazza.



Anno:1967

Regia:Mike Nichols

Attori:Anne Bancroft, Dustin Hoffman, Katharine Ross, William Daniels, Murray Hamilton, Elizabeth Wilson, Brian Avery, Walter Brooke, Norman Fell, Alice Ghostley, Marion Lorne, Richard Dreyfuss, Buck Henry

Paese:USA

Durata:105 min

Distribuzione:Dear/U.A. (1968), United Artists (1978) - Warner Home Video, Domovideo, General Video, De Agostini, L'unità Video (Lanterna Magica)

Sceneggiatura:Calder Willingham, Buck Henry

Fotografia:Robert Surtees

Montaggio:Sam O'Steen

Produzione:Embassy Pictures Corporation, Lawrence Turman Inc.


Recensione:

Data di uscita in Italia 🗓️:11 settembre 1968

Voto: 9/10

Genere📽: commedia, drammatico, sentimental

Pro🔝: gli anni '60 furono veramente importanti per il cinema statunitense perché, proprio in questo periodo, l'industria hollywoodiana si riprese da un periodo abbastanza negativo. Questa rinascita passò attraverso alcune opere che hanno fatto la storia del cinema e "Il laureato" fa parte di queste pellicole, tanto che viene ancora studiato nelle università proprio per la sua importanza. Nonostante il lungometraggio sia di ben 50 anni fa, però, il film potrebbe essere uscito nelle sale solo qualche mese fa e nessuno se ne accorgerebbe. Infatti i temi sono molto attuali e non si discostano da situazioni che si sentono in televisione oggigiorno. Innanzitutto bisogna partire dalla sua qualità migliore, ovvero la sceneggiatura. Quest'ultima è semplicemente perfetta ed è praticamente impossibile trovare dei difetti. Infatti, nel corso del film, è ben evidente la volontà del regista (Mike Nichols) di parodiare e contrastare, in maniera molto intelligente, tutti gli stilemi e tutte le caratteristiche principali che contrassegnavano la borghesia di quegli anni e di come il mondo giovanile non avrebbe più rispecchiato quel tipo di divisione sociale. Di fatti, Nichols utilizza alcune caratteristiche di questo mondo come, ad esempio, i matrimoni combinati tra figli di famiglie altolocate oppure i tradimenti tra componenti di famiglie amiche come espedienti narrativi per mostrare agli spettatori quanto, in realtà, queste famiglie siano piene di segreti e tutt'altro che perfette. Inoltre, la pellicola non punta solamente a ridimensionare il valore della borghesia ma anche su altri due fattori: il primo consiste nella volontà di trasgredire le regole da parte di queste persone, soprattutto dei giovani, affinché si senta quel brivido che rappresenta la vitalità della persona stessa siccome la vita borghese è piena di falsità e finzione. L'altro elemento che emerge è la contrapposizione tra l'imposizione e la libertà e di quanto quest'ultima dovrebbe essere alla base della vita di ognuno. La qualità del lungometraggio si eleva notevolmente grazie agli interpreti infatti sono presenti attori di grandissimo successo che hanno svolto un lavoro eccelso. Il senso di decadenza e finzione di un gruppo sociale ormai allo sbaraglio è stato rappresentato veramente bene, soprattutto da due personaggi: il protagonista, Ben, interpretato da Dustin Hoffman (il quale otterrà la notorietà dal pubblico generalista proprio da questo film) e dalla sig. Robinson, interpretata da Anne Bancroft, probabilmente la migliore dell'intero film. Inoltre, però, ci sono altri importanti personaggi assolutamente convincenti come, ad esempio, Elaine. Per quanto riguarda la regia, Mike Nichols ha svolto un lavoro che può essere descritto con una sola parola, ovvero perfetto. La qualità registica si sviluppa soprattutto nella costruzione dell'immagine e della maniera di rappresentare questa borghesia in declino e punta di meno ai movimenti di macchina, come i piani-sequenza. Anche la musica ricopre un ruolo molto importante infatti la colonna sonora, oltre ad avere un livello qualitativo elevato tanto quanto le altre componenti del film, è diventata iconica e simbolo di gioventù. In conclusione, "Il laureato" è un'opera veramente imperdibile perché si tratta di una pellicola di grandissimo valore sia sul piano qualitativo sia sul piano storico del cinema e, infine, fu importantissima perché fu uno dei simboli della ribellione giovanile. P.S. il lungometraggio fu un successo di pubblico ma soprattutto di critica infatti ricevette tantissimi premi in ogni manifestazione, tra cui 7 nomination agli Oscar e una vittoria per il "miglior regista" •

Contro❌: la pellicola è riconosciuta come un caposaldo del cinema mondiale e una colonna portante per come lo conosciamo oggi perciò trovare dei difetti a film di questa importanza è abbastanza complicato. Ciò che potrebbe risultare leggermente meno efficace è la presenza di pochi dialoghi e, di conseguenza, non tutti potrebbero apprezzarlo fino in fondo.

Recensione a cura di Ivan Luis Sulla

Grafica a cura di Giulia Federici

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