WEST SIDE STORY | RECENSIONE DEL MUSICAL REMAKE DI STEVEN SPIELBERG

Dopo i vari rinvii causati dalla pandemia Covid-19, è arrivato finalmente nelle sale West Side Story. Diretto da Steven Spielberg e secondo adattamento cinematografico dell’omonimo musical, la pellicola, ambientata a New York, racconta le guerriglie di due bande rivali, i Jets di New York e gli Sharks di Porto Rico, e la storia d’amore che nasce tra due dei loro componenti. Ecco la nostra recensione.


Anno: 2021

Regista: Steven Spielberg

Attori: Ansel Elgort, Rachel Zagler, Ariana DeBose, David Alvarez, Rita Moreno, Mike Faist, Josh Andres Rivera, Corey Stoll, Brian d’Arcy James

Paese: USA

Durata: 156 min

Distribuzione: Walt Disney Studios Motion Pictures

Sceneggiatura: Tony Kushner

Fotografia: Janusz Kaminski

Montaggio: Micheal Kahn, Sarah Broshar

Produzione: Amblin Entertainment, 20th Century Studios

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RECENSIONE

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Data d’uscita in Italia: 23 dicembre 2021

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Voto: 8,5

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Genere: musical, drammatico, sentimentale


Riuscire a realizzare un remake di un film del 1961, tratto anch’esso da un musical di successo di Broadway, non è impresa semplice, soprattutto se quel film all’epoca vinse ben 10 Premi Oscar. Non cadere nel banale e non rovinare in nessun modo ciò che è stato realizzato prima sono gli ingredienti fondamentali, e Steven Spielberg con questo suo lavoro non ne sbaglia una. Il risultato è un buonissimo prodotto cinematografico che onora il suo predecessore e aggiunge un qualcosa in più ad una storia già conosciuta. È questo il segreto alla base di West Side Story che si prospetta già essere uno dei protagonisti assoluti della prossima Awards Season, con ben 11 candidature ai Critics Choice Awards e 4 candidature ai Golden Globe.



La storia raccontata è ben strutturata e amore e parte tecnica si fondono insieme per creare una delle opere visive più belle di quest’anno. In aggiunta troviamo coreografie e momenti musicali che coinvolgono lo spettatore, che grazie a musiche, costumi, balli e colori sgargianti si ritrova catapultato appieno in ciò che sta guardando. A proposito di questi momenti, si intersecano bene nel discorso narrativo, risultando adeguati e quindi non eccessivi. La palette di colori utilizzata nei momenti corali e musicali è differente in base a ciò, e a chi, si vuole rappresentare: se per i Jets, che arrivano da New York, e per i momenti dove prevale la tristezza troviamo l’uso di colori freddi, per gli Sharks, per le persone provenienti dal Porto Rico e per le parti allegre è invece predominante l’uso di colori caldi.


La rappresentazione delle minoranze etniche è affrontata nel modo giusto, e lo si può ben notare dall’utilizzo dello spagnolo come una delle lingue parlate dai protagonisti durante lo svolgimento dell’azione. Stesso discorso vale per le questioni sociali che vengono presentate, come ad esempio la povertà e la ‘’paura’’ con conseguente rifiuto di ciò che troviamo diverso da noi. La fotografia è uno degli elementi che dona un qualcosa alla rappresentazione e aggiunge un tocco in più all’atmosfera creatasi, che ricorda per molti versi quella del film originale e degli anni ’50. Rivisitazione in chiave moderna della vicenda di Romeo e Giulietta, una delle componenti della narrazione è l’amore proibito dei due giovani protagonisti, Tony e Maria; quindi, la chimica tra i due attori deve essere fondamentale per una storia del genere e qui non manca assolutamente.


West Side Story è in tutte le sale cinematografiche d’Italia dal 23 dicembre ed è sicuramente uno dei migliori prodotti cinematografici dell’ultimo anno.

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