UNA FAMIGLIA VINCENTE - KING RICHARD| RECENSIONE DEL FILM SULLE SORELLE WILLIAMS, CON WILL SMITH

Armato di una visione chiara e di un piano sfrontato di 78 pagine, il determinato padre e allenatore Richard Williams ispira le sue due figlie, Venus e Serena, a diventare campionesse di tennis.

Anno: 2021 Regista: Reinaldo Marcus Green Attori: Will Smith, Aunjaune Ellis, Saniyya Sidney, Demi Singleton, Tony Goldwin, Jon Bernthal, Andy Bean Paese: U.S.A. Durata: 144 minuti Distribuzione: Warner bros. Sceneggiatura: Zach Baylin Produttori: Will Smith, Tim White, Trevor White Produzione: Star Thrower Entertainment, Warner Bros., Westbrook Studios Fotografia: Robert Elswit RECENSIONE: Data di uscita in Italia: 13 gennaio 2022 • • Voto: 5,5 • • Genere: drammatico, sportivo, biografico Settimana scorsa, nelle sale cinematografiche, è approdato "Una famiglia vincente - King Richard", il nuovo film di Will Smith in cui si racconta l'adolescenza delle famose tenniste, e sorelle, Williams e il durissimo allenamento fisico e psicologico che il padre ha imposto a entrambe. Nel corso delle settimane, la pellicola ha ricevuto molta attenzione da parte dei festival e delle cerimonie di premiazione, soprattutto per l'interpretazione della star di "Independence day", ma, sfortunatamente, il lungometraggio non è esente da difetti, anzi, sono quest'ultimi ha spiccare maggiormente a causa di una generale superficialità e un moralismo stucchevole.

Innanzitutto, volendo partire dai pregi della pellicola, naturalmente l'interpretazione di Will Smith spicca all'interno della sua filmografia ricca di prodotti action e, generalmente, blockbuster d'intrattenimento. Tant'è che, con un atteggiamento più dimesso e intimista, riesce a trasmettere di primo impatto il desiderio di rivalsa del personaggio che rimette nelle figlie. Però, pensando alle innumerevoli nomination che sta ricevendo, probabilmente, sono legate più all'unicità della performance in relazione alle pellicole a cui ha lavorato l'attore negli ultimi anni più che all'effettiva qualità siccome il lavoro di Will Smith è certamente ottimo ma sotto rispetto, ad esempio, a Bardem in "Being the Ricardos" oppure Adam Driver nel bistrattato "House of Gucci". Proseguendo sui lati positivi, ce n'è ancora uno che riesce a spiccare ovvero il trucco e parrucco siccome riesce ad esprimere i sentimenti che ogni personaggio sta provando, soprattutto nei riguardi di Will Smith. Inoltre, paragonando i personaggi con la loro controparte reale, si nota una grande cura nei dettagli.

Invece, per quanto riguarda i lati negativi di "Una famiglia vincente - King Richard", sfortunatamente, sono molteplici. Andando in ordine crescente, si possono evidenziare tre difetti, dei quali i primi due sono concatenati. Il primo consiste nell'eccessiva durata del film siccome, e qui ci si lega al secondo motivo, la sceneggiatura non è assolutamente in grado di valorizzare le particolarità del protagonista, Richard Williams. Infatti, a differenza di altri persone, il padre delle tenniste, ad esempio, pone molta attenzione sull'istruzione delle figlie (tant'è che le fa esordire tardi rispetto alle coetanee), allo stesso livello dello sport. Oppure un'altra particolarità è il senso di rivalsa nei confronti della vita che prova Richard e che cerca di trasmettere nelle figlie più che emergere lui stesso. Queste sono tutte tematiche davvero interessanti ma che, purtroppo, rimangono costantemente in superficie, senza esplorare il passato del protagonista e, perciò, non comprendendo al 100% le sue motivazioni, è difficile entrare in sintonia con lui. Per questa superficialità, che porta a vedere le stesse scene più e più volte, il film non decolla mai e sembra durare il doppio. Il terzo problema della pellicola, e il più grave, è la presenza della tematica del razzismo. Naturalmente, questo non sarebbe un problema (lo dimostra l'incredibile quantità di buoni prodotti arrivati negli ultimi anni come "Green book" o "Scappa - get out") ma lo diventa nel momento in cui viene strumentalizzato così da riceve più consenso. In questa pellicola, proprio perché non si conosce bene il passato di Richard, non sappiamo se il razzismo sia stato un grave problema per lui e, di conseguenza, vedere alcune scene, inutili ai fini della trama, nella prima parte del film, in cui subisce atti di razzismo è sbagliato sotto ogni punto di vista. Questo fa pensare che siano state inserite queste scene solo per favorire la pellicola nelle manifestazioni come gli Oscar.

In conclusione, come si può evincere dalla recensione, il film ha diversi problemi ma, con un po' di bontà, avrebbe potuto raggiungere la sufficienza grazie principalmente alla buona, ma non superlativa, prova di Will Smith però, nel momento in cui strumentalizzi una causa così attuale, come quella del razzismo, per attirare l'attenzione dei festival, allora non solo si compie un ulteriore errore ma, soprattutto, si perde la fiducia dello spettatore. P.S. in questo momento, Will Smith ha vinto il golden globe come miglior attore protagonista in un film drammatico e ha ricevuto, così come il film stesso, importanti candidature ad altri festival come i "BAFTA AWARD".

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