Trainspotting | Recensione

Trainspotting, film del 1996 di Danny Boyle, è ambientato a Edimburgo e racconta la storia di cinque ragazzi scozzesi: Mark Renton (Ewan McGregor), che ha scelto per sé un'onesta e sana tossicodipendenza; Sick Boy (Jonny Lee Miller), appassionato di Sean Connery e infido donnaiolo; il goffo e pacifico Spud (Ewen Bremner); il violento Francis Begbie (Robert Carlyle), un delinquente al limite della psicopatia; infine, Tommy (Kevin McKidd), onesto, sportivo e gran tifoso di calcio. A parte Begbie e Tommy, tutti sono eroinomani e vivono di truffe e furti per guadagnarsi la loro dose giornaliera.

Anno: 1996

Regia: Danny Boyle

Attori: Ewan McGregor, Ewen Bremner, Jonny Lee Miller, Kevin McKidd, Robert Carlyle, Kelly Macdonald, Susan Vidler, Peter Mullan, Billy Riddoch, Pauline Lynch, Finlay Welsh, Irvine Welsh, Annie Louise Ross, Hugh Ross, Dale Winton, James Cosmo, Kate Donnelly, Victor Eadie, Vincent Friel, Shirley Henderson, Stuart McQuarrie, Eddie Nestor, Eileen Nicholas, Keith Allen, Kevin Allen, Fiona Bell

Paese: Gran Bretagna

Durata: 94 min

Distribuzione: Medusa Film

Sceneggiatura: John Hodge

Fotografia: Brian Tufano

Montaggio: Masahiro Hirakubo

Musiche: Damon Albarn

Produzione: Channel Four Films, Figment Films, The Noel Gay Motion Picture Company, Polygram Filmed Entertainment



Recensione: Data di uscita in Italia 🗓️:  23 Febbraio 1996 • • Voto: 9/10 • • Genere📽️:drammatico, grottesco, commedia

• • Pro🔝: "Trainspotting" racconta una storia di dipendenza e, nel suo genere, è uno dei film più memorabili e maggiormente ricordati nella storia del cinema. Ancora oggi, a oltre vent'anni dalla sua uscita, è un metro di paragone per tutte le pellicole che trattano quest'argomento così delicato. È difficile trovare una singola caratteristica che spicchi sopra le altre perché ogni componente del lungometraggio è assolutamente originale e ricercata, partendo dalla trama, passando poi per la caratterizzazione dei personaggi e finendo con il tipo di regia utilizzata. La pellicola narra il tema della tossicodipendenza in maniera molto cruda e realistica, utilizzando scene spiazzanti che non possono far altro che lasciare lo spettatore a bocca aperta, inorridito di fronte a ciò che porta l'utilizzo di droghe e alcool. Inoltre, Danny Boyle, in alcune scene del film, ha utilizzato inquadrature, movimenti di macchina ed effetti speciali psichedelici così particolari e stranianti che hanno aumentato il senso di incertezza e vergogna nei confronti di alcuni personaggi e delle loro azioni. Infatti, troviamo il protagonista che viene inghiottito da un vortice oppure circondato da tantissimi colori che vogliono rappresentare il suo stato confusionario nel momento in cui ha utilizzato una dose di droga oppure fornire un'immagine dello spaesamento in assenza di essa. Perciò ci troviamo di fronte ad un tipo di regia così particolare ma altrettanto adatta al contesto che non può che essere apprezzata. Un altro aspetto fantastico che il lungometraggio mette in evidenza è il limite che una persona può raggiungere per soddisfare la sua dipendenza e cosa sia disposto a fare e a rinunciare per essa. I personaggi e i loro rapporti sono uno degli aspetti che più vengono ricordati di questa pellicola perché tutti, dal primo all'ultimo, sono memorabili e assolutamente indimenticabili. Che si tratti del protagonista, "Rent boy", oppure dei personaggi secondari, "spud", "Sick boy" e tutti gli altri, ognuno ha un proprio carattere, assolutamente riconoscibile e differente dagli altri. Per ogni appassionato di cinema, sono questi i soggetti che rimangono nella mente di tutti noi. Inoltre, la durata non eccessiva, rende la pellicola molto intensa e priva di tempi morti. E' giusto infine sottolineare l'importanza della musica in tutto il racconto. In ogni momento cruciale, la melodia ha un ruolo di un certo peso, come, ad esempio, nella scena finale oppure nei momenti più complicati della dipendenza. P.S. Due anni fa, nel 2017, è uscito il secondo capitolo che inizia dopo alcuni anni dal finale del titolo originale. P.P.S. Il lungometraggio è tratto dal romanzo omonimo di Irvine Welsh del 1993. •

• Contro❌: "Trainspotting" è uno di quei film che è entrato nella storia del cinema quindi è veramente difficile trovare dei difetti però alcuni momenti della pellicola sono molto istrionici e sopra le righe rendendo la pellicola abbastanza pittorica, motivo che potrebbe portare alcune persone a non apprezzare questa scelta stilistica.

Recensione a cura di Ivan Luis Sulla

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