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TOP E FLOP 2023

Il 2023 si è ormai concluso ed è arrivato il momento di tirare le somme. È stato un anno di grandi emozioni ma anche di grandi delusioni. Non è stato facile stilare una classifica dei top e dei flop dell’annata in quanto in sala sono approdati moltissimi titoli, alcuni dei quali hanno fatto molto discutere la critica e il pubblico.

Partiamo con la classifica dei flop che per quanto mi riguarda, vale la pena suddividere nel seguente modo. La prima parte della classifica, riguarda le pellicole reputate “peggiori” dell’anno che già presagivano un pessimo risultato e che sono riuscite a fare anche peggio. La seconda riguarda le “delusioni” per i cinefili del 2023, pellicole dalle alte aspettative che, non solo NON sono state rispettate, ma si sono rivelati prodotti colmi di difetti.


FLOP 10


10. REBEL MOON PARTE 1: FIGLIA DEL FUOCO



Il nuovo titolo di Zack Sneyder è un mero tentativo di scopiazzatura di prodotti magistrali come “dune”, “star wars” e “i sette samurai”. Sneyder non è in grado di costruire un world building attraverso le immagini, creando un mappazzone che disorienta lo spettatore. L'eccessivo uso di dialoghi porta a spiegoni inutili e mal raccontati, non riuscendo a creare un universo che abbia una sua impronta solida. Torna lo stile tanto amato dagli “sneyderiani”, con un abuso di slow motion sia nelle scene action che in semplici inquadrature. Rebel Moon è una pellicola che enfatizza anche la più banale delle scene, provando a rendere epico un prodotto che risulta solo spoglio.


9. THE NUN 2



Il secondo capitolo della suora demoniaca si presenta come un copia e incolla della pellicola precedente, riuscendo a fare peggio. Michael Chaves non riesce a creare una singola inquadratura interessante, creando un prodotto anonimo e noioso. Lo spettatore non si sente mai coinvolto, non riesce a provare la paura e il terrore che pellicole come queste dovrebbero trasmettere. I Jumpscare vengono usati in maniera eccessiva, risultando prevedibili e poco efficaci. Il background dei personaggi, invece, è totalmente mancante, sono poche le informazioni che abbiamo e spesso risultano superflue. The nun 2 è l'emblema di come l'horror sia ormai diventato un inutile tentativo di spaventare lo spettatore tramite l'uso di banali jumpscare, ma fallendo come il suo predecessore.


8. ANT-MAN AND THE WASP: QUANTUMANIA



Il trentunesimo lungometraggio dell'MCU prova a esplorare i confini del regno quantico, utilizzando una CGI imbarazzante e creando un macro (o micro) universo privo di sostanza. I personaggi sono tutti anonimi, M.O.D.O.K è probabilmente una delle cose più ridicole che l'MCU abbia creato. I dialoghi sono poco credibili, spesso vengono usate battute che non funzionano e più che strappare una risata lasciano lo spettatore allibito. Kang sarebbe dovuto essere il villain per eccellenza, il personaggio che avrebbe dovuto rilanciare l'MCU, ma è risultato piatto e poco credibile, complice Jonathan Majors che non è stato in grado di dare una personalità attoriale. Quantumania è il risultato di un lavoro superficiale, che non rispetta le promesse fatte e delude i fan dell'MCU.


7. FAST X



Il decimo capitolo della saga più veloce di sempre si racconta in una storia priva di originalità e da una trama già vista nello stesso franchising. La regia di Louis Leterrier è completamente sbagliata, non riesce ad avere il controllo in nessun inquadratura. Le scene action sono pessime, non si capisce mai cosa sta succedendo e il risultato è un miscuglio di confusione che disorienta lo spettatore. La CGI è poco credibile, soprattutto visti gli oltre 300 milioni di budget a disposizione. Jason Momoa recita sopra le righe funzionando abbastanza bene, ma gli altri personaggi sono tutti mal gestiti, fungendo da comparse senza scopo. Il plot twist è incisivo, è un'inutile tentativo di stupire lo spettatore, ma risulta una presa in giro, che porta il prodotto a perdere di credibilità.


6. WINNIE THE POOH: SANGUE E MIELE



Già dalle prime immagini si presagiva un prodotto di bassa qualità, ma su Winnie The Pooh sangue e miele, non c'è molto da dire, è l'esempio perfetto di una pellicola superficiale in tutto. Il vero problema del lungometraggio è il tono serio con il quale si presenta; non riesce a divertire e a strappare una risata allo spettatore, anzi, tende annoiare per tutta la durata. Nulla funziona, tutto sembra finto e non convincente, una pellicola nata per divertire che non riesce nemmeno in questo.


5. TÁR



La prima delusione di questo 2023 è senza dubbio Tár, pellicola diretta da Todd Field con protagonista la bravissima Cate Blanchett. Inutile dire che la performance della protagonista regge tutto il lungometraggio regalandoci un'interpretazione magistrale, che le ha fatto guadagnare un posto tra le candidature agli Oscar. La grandezza della Blanchett rappresenta allo stesso tempo il difetto della pellicola che senza risulta vuota, priva di essenza, non riesce ad entusiasmare più di tanto. Il regista ha dichiarato di aver scritto il ruolo della compositrice appositamente per la Blanchett, affermando che se non avesse accettato la parte, il film non sarebbe mai stato realizzato e purtroppo la sensazione che si ha a fine film, è proprio quello di una pellicola plasmata per essere una dimostrazione da Oscar, dimenticandosi di tutte le altre componenti e lasciando indietro la scrittura.


4. MORTE PER UN DOLLARO



Il nuovo western di Walter Hill è una pellicola non solo deludente, ma mal riuscita. I personaggi hanno una scrittura pigra e poco coinvolgente, ma il vero problema di morte per un dollaro è la regia di Walter Hill. Le scene action sono veramente poco credibili, le sparatorie sono mal montate e ciò che vediamo ci distoglie dalla visione per riportarci alla realtà. Christoph Waltz e Willem Dafoe risultano sprecati, anche se provano a dare una personalità ai propri personaggi dalla scrittura piatta. Walter Hill ha indubbiamente realizzato grandi capolavori in passato, ma con morte per un dollaro sembra aver perso il controllo del progetto, sperando che in futuro possa realizzare un nuovo lungometraggio che rispetti a pieno la sua filmografia precedente.


3. CLUB ZERO



Club zero è una pellicola scritta e diretta da Jessica Hausner con protagonista la bravissima Mia Wasikowska. Il lato tecnico della pellicola è ben curato, le scenografie e i costumi sono bilanciati e funzionali. Le performance attoriali sono tutte molto credibili, anche se a spiccare è sempre la Wasikowska. Il problema di Club zero non è nella sceneggiatura ma nel messaggio che vuole mandare. Quando si decide di raccontare argomenti delicati come i disturbi alimentari, bisogna fare molta attenzione a non scivolare in stereotipizzazioni che rischiano di rendere il tutto fraintendibile. Club zero non sembra rispettare lo spettatore, inciampando in una rappresentazione discutibile. I dialoghi sono ben scritti, ma ciò non basta a giustificare molte scelte che portano chi guarda a storcere il naso troppo spesso.


2. BEAU HA PAURA



Beau ha paura è il ritorno sul grande schermo di Ari Aster, un regista che da sempre è stato un grado di farci sognare, ma la sua ultima pellicola a tratti sembra più un incubo. I personaggi si muovono caoticamente, persi in un intrigo di vicende non sempre ben scandite e che si sgretolano nella molteplicità delle sfumature della storia. Un messaggio che non arriva dritto al punto, che passa per strade secondarie facendo smarrire lo spettatore. Un tentativo ambizioso, riuscito principalmente dal punto di vista estetico, con scenografie molto curate e scelte narrative intriganti. Quello che rimane alla fine della visione però è solo un’accumulo di elementi interessanti, ma mal gestiti, che impediscono di definire questo film come riuscito e ben costruito.


1. NAPOLEON



Napoleon è in assoluto la delusione da primo posto nel 2023. Ridley Scott sembra aver smarrito la via maestra, portando sul grande schermo un film che finisce per parlare di tutto e niente. Non è chiaro il fulcro della vicenda, e risulta complicato capire chi sia il protagonista tra Napoleon, la sua vita amorosa travagliata e la storia delle sue imprese. Una pellicola che non vuole essere il ritratto perfetto di nessuna di queste parti, tantomeno a livello storico, ma che tende ad una scrittura fin troppo romanzata ed eccessiva. Quello che rimane è solo la regia maestosa di Scott, che purtroppo non riesce a colmare le lacune di un film senza testa e senza coda, rendendolo perciò una grande delusione. Si esce dalla sala senza aver chiara la figura di Napoleon, persi nella molteplicità delle sfumature mal rappresentate.


Oltre alle grandi delusioni ci sono state molte pellicole in grado di sorprendere ed entusiasmare, ecco i 10 titoli che più ho amato in questo 2023


TOP 10


10. HOLY SPIDER



Holy spider è la prima sorpresa di questo 2023, un film di Ali Abbasi che si basa sulla drammatica storia di Saeed Hanaei, un serial killer iraniano, che ha ucciso più di 16 prostituite nell’intento di perseguire una missione sacra e di ripulire la città. La pellicola offre un'affascinante esplorazione del fondamentalismo religioso e del maschilismo nella società contemporanea iraniana, affrontando tematiche profonde e politiche. Il ritmo serrato e la regia incisiva sono un valore aggiunto alla narrazione e sposano perfettamente l’essenza del film, che non risulta mai essere eccessivo, tutti gli elementi sono al servizio della storia.

Un film che vale la pena recuperare solamente per esplorare una realtà differente dalla nostra, ma purtroppo ancora attuale.


9. THE CAINE MUTINY COURT-MARTIAL



L'ultima pellicola di William Friedkin è un processo di ammutinamento, ambientato unicamente in una sola stanza. Jason Clarke torna nelle vesti di un avvocato dopo Oppenheimer, riuscendo a creare un personaggio semplice ma molto espressivo. Tutti i comprimari della pellicola non hanno un grande approfondimento, si concentra a raccontare la vicenda tramite lunghi dialoghi. Il ritmo della pellicola, tenendo in considerazione la location e la scrittura discorsiva, è impressionante, riesce a tenere l'attenzione per tutta la durata, coinvolgendo e non annoiando mai lo spettatore. Friedkin ha un ottimo controllo della pellicola, concentrandosi su molti dettagli e inquadrature semplici, ma che riescono a non distrarre lo spettatore dalla narrazione.


8. L'ULTIMA NOTTE DI AMORE



Questo thriller poliziesco contemporaneo ha una trama lineare e comprensibile, evitando errori comuni di scrittura del genere. I punti forti includono la caratterizzazione impeccabile dei personaggi, soprattutto del protagonista Franco, interpretato magistralmente da Favino. La sua trasformazione da uomo umile a figura determinata è il fulcro della trama. La fotografia dipinge una Milano autentica e le musiche enigmatiche accompagnano la visione assecondando la suspance. La regia regala dei piani sequenza suggestivi tra le vie della città, dimostrando a pieno la bravura di Di Stefano. Spero che abbiate avuto la possibilità di vedere questo film in sala poiché rappresentando senza dubbio una boccata d’aria fresca per il cinema italiano.


7. THE WHALE



Aronofsky ci regala una delle pellicole più toccanti dell’anno. Una storia che non vuole e non può rimanere solo all’interno delle 4 mura claustrofobiche dove è ambientata la vicenda. Charlie non rappresenta solo un uomo malato, Charlie rappresenta chi, tra noi, tenta di risanare le cicatrici per quanto possano essere dolorose. Il protagonista diventa così veicolo di un messaggio universale, che colpisce tutti e colpisce fino in fondo. Il silenzio che cala dopo la visione del film, è la prova di quanto la vicenda sia in grado di creare un climax che culmina nel terzo atto del film, scatenando un tumulto di emozioni nello spettatore che rende difficile trattenere la lacrima. Vale la pena sottolineare ancora una volta che la grandezza di questo film è rappresentata dall’empatia: noi non siamo con Charlie ma diventiamo Charlie.


6. DECISION TO LEAVE



Una cosa è certa, Park chan-wook è pura garanzia e decision to leave non fa eccezione. Il film è completo sotto tutti i punti di vista, la sceneggiatura è ricca di dettagli e dialoghi ben costruiti. La regia di Park Chan-wook è sublime, ha il pieno controllo della pellicola dall'inizio alla fine. I personaggi sono scritti tutti con un'attenzione e una cura impeccabili, merito anche del cast che riesce a valorizzare la narrazione. Park Chan-wook ci ha da sempre abituati a pellicole molto elaborate sia nella scrittura che nella regia, con decision to leave crea un prodotto con tante sfumature, ricco di dettagli e che colpisce.


5. AS BESTAS



As bestas è stata una delle sorprese più belle di questo 2023. Rodrigo Sorogoyen firma una delle pellicole più emotive e forti dell'annata, raccontando la storia di una piccola famiglia francese trasferita da poco in un piccolo villaggio di soli 15 abitanti. I problemi faranno presto ad arrivare, mentre Antoine e la sua famiglia saranno costretti a reagire per poter sopravvivere in un realtà così piccola. Autoriale, misterioso e drammatico, questi sono gli aggettivi che si possono usare per definire as bestas; il lato tecnico è curatissimo e le inquadrature spesso claustrofobiche arricchiscono una fotografia molto fredda e sporca, che crea sempre più tensione nella vicenda. Gli attori sono tutti di altissimo livello, mentre la sceneggiatura sfiora la perfezione, terminando con un finale a dir poco perfetto. Applausi anche alle bellissime colonne sonore di Olivier Arson, che riescono a dare un tono drammatico alla narrazione.


4. KILLERS OF THE FLOWER MOON



L'atteso ritorno di Scorsese, insieme a Robert de Niro e Leonardo di Caprio, è un film al limite della perfezione. I personaggi hanno una profondità tridimensionale, dal protagonista ai secondari, tutti quanti hanno un background straordinario, merito di una scrittura ricca di dettagli. Di Caprio crea una performance sublime, una delle migliori di tutta la sua carriera, lo stesso vale per de Niro. Lily Gladstone è memorabile, sicuramente sarà protagonista nella prossima stagione di premi. I dialoghi sono veramente tanti, ben costruiti e coinvolgenti, immergono le spettatore nella narrazione. Scorsese usa inquadrature semplici, non cerca di stupire lo spettatore con movimenti di macchina particolari, vuole che si mantenga l'attenzione sulla vicenda. Plausi alle scenografie e costumi, tutti ricreati perfettamente. Killers of the flower moon è un film meraviglioso, che nonostante si concentri su una lenta narrazione non troppo movimentata, riesce a catturare lo spettatore per tutta la sua durata.


3. SPIDER-MAN ACROSS THE SPIDER-VERSE



Stilare il podio non è stato facile, ma spider-man across the spider-verse si è indubbiamente meritato il posto. La pellicola ha una cura quasi maniacale in ogni frame, sia dal punto di vista della sceneggiatura, che dell'animazione. La narrazione ha un intreccio molto intelligente, riuscendo a concentrarsi sia sul suo protagonista Miles Morales, sia su Gwen, rendendola un comprimario fondamentale ai fini della vicenda. Gli stili dell'animazione sono veramente vari e ben fatti, dallo stile acquerello allo stop motion, funzionano tutti in maniera impeccabile. Difficile trovare difetti in una pellicola perfetta, tutto è bilanciato e al proprio posto. Possiamo dire che spider-man across the spider-verse è a tutti gli effetti, il miglior prodotto sull'uomo ragno, riuscendo così a superare il suo predecessore.


2. OPPENHEIMER



Tra le pellicole che popolano la filmografia di Nolan questa è indubbiamente la più completa. La fotografia precisa, seppur dall'atmosfera cupa, insieme alle scelte registiche e alla tensione costante, rendono questo prodotto un capolavoro cinematografico sotto ogni punto di vista. Il regista conduce lo spettatore in una vicenda che va oltre il racconto storico, esplorando anche l'aspetto psicologico del protagonista, il tutto accompagnato da profondi quesiti sull'umanità e la complessità della verità. Emergono riflessioni etiche attualissime, traghettandoci dalla suggestione del film alla dura realtà.


1. BABYLON



Damien Chazelle firma un'epopea fatta di lusso e feste sfrenate, ambientata nella Hollywood degli anni 30. La regia è ricca di inquadrature che raccontano attraverso le immagini il mondo trasposto da Chazelle, mentre il montaggio frenetico rende la pellicola folle e accattivante. Justin Hurwitz, storico collaboratore di Chazelle, compone delle colonne sonore perfettamente bilanciate, dal ritmo veloce, rendendo memorabile la melodia principale. Brad Pitt, Margot Robbie e Diego Calva sono perfetti nei loro ruoli, merito di una sceneggiatura articolata e perfetta, che dipinge i personaggi dando uno spessore ad ognuno. L'amore che Chazelle ripone in Babylon è l'amore che nutre nei confronti del cinema. Il finale, infatti, lascia un senso di stupore e nostalgia che accompagnerà lo spettatore anche dopo la visione.

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