The Last Duel | Una verità dispersa in un medioevo attuale.

Uno stupro, due cavalieri, una donna: un' avvincente storia che culminerà con un duello in nome di Dio.


Anno: 2021

Regia: Ridley Scott.

Attori: Matt Damon, Adam Driver, Jodie Comer, Ben Affleck, Harriet Walter, Nathaniel Parker, Sam Hezeldine, Micheal McElhatton, Clive Russel, Alex Lawther.

Paese di produzione: Stati Uniti d'America, Regno Unito.

Durata: 152 min.

Distribuzione: 20th Century Studios, Walt DIsney Studios, Motion Pictures.

Soggetto: Eric Jager ( romanzo).

Fotografia: Dariusz Wolski.

Sceneggiatura: Ben Affleck, Matt Damon, Nicole Holofcener.

Produzione: Jennifer Fox, Nicole Holofcener, Ridley Scott, Kevin J. Walsh.

Scenografia: Arthur Max.

Costumi: Janty Yates.

 

Recensione:

Data di uscita in Italia: 14 Ottobre 2021.

Voto: 8/10

In uscita nelle sale italiane il 14 Ottobre, The Last Duel segna il ritorno di Ridley Scott sul grande schermo dopo quattro anni di assenza.

La pellicola si divide, con un intelligente espediente narrativo, in tre capitoli, che rappresentano le tre “verità” raccontate secondo i punti di vista dei protagonisti: Jean de Carrouges, Jacques Le Gris e Marguerite de Carrouges.

Se per Marguerite il centro della verità è il doloroso atto del suo stupro, per i protagonisti maschili, l'atto rimane marginale, mentre prevale per lo più una questione di orgoglio personale o torti subiti che hanno messo in dubbio la loro mascolinità.


Il momento centrale, ciò quello del duello, è di fatti prova di questo orgoglio per i due cavalieri, mentre per la giovane, non solo rappresenta l’unico modo di far sentire il suo grido di verità, ma il momento in bilico tra il sopravvivere e il perire di morte atroce. E di questa tensione Ridley Scott si fa maestro, costruisce tutta la narrazione per arrivare al duello, con un crescente nervosismo che di fatto si interrompe al suo culmine, cioè alla fine di ogni capitolo, per poi rincominciare in quello successivo. La ripetizione tripla degli avvenimenti non risulta pesante, grazie a piccoli dettagli, inquadrature minuziose e dialoghi intelligenti che intrattengono talvolta anche da un punto di vista sottilmente comico.

Per quanto le prove attoriali siano tutte più che buone (fatta eccezione per il biondissimo Ben Affleck) a brillare è Jodie Comer, capace di conferire alla sua Marguerite non solo il ruolo di moglie, amante e vittima ma anche una paladina necessaria, capace di rendere tristemente e angosciosamente reale il ritratto di una giovane violentata, la cui voce farebbe fatica, anche ai giorni nostri, a farsi sentire. Nella perversa attualità delle vicende, la sceneggiatura riesce a raccontare la questione adattandosi sia ai tempi della narrazione (quattordicesimo secolo) sia, per l’appunto, al tempo attuale.

Dopo tutto, che la cultura dello stupro odierna sia radicata nel tempo non è una novità e se di certo qualcosa è cambiato dal medioevo, altrettante questioni si trascinano da indefinite epoche, motivo per il quale The Last Duel non è il film storico – cavalleresco che vi aspettate, ma molto di più, con una morale spiazzante e una narrazione incalzante che terranno vivo il vostro interesse.



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