THE KING'S MAN - LE ORIGINI | RECENSIONE DEL PREQUEL DELLA DUOLOGIA "KINGSMAN"

Diverse menti criminali si riuniscono per organizzare una guerra per spazzare via milioni di vite. Un uomo dovrà correre contro il tempo per fermarli e salvare l'umanità intera.

Anno: 2021

Regista: Matthew Vaughn

Attori: Ralph Fiennes, Harris Dickinson, Daniel Brühl, Djimon Hounsou, Rhys Ifans, Aaron Taylor-Johnson, Tom Hollander

Paese: U.S.A.

Durata: 131 minuti

Distribuzione: Walt Disney Studios Motion Pictures

Sceneggiatura: Karl Gajdusek, Matthew Vaughn

Produttori: Matthew Vaughn, Adam Bohling, David Reid

Produzione: 20th Century Studios, Marv Films

Fotografia: Ben Davis


RECENSIONE:

Data di uscita in Italia: 5 gennaio 2022

Voto: 7.5

Genere: azione, avventura, commedia


A quasi 5 anni di distanza dal secondo capitolo, esce nelle sale italiane "The king's man", il terzo, e probabilmente ultimo, capitolo del franchise iniziato nel lontano 2014. Il film ha avuto diversi problemi in fase di produzione (soprattutto a causa dell'acquisizione della "20th Century Fox", casa di produzione dei primi due lungometraggi, da parte di "Disney"), tant'è che sono passati diversi anni dal film precedente; inoltre è stato rimandato più volte a causa della pandemia così da poter sistemare la pellicola con alcuni reshoot. Nonostante tutto questo, "The king's man - le origini" si è dimostrato un buon blockbuster d'intrattenimento sotto diversi punti di vista, soprattutto per il lato tecnico.

Partendo dagli aspetti positivi della pellicola, sicuramente Matthew Vaughn, il regista dell'intera trilogia, ha dato il contributo maggiore, mettendo in mostra le grandi doti da regista action che si è spesso dimostrato. Infatti, in poco più di due ore, Vaughn riesce a dirigere diverse scene memorabili, adrenaliniche e variegate, così da evitare il senso di ripetizione. Inoltre, a parte i momenti con Rasputin che risultano sopra le righe ma ben contestualizzati con il tono dei due film precedenti e del personaggio, la regia è più sobria e non eccede mai in eccessi o virtuosismi inutili, così da legarsi meglio con il protagonista del lungometraggio (più elegante e meno spavaldo rispetto al personaggio interpretato da Egerton). Perciò, Vaughn è stato in grado di mantenere alta la tensione e, allo stesso tempo, divertire il pubblico, mettendo la propria impronta in un periodo in cui i blockbuster, a livello di regia, sono sempre più anonimi e privi di guizzi artistici.

Inoltre, rimanendo nei pregi della pellicola, sicuramente l'ottima ricostruzione storica ha aiutato il senso d'immersione. Infatti, ogni singolo oggetto/arredamento, dai vestiti alle automobili, dagli aerei ai tappeti, risulta credibile e mai fuori contesto.

Invece, per quanto riguarda i difetti della pellicola, sicuramente la sceneggiatura è uno degli elementi più discutibili dell'intero progetto. Se, a livello di messaggi da veicolare, ci sono spunti più che interessanti, per quanto riguarda la coesione del film, ecco, ci sono dei problemi. Iniziando dal primo punto, Gajdusek e Vaughn, gli sceneggiatori, decidono di sovvertire alcuni topoi narrativi (il sacrificio di una persona adulta per far crescere un ragazzo) così da proporre qualcosa di nuovo al grande pubblico. Infatti, in "The king's man", è il figlio del protagonista, attraverso il suo coraggio e il desiderio di risolvere i problemi, a rappresentare lo snodo narrativo per far crescere il personaggio di Ralph Fiennes. Il fatto di mostrare il giovane che incita l'adulto a fare meglio, in un periodo in cui i giovani vengono spesso criticati per la loro sedentarietà, è un bel messaggio da veicolare, anche in controtendenza rispetto al primo capitolo. Allo stesso tempo, la sceneggiatura non splende al 100% siccome, nella fase centrale, ci sono cambi di location e personaggi che risultano completamente slegati rispetto alla prima ora che, inevitabilmente, confondono lo spettatore. Addirittura, ci si chiede se abbiano sbagliato a montare il film. Successivamente, si comprende l'importanza della sequenza ma non è ben inserita nella successione degli eventi. Però, bisogna essere onesti e dire che la costruzione, con relativo colpo di scena, del misterioso villain funziona, a dimostrazione che il lavoro in fase di sceneggiatura è stato tutto sommato più che buono.

In conclusione, nonostante i numerosi problemi in fase produttiva, "The king's man - le origini" si inserisce benissimo nel filone dei remake/reboot/sequel...dimostrandosi un ottimo prequel, con grande personalità e unicità nell'ambito action, palesando a tutti che un blockbuster d'intrattenimento possa avere una propria identità e non omologarsi ai prodotti più conosciuti.

P.S. il film ha una scena post-credit che apre ad un ipotetico seguito e, dopo un box office assolutamente deludente ma non al livello di altre pellicola uscite quest'anno, se sarà ampiamente supportato all'uscita su Disney plus (23 febbraio), si può sperare al proseguimento degli eventi.

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