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TALK TO ME - UN FILM (PIACEVOLMENTE) FASTIDIOSO

DATA DI USCITA: 28 Settembre 2023


REGIA: Danny Philippou, Michael Philippou


GENERE: Horror


VOTO: 7+


Ammettiamolo: era da tanti anni che non si sentiva parlare così bene di un Horror. Ciò è avvenuto numerosi mesi prima dalla sua uscita nelle nostre sale e spesso, quando questo accade, non sempre le nostre aspettative vengono ripagate. Poiché, già è difficile rispettarle le aspettative presso il pubblico, a maggior ragione poi per un genere molto particolare come quello Horror. E dopo aver premesso questo, ci poniamo la seguente domanda: le aspettative sono state ripagate? Assolutamente si. Ed i motivi sono numerosi.

Questa opera prima, diretta da ragazzi provenienti dal mondo del web, si incentra sulla storia di Mia: una ragazza che ha perso da poco la madre, con un cattivo rapporto col padre, tant'è che passa molto tempo a casa dell’amica Jade ed il suo fratellino Riley. I protagonisti si troveranno successivamente ad una festa organizzata solo per fare una seduta spiritica, utilizzando una mano capace di dialogare con i morti. Questo gioco, preso troppo alla leggera, aprirà le porte ad un mondo oscuro e misterioso, pieno di pericoli mortali, che farà dubitare Mia su cosa sia reale o meno. Il primo punto da toccare è la storia: quella proposta è una trama, non particolarmente originale, sviluppata utilizzando gli stilemi tipici del cinema dell’orrore, ma la presenza però di una forte identità e memorabilità. Questo è un film che parla di giovani e delle loro numerose scelte per poter alzare sempre di più l'asticella: ossia l'appartenere ad una comunità, infrangere le barriere e gli scaglioni generazionali, accorati da "giochi" dal divertimento labile e sterile; queste sono scelte che porteranno i protagonisti a conseguenze molto severe capaci di mettere a repentaglio la loro vita. Un altro punto da toccare è l’interpretazione degli attori: assolutamente ben svolte, capaci di connotare bene i personaggi e nell’inquietare gli spettatori; una nota di merito va sicuramente a Sophie Wilde, l’interprete di Mia, e del giovane Joe Bird, colui che interpreta il fratello Riley. Gli attori riescono a dare forza al film, grazie anche al contributo dei personaggi, i quali rimangono però in superficie. Non vi è una grande volontà di approfondire i personaggi, soprattutto perché essi sono visti semplicemente come medium tra le entità e gli spettatori, una vera e propria “carne da macello” con qualcosa da dire.

Talk To Me è un film altamente disturbate, dove la presenza di spaventi è molto marginale, lasciando spazio alla violenza mentale, cercando di conseguenza un lavoro più difficile da ottenere rispetto ai semplici Jumpscare. Come accennato brevemente anche in precedenza, è un film che si fa bello di una tensione graduale, senza fare appello ad espedienti banali e “volgari”. Questo è un lungometraggio che fa parte di quella schiera di film come, ad esempio, It Follows o Babadook, la cui attenzione si focalizza su determinati messaggi, adottando un approccio più psicologico e disturbante.

Tecnicamente parlando il film dà il suo meglio: grazie alla regia capace di allestire delle scene altamente disturbanti, simboliche e d’impatto; l’utilizzo del sonoro svolto in maniera eccellente, coinvolgendo al meglio lo spettatore dando forti dosi di fastidio (tema di cui parleremo successivamente) perenne nella pellicola, il quale conferisce numerosi meriti.

Lo sviluppo narrativo lento ed organizzato, la bella regia e la presenza di molte scene forti danno valore al film. Inoltre la presenza della violenza è un tema di cui discutere, questo perché le scene forti non sono tantissime, illustrandoci una intensità breve ma molto forte. Esse però non si rifanno a scene splatter o di film slasher, quanto invece ad una intensità psicologica e meno sanguinaria, affinchè tutti gli spettatori possano effettivamente guardarle, restando interdetti dinanzi a ciò che stanno vedendo.

Come ultimo punto da trattare, ci tiene sottolineare quello che abbiamo sperimentato, sia durante la visione, sia dopo l'uscita dalla sala: ossia il fastidio generato dal film. Sono tanti anni che non usciamo dalla sala con questa forte sensazione, ossia quella di ripensare a scene viste durante il film e successivamente dire nella propria mente “Se non lo guardavo, forse stavo meglio”. Ma ripetiamo, non si tratta di fastidio generato dalla esagerata presenza di sangue o di scene splatter, ma di un malessere fondato che ha trovato riscontro negli spettatori. E quando questo succede, soprattutto nel panorama Horror, l’obiettivo è stato raggiunto.

In conclusione, Talk To Me è effettivamente uno dei migliori Horror degli ultimi anni. Uno spettacolo dal forte impatto visivo, dalla sceneggiatura lenta ed insidiosa, e dalla costante crescita di tensione che attanaglia lo spettatore durante la visione. Un film solido, lineare, interessante ed altamente disturbante, il quale merita di stare accanto a It Follows o Babadook. Un film che porta malessere utilizzando molta violenza mentale, espressa da immagini forti, le quali rimangono ben impresse nella mente degli spettatori, facendo rimpiangere questi ultimi di non essere andati a vedere un'altra pellicola.


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