"STAR WARS: VISIONS": LE "VISIONI" DI CUI AVEVAMO BISOGNO

Aggiornamento: 30 set 2021


Una settimana fa, sulla piattaforma streaming di Topolino, è stata caricata la prima, e per ora unica, stagione di "Star Wars: Visions". Il progetto fu annunciato mesi fa al Disney Investor Day e consiste in 9 cortometraggi animati, della durata massima di 20 minuti, ambientati nel mondo di Star Wars. La particolarità della serie è che i corti sono realizzati da case di produzione giappone si, specializzate nella realizzazione di anime. Molti, inizialmente, si sono chiesti quale fosse il collegamento tra la cultura giapponese e l'universo di Star Wars ma, dopo una piccola riflessione, i punti di contatto sono palesi e innumerevoli: abiti lunghi (abbigliamento samurai e jedi), spade (katane o spade laser), spiritualità (luoghi di riflessioni per samurai e jedi per entrare in contatto con l'io interiore o la forza) e molti altri elementi. Perciò, semplicemente come idea, è più che interessante siccome i punti di contatti tra i due mondi sono innumerevoli ma il modo di trattare determinati argomenti e sviluppare il worldbuilding è profondamente diverso da occidentali a orientali. Quindi le potenzialità di vedere il mondo di Star Wars sotto una nuova luce erano alte e, dopo aver visto tutti i corti, siamo rimasti più che soddisfatti.

La peculiarità più grande di questo progetto è stata quella di avere avuto il coraggio, da parte degli studi d'animazione, di esplorare la galassia lontana lontana in maniera sempre diversa. Infatti, grazie alla decisione di non aver immediatamente canonizzato questi racconti, gli studi hanno potuto prendere i fondamentali di Star Wars (spade laser, la forza, temi come la famiglia...) e lavorare in maniera assolutamente originale, mostrandoci personaggi e mondi inediti. Naturalmente ci sono stati episodi più ispirati di altri, sia a livello narrativo che animato, ma ciò che ha dimostrato, ed è probabilmente l'aspetto più interessante su cui riflettere, questo progetto è che il mondo creato da George Lucas è così vasto e offre così tante opportunità creative che è il momento di potersi staccare dalla trilogia originale. Come abbiamo detto, non tutti i corti sono riusciti completamente, nonostante nessuno sia insufficiente, ma tutti hanno raccontato una storia originale e hanno avuto il coraggio di presentare nuove razze, nuovi mondi e discutere su tematiche mai affrontate. Questi studi d'animazione sono stati in grado di svecchiare il franchise e, a parte un singolo corto, mettere da parte per la prima volta i personaggi iconici. Ciò può risultare poco rilevante ma, riflettendo, la stessa "Lucasfilm" non ha avuto lo stesso coraggio siccome, negli ultimi anni, hanno proposto solo prodotti legati alla trilogia classica: trilogia sequel, "The bad batch" (sequel di "the clone wars"), "the mandalorian" (in cui si vedono continuamente personaggi già conosciuti) e, nei prossimi anni, la linea produttiva sarà questa.

Perciò, dopo il successo di critica e pubblico di "Star Wars: Visions", Disney deve capire che i fan, dopo più di quaranta anni, sono pronti ad abbandonare i personaggi della trilogia classica (e quelli creati collateralmente come Ahsoka Tano) e provare a puntare su un qualcosa di completamente nuovo, sia a livello di epoche che di protagonisti altrimenti questo immenso universo sarà sempre ricordato per pochi personaggi e qualche pianeta, vivendo nella nostalgia.


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