Sex Education, Stagione 3 | Il diritto di essere noi stessi anche quando non sappiamo chi siamo.

Gli equilibri della scuola superiore Moordale vengono scombussolati quando arriva una nuova preside, che sembra voler cambiare radicalmente le regole della scuola e i suoi studenti.

Anno: 2021

Regia: Kate Herron, Ben Taylor.

Attori: Asa Butterfield, Gillian Anderson, Ncuti Gatwa, Emma Mackey, Connor Swindells, Kedar Williams – Stirling, Aimee Lou Wood.

Paese: Regno Unito.

Durata: 47 – 59 min (episodio).

Distribuzione: Netflix.

Produzione: Netflix.

 

Recensione:

Data di uscita in Italia: 17 Settembre 2021

Voto: 7

Genere: Commedia drammatica.

Le serie teen hanno indubbiamente percorso molta strada dai drammi adolescenziali degli anni ’90 e primi anni 2000, lasciandosi alle spalle lo stile alla Dawson’s Creek e sperimentando più a fondo la natura dei suoi giovani protagonisti. Citando doverosamente Skins (2007 – 2013) o la più recente Euphoria (2019 – In corso), in cui si affrontano temi difficili e spesso volontariamente omessi nella rappresentazione dei teenager, come l’abuso di sostanze, disturbi alimentari e il mondo LGBTQ+. Una nuova visione quindi, rappresentata spesso con toni drammatici e crudi; Sex Education si inserisce in questo nuovo capitolo di identità delle rappresentazioni del mondo teen, ponendosi però al lato opposto della medaglia, trattando le sue tematiche con un’originalità a tinte comiche.

In questa terza stagione, ancora più che nelle precedenti, si evince la spontaneità degli autori nel trattare non solo tematiche riguardanti il sesso, ma tutto quel discorso sull’identità (di genere e non solo) di cui oggi ancora si fa fatica a trattare con la giusta dignità, senza farlo passare come forzato o dettato unicamente dal politicamente corretto.

I protagonisti, in quell’età così delicata tra infanzia e mondo adulto, si trovano di fronte a un’ulteriore difficoltà: l’arrivo di una nuova preside che si interpone proprio sul concetto di identità, facendosi a capo di una nuova politica rigida e violentemente antiquata che mette in evidenza come il mondo abbia bisogno di libertà e comprensione per poter diventare un posto più sicuro (e migliore) per tutti.

Lasciando da parte il lato tematico, l’aspetto tecnico mantiene lo stesso livello delle stagioni precedenti, con un cast solido che regala, ancora una volta, performance convincenti (menzione d’onore per Gillian Anderson e Asa Butterfield).

Gli episodi si susseguono con ritmi incalzanti, alternando momenti drammatici a quelli di ilarità, il tutto accompagnato da un’ottima colonna sonora.

Se la trama in sé risulta molto lineare, il punto di svolta è nella scrittura dei personaggi, che anche in questa stagione riescono, ognuno di loro, a ritagliarsi il giusto tempo di narrazione, tra storie da continuare e storie che hanno appena iniziato a farsi sentire e vedere, con aggiunte al cast che funzionano e arricchiscono la diversità sia nella storia che nei personaggi.

In attesa di un’ufficialità sulla quarta stagione, i protagonisti di Sex Education, con cui facilmente lo spettatore empatizza, hanno dimostrato di avere ancora molto da insegnare, da scoprire e da raccontare.

Recensione a cura di Linda Giulio





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