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Romulus | Recensione, cast e trama

I trenta popoli della Lega Latina vivono da anni sotto la guida del re di Alba Numitor ma siccità e carestia ne stanno minacciando l'autorità. Il re deve quindi consultare l'aruspice e il responso è implacabile: il sovrano dovrà andare in esilio affinché l'acqua torni a bagnare queste terre.



Genere:Drammatico

Ideatore:Filippo Gravino, Guido Iuculano, Matteo Rovere, Francesca Manieri

Attori:Andrea Arcangeli, Marianna Fontana, Francesco Di Napoli, Giovanni Buselli, Sergio Romano, Massimiliano Rossi, Vanessa Scalera, Ivana Lotito, Silvia Calderoni

Anno:2020

Paese:Italia

Produzione:Cattleya, Groenlandia, Sky

Durata:50 min

Stato:In produzione


Recensione:

Data di uscita in Italia: 2020

Voto: 8/10

Genere️: drammatico, avventura, azione, storico

Pro🔝: dopo il grande cinema italiano del secolo scorso, il nostro Paese ha vissuto un periodo buio, fatto di produzioni mediocri e spesso ripetitive tranne che per rare eccezioni fino al 2015, considerato l'anno della rinascita del nostro cinema. Perciò, da 5 anni a questa parte, il reparto cinematografico e seriale ha subito una svolta con prodotti non sempre di primissimo livello ma, senz'ombra di dubbio sperimentali, segno che i nuovi creativi abbiano voglia di realizzare qualcosa di mai visto e la serie sky original "Romulus" si inserisce perfettamente in questo solco. Tenendo conto proprio di queste premesse e del fatto che dietro a questo progetto ci sia Matteo Rovere (regista già di altri 2 film di successo come "Veloce come il vento" e "Il primo re"), l'attesa era altissima e, fortunatamente, è stata ripagata.

"Romulus", composta da 10 episodi da circa un'ora l'uno, prende come spunto la famosa leggenda della nascita di Roma e, reinterpretandola in alcuni momenti, racconta una storia epica di redenzione e fratellanza. Infatti la narrazione è uno degli aspetti migliori dell'intera stagione perché Rovere, il quale si può definire la mente dietro ogni aspetto della produzione, sfrutta al meglio il folto cast per creare più storyline diversificate, le quali confluiranno negli episodi finali, così da poter sviscerare ogni singolo personaggio. Sebbene, sotto il punto di vista delle tematiche, non ci sia nulla di originale (infatti sono presenti dinamiche tipiche di quel tipo di narrazione come amore per la propria terra, crescita personale, fratellanza, esilio...), la qualità della scrittura rende tutti gli episodi ricchi di pathos, i personaggi interessanti e le azioni credibili. Infatti ogni singolo personaggio viene approfondito minuziosamente e si possono comprendere le sue motivazioni. Inoltre si utilizza spesso il confronto tra due situazioni diverse quasi per porre lo spettatore difronte ad una scelta e crescere insieme ai due protagonisti.

Al pari dell'altissima qualità della scrittura, si pone la messa in scena. Non è azzardato dire che "Romulus" sia il progetto più complicato ma allo stesso tempo stupefacente che sia mai stato fatto in Italia. Infatti lo sforzo produttivo è evidente fin dai primi minuti della serie perché riesce a portare lo spettatore nell'VIII secolo A.C. con grandissima credibilità, senza dubitare un secondo della veridicità dell'ambientazione e dei personaggi: capanne, vestiti, gioielli, carri da trasporto, pitture facciali rappresentano perfettamente l'epoca. Inoltre si riesce anche a percepire, proprio dagli indumenti e dalle abitazioni più o meno addobbate, il rango sociale delle varie famiglie. Oltre ai villaggi, però, una parte del racconto si svolge nella foresta e, nonostante ciò, il regista è in grado di comunicare allo spettatore il periodo antico soprattutto attraverso il comportamento rude dei personaggi. Un piccolo trattamento a parte, lo merita il linguaggio e l'azzardata ma vincente scelta di utilizzare il protolatino come lingua originale. Inizialmente potrebbe essere una semplice aggiunta, ma, col passare degli episodi, diventa una caratteristica imprescindibile perché aiuta moltissimo l'immedesimazione dello spettatore, oltre a rendere il prodotto ancora più autentico (comunque, anche il doppiaggio risulta di ottimo livello).

Sotto il punto di vista tecnico, "Romulus" si posiziona su standard altissimi e difficilmente ripetibili. Infatti la regia, nonostante sia divisa tra ben 3 registi, ovvero Rovere, Artale e Alhaique, è sempre coerente con se stessa e si alterna tra primi piani, sia in momenti rilassanti che concitati come in battaglia, e campi lunghi, soprattutto per far percepire allo spettatore lo scorrere del tempo. Un altro elemento studiato perfettamente è l'utilizzo della luce naturale delle fiaccole o del sole, la quale rende ancora più immersiva l'esperienza. Una nota di merito deve andare alle interpretazioni siccome la maggior parte degli attori non ha una lunga carriera ma tutti sono convincenti in una lingua che nessuno ha mai parlato in vita propria.

Una caratteristica fondamentale della serie è la crudezza con la quale vengono messi in scena alcuni momenti fondamentali. Infatti i registi non hanno paura di mostrare sangue, uccisioni e combattimenti con finali quasi disturbanti.

Contro❌: in "Romulus", è difficile trovare difetti così grossi da bloccare la visione siccome ha moltissimi pregi però, naturalmente, non è esente da difetti. Il problema principale lo si nota nel rapporto tra realtà e finzione. Infatti, sotto molti punti di vista, la serie ha il coraggio di distaccarsi completamente dal mito ed eliminare i momenti più surreali così da rendere la vicenda il più realistica possibile (lo dimostra la crudezza di alcuni avvenimenti, il cambio di nome dei protagonisti da Romolo e Remo a Wiros e Yemos e molti altri esempi) mentre alcuni eventi possono essere spiegati solamente con il volere divino e il suo intervento. Perciò risulta, sotto questo aspetto, un po' incomprensibile gli intenti della serie: o distaccarsi completamente dalla leggenda o rimanerci ancorato.

Un altro piccolo aspetto negativo è presente nel personaggio di Ylia, la quale, nel corso degli episodi, affronta un bellissimo percorso di crescità però, soprattutto nella fase iniziale, è così repentino che è difficile percepirlo realistico.

In conclusione, "Romulus" rappresenta un altro tassello nel lungo percorso che l'Italia deve compiere per tornare uno degli Stati più importanti nel settore cinematografico. Nonostante alcuni piccoli difetti, la serie merita assolutamente la visione, soprattutto da chi desidera un cambiamento.

Recensione a cura di Ivan Luis Sulla

Grafiche a cura di Giulia Federici

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