Quarto potere | Recensione

Il film narra la vita del magnate della stampa Charles Foster Kane (interpretato dallo stesso Welles), incapace di amare se non "solo alle sue condizioni", con la conseguenza di creare il vuoto attorno a sé e rimanere solo all'interno della sua gigantesca residenza (Xanadu, nella versione italiana Candalù), dove muore abbandonato da tutti. Welles, servendosi di una sequenza di flashback(sei, compreso il cinegiornale), mostra i frammenti della vita del magnate, quasi fossero i pezzi di un gigantesco puzzle (rompicapo che metaforicamente appare più volte nel film). Allo spettatore è lasciato il compito di ricomporre - in tutta la sua complessità - la personalità di Charles Foster Kane.



Anno:1941

Regia:Orson Welles

Attori:Orson Welles, Dorothy Comingore, Agnes Moorehead, Ruth Warrick, Ray Collins, Erskine Sanford, Everett Sloane, Joseph Cotten, George Coulouris, Charles Bennett, Fortunio Bonanova, Gus Schilling, William Alland, Georgia Backus, Harry Shannon, Paul Stewart, Buddy Swan, Philip Van Zandt

Paese:USA

Durata:120 min

Formato:35 MM

Distribuzione:Rko, Ricordi Video, M & R, Nuova Eri, Fonit Cetra Video, Panarecord, San Paolo Audiovisivi, sirio Home Video, Cde Home Video, Gruppo Editoriale Bramante, L'Unita' Video, Dvd Terminal vedeo (2002)

Sceneggiatura:Orson Welles, Herman J. Mankiewicz, John Houseman

Fotografia:Gregg Toland

Montaggio:Robert Wise

Musiche:Bernard Herrmann, Charlie Barnet, Pepe Guizar

Produzione:Mercury Productions, Rko Radio Pictures Inc.


Recensione:

Data di uscita in Italia 🗓️: 19 gennaio 1941

Voto: 9.5/10

Genere📽: drammatico

Pro🔝: nel corso di oltre cent'anni della sua storia, il cinema conta tantissimi capolavori che, anche a distanza di decenni, vengono visti e possono essere apprezzati ma, nonostante ciò, pochissimi film rientrano nel gruppo delle pellicole che hanno cambiato il modo di fare cinema e, senz'ombra di dubbio, "Quarto potere" è uno di questi. Infatti qualsiasi libro di storia del cinema identifica questo lungometraggio come l'inizio del cinema moderno, cioè il primo film in cui possiamo trovare alcune delle principali caratteristiche che sono alla base del cinema che oggi conosciamo. Per esempio, il regista Orson Welles (famoso anche per opere come "L'orgoglio degli Amberson" o "The other side of the wind" che potete trovare su Netflix) utilizzò in maniera rivoluzionaria i piani-sequenza, costruì in maniera maniacale i set piuttosto di utilizzare semplici fondali così da muovere la macchina da presa in totale libertà e, inoltre, per la prima volta, la pellicola non seguiva un ordine cronologico ma la vicenda si ricostruisce col passare dei minuti, senza un ordine temporale. Naturalmente tutto ciò oggi è scontato nei film che vediamo nelle sale o sulle piattaforme streaming ma risulta la normalità proprio perché esiste questa pellicola.

Naturalmente "Quarto potere" non è ricordato solamente per le innovazioni che apporta sul piano tecnico ma la storia raccontata, soprattutto se contestualizzata all'anno d'uscita del lungometraggio, è semplicemente sensazionale. Infatti il regista, in poco meno di due ore, riesce a sviscerare il personaggio protagonista Charles Foster Kane, interpretato dallo stesso Orson Welles, mostrandoci chi in realtà fosse, nei suoi pregi e nei suoi difetti. L'intelligenza del regista si trova principalmente nel fatto di parlare e scavare nel profondo del protagonista attraverso le parole di coloro che hanno avuto rapporti con Kane, nelle varie fasi della sua vita. Però tutti i personaggi del lungometraggio sono stati scritti con grandissima cura, dagli amici ai suoi collaboratori, soprattutto perché danno la possibilità allo spettatore di comprendere meglio la figura del protagonista. Inoltre, quando si parla di questo capolavoro, si deve obbligatoriamente omaggiare il finale perché, in una sola inquadratura, si capisce completamente l'intera persona del signor Kane.

Inoltre i responsabili del trucco hanno svolto un lavoro eccezionale, soprattutto se si contestualizza l'epoca del film, perché Charles Kane, nel corso del film, in base al racconto, è sia giovane che anziano e, nonostante sia stato usato un solo attore e gli effetti speciali non fossero all'avanguardia, è sempre credibile.

Purtroppo, però, nonostante il film ottenne ben 9 nomination agli Oscar, vincendo uno solo, e, perciò, apprezzamenti da parte della critica, fu un grande insuccesso di pubblico. Gli incassi furono veramente bassi a discapito di enormi spese, soprattutto per la realizzazione dei set, perché le sperimentazioni messe in atto da Welles erano troppo avanti per il pubblico dell'epoca, non era pronto per determinati cambiamenti.

In conclusione, dopo tutto ciò, speriamo che chi non abbia avuto ancora la possibilità di vederlo, si può trovare su Amazon prime video, corra sul divano così da apprezzare uno di quei film che hanno reso il cinema come lo conosciamo oggi.

P.S. Orson Welles, per la figura del protagonista, prese spunto da uno degli uomini d'affari e imprenditori più importanti degli Stati Uniti dei primi decenni del secolo scorso, ovvero William Randolph Hearst.

Contro❌: trovare dei difetti a quest'opera significa veramente cercare il pelo nell'uovo però, ad essere sinceri, la recitazione degli attori secondari è inferiore e, in alcuni momenti, si nota siccome il resto è impeccabile.

Recensione a cura di Ivan Luis Sulla

Grafica a cura di Giulia Federici

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