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OPPENHEIMER

"Prometeo dona il fuoco agli uomini, diventa Morte, il distruttore di mondi”. E’ proprio in questo modo che Nolan introduce uno dei maggiori scienziati di tutti i tempi, J. Robert Oppenheimer.


Data di uscita: 20 Luglio 2023 (USA); 23 agosto 2023 (Italia)

Regista: Christopher Nolan

Distribuzione in italiano: Universal Pictures

Genere: Drammatico, Biografico, Storico

Durata:180 minuti

Voto: 8,5/10


Il lungometraggio di Nolan è in assoluto uno dei più attesi sul grande schermo, insieme a “Barbie” firmato dai colleghi Gerwig e Baumbach. Entrambi usciti in contemporanea oltreoceano il 20 Luglio 2023, contrassegnano il fenomeno “Barbenheimer”. Un termine che pare quasi un ossimoro vista l’unione di queste pellicole agli antipodi e con target ben diversi. In un periodo di forte crisi e allo stesso tempo di forti cambiamenti nel mondo del cinema, ha contribuito a riportare il pubblico in sala con furore facendoci riassaporare l’entusiasmo e la magia del grande schermo.



Recensione

La storia del fisico statunitense è nota a tutto il mondo. Rilevanti i contributi alla fisica moderna, in particolare i suoi studi sulla meccanica quantistica. J. Robert Oppenheimer fu a capo del progetto Manhattan e la sua fama è perciò legata indissolubilmente alla costruzione della prima bomba atomica.


Dal progetto Manhattan al giorno in cui iniziarono i bombardamenti a Hiroshima e Nagasaki passarono all’incirca 3 anni. A raccontarci cosa succede durante, e anche dopo, ci pensa il regista britannico. Definire questa pellicola “biografica” risulta forse riduttivo per descrivere l’opera così ambiziosa e ingombrante. Ingombrate a partire dalla scelta della pellicola IMAX 70 mm. Nel biopic storico di 3 ore troviamo le tipiche caratteristiche del cinema di Nolan. Balza subito all’occhio l’utilizzo di diverse linee temporali: “Fission”, con colori vivaci e “Fusion” caratterizzata dall’utilizzo del bianco e nero (che ci ricorda “Memento”) utilizzata per scandire la fase del processo di fronte al tribunale della storia. A differenza di Tenet, entrambe le linee temporali non inciampano e non si aggrovigliano, permettendo allo spettatore di orientarsi tra la moltitudine di personaggi e dialoghi. La visione è "sporcata" dalla grana della pellicola che rimanda alla materia prima del cinema. Il regista britannico ama giocare con il tempo e con la sua “fluidità” ma questo film è l’eccezione che conferma la regola. Nella seconda metà, infatti, il ritmo rallenta fino quasi a fermarsi, intrappolando lo spettatore in una mente offuscata dall’ambizione.

Lei è l’uomo che ha dato loro la possibilità di distruggere loro stessi e il mondo non è pronto”.



I dialoghi sono il cuore pulsante del lungometraggio nolaniano; Curati meticolosamente, claustrofobici ma che arrivano dritti alla cruda verità, alternandosi a campi lunghissimi su Los Alamos. Lo sguardo di ghiaccio, tenebroso e inquieto di Cillian Murphy che incarna il “padre della bomba atomica”, buca lo schermo e la sua presenza inestimabile davanti alla macchina da presa riempie ogni inquadratura regalandoci una delle sue migliori performance.

Ci impedisce di schierarci dalla parte dell’ammirazione o dell’orrore. Robert Downey Jr. toglie la tuta di Iron man per indossare i panni di Lewis Strauss che sembrano calzare perfettamente vista l’interpretazione magistrale. Florence Pugh ed Emily Blunt, invece, aggiungono intensità alla narrazione dividendo “Oppie” tra matrimonio e tradimento.

La penna di Göransson compone una colonna sonora che rispecchia la tensione in un climax che culmina nella detonazione che rinuncia alla CGI, portando lo spettatore a sperimentare una sensazione che oscilla tra ansia, paura e stupore di fronte ad una presa di coscienza di un’arma in grado di cambiare per sempre i delicati equilibri della pace. Le note del compositore si interrompono bruscamente per guidarci attraverso i lunghi silenzi assordanti quando a dominare la scena sono solo i sospiri e gli sguardi.


E’ molto difficile, a parer mio, trovare delle sbavature in questo film. La fotografia spenta ma precisa, le scelte registiche e la tensione che aleggia lo rendono un prodotto che sfiora la perfezione. Tuttavia, se cercate qualcosa da guardare la Domenica sera dopo una settimana di lavoro, cambiate contenuto. “Oppenheimer” grida pur di essere ascoltato ed esige di essere vissuto ma la durata, forse eccessiva, rischia di sopprimere l’entusiasmo soprattutto vista l’intensità del dialogo.



L’umanità ha fallito? La storia può solo porsi delle domande ma la verità è complessa almeno tanto quanto la fisica quantistica. Il regista esplora questo orizzonte, ricostruendo un viaggio non solo storico ma anche psicologico, ponendo l’accento sulla natura inquieta di un uomo che rimarrà per sempre impresso sui libri. “Truman chiede cosa succede dopo”, noi lo sappiamo benissimo e insieme ai titoli di coda scorrono anche i pensieri, risollevando questioni etiche incredibilmente attuali che ci riportano con i piedi per terra.


“Il mondo ricorderà questo giorno” e in caso dovessimo dimenticarlo ci pensa Nolan.

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