OMICIDIO NEL WEST END | Il teatrino del mistero in stile Agatha Christie

Un ispettore, un’agente di polizia, un gruppo di attori teatrali…e un omicidio. È questa la premessa narrativa di Omicidio nel West End (See how they run), nuovo lungometraggio diretto da Tom George con un cast d’eccezione. In arrivo nelle sale cinematografiche italiane dal 29 settembre, noi della redazione abbiamo assistito all’anteprima stampa del film, ecco la nostra recensione.




Anno: 2022

Regista: Tom George

Attori: Sam Rockwell, Saoirse Ronan, Adrien Brody, Ruth Wilson, Reece Shearsmith, Harris Dickinson, David Oyelowo, Sian Clifford, Jacob Fortune-Lloyd

Paese: USA

Durata: 98 min

Distribuzione: Searchlight Pictures Italia

Sceneggiatura: Mark Chappell

Fotografia:

Montaggio:

Produzione: DJ Films

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RECENSIONE

Data d’uscita in Italia: 29 settembre 2022

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Voto: 8 ½

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Genere: giallo, commedia


‘’Quando vedi un film giallo, li hai già visti tutti’’. Questa frase -pronunciata dal personaggio Leo Kopernick (Adrien Brody) - può essere considerata come un segmento riassuntivo volto ad indicare l’intero lungometraggio. Omicidio nel West End è infatti il classico esempio di film non impegnato che con una buona sceneggiatura, un buon cast e una buona messa in scena, fa il suo lavoro senza troppe pretese. La trama verte attorno alla storia di un gruppo di attori teatrali e produttori che, nella Londra degli anni 50, vuole trasporre la loro opera teatrale -Trappola per topi di Agatha Christie- sul grande schermo. Tutto prende un’inaspettata piega dopo alcune misteriose morti nel gruppo.




Folto cast di attori per un lungometraggio ricco di colpi di scena e di sorprese. Omicidio nel West End intrattiene grazie ad una sceneggiatura semplice, coincisa e spigliata, accompagnata da musiche incalzanti e da un’impostazione insolita ma più che riuscita delle proprie sequenze. Un film che, grazie alle scelte registiche, sembra essere un quadro di Wes Anderson trasportato in una Londra fredda e atipica degli anni ’50, con rimandi a lungometraggi quali Assassinio sull’Orient Express e Assassinio sul Nilo di Kenneth Branagh, ma con un carisma in più mancante nei suddetti. La messa in scena del film si mescola alla messa in scena dalla trasposizione teatrale protagonista della scena del crimine, dove tutti quanti sono sospettati e dove l’azione è una corsa contro il tempo volta alla risoluzione dell’omicidio.




Sam Rockwell e Saoirse Ronan sono rispettivamente l’ispettore Stoppard e l’agente Stalker, un duo imprevedibile quanto geniale. La coppia, infatti, ha una chimica papabile e mette in scena un teatrino al limite della comicità che accompagna tutto il corso della narrazione. Ogni personaggio è analizzato, studiato e presentato nei dettagli, donando un ritratto della propria psicologia volto a coinvolgere lo spettatore, permettendogli così di creare ipotesi e confutazioni. Agatha Christie torna di nuovo al cinema con questo lungometraggio, ma lo fa in una salsa nuova ed innovativa mai vista prima. Omicidio nel West End è un film simpatico che sposa perfettamente il nostro bisogno attuale di poter evadere dalla realtà grazie al grande schermo.

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