Occhiali Neri | Il maestro del brivido torna sul grande schermo

Dopo che un'eclissi avvolge Roma, un brutale assassino prende di mira le prostitute. La sua ira cadrà anche su Diana, che perderà la vista in seguito a un incidente causato dal killer.

Lingua originale: italiano

Paese di produzione: Italia, Francia

Anno: 2022

Durata: 90 min

Genere: thriller, poliziesco, giallo

Regia: Dario Argento

Sceneggiatura: Dario Argento e Franco Ferrini

Produttore: Asia Argento, Conchita Airoldi, Brahim Chioua e Laurentina Guidotti

Casa di produzione: Urania Pictures, Getaway Films, Rai Cinema

Distribuzione in italiano: Vision Distribution

Fotografia: Matteo Cocco

Montaggio: Flora Volpelière

Effetti speciali: Sergio Stivaletti

Musiche: Arnaud Rebotini

Cast: Ilenia Pastorelli, Xinyu Zhan, Asia Argento, Andrea Gherpelli


 

Recensione


Voto: 5.5 \ 10



Dieci anni dopo Dracula 3D, il maestro del brivido italiano torna sul grande schermo con Occhiali Neri.

Dopo un lungo travaglio produttivo (la prima sceneggiatura risale all'oramai lontano 2002), Dario Argento scrive e dirige una pellicola sanguinolenta con personaggi interessanti ma deboli sviluppo.

Occhiali Neri si apre con una scena molto soggettiva, metaforicamente e visivamente accattivante, accompagnata da una musica agghiacciante, in pieno stile Argento. La sola apertura però non basta a dettare lo stile per il resto della pellicola; l'incredibile sguardo registico di Dario Argento, claustrofobico e di per sè terrificante infatti non riesce a sovrastare la sceneggiatura approssimativa.

Dialoghi spogli e senza spessore e uno svolgimento approssimativo con cui è impossibile costruire suspance e brivido tipico della carriera del regista italiano, non rendono giustizia a un soggetto che di per sè poteva avere un buon potenziale.

L'improbabile duo composto dalla protagonista, interpretata da Ilenia Pastorelli, e il piccolo Chin regala una buona dinamicità alla pellicola, alternando momenti dolci a momenti più malinconici. Discreto anche, per quanto permesso della sceneggiatura affrettata, il personaggio interpretato da Asia Argento.

D'altro canto la psicologia del bad guy, in questo caso di un feroce assassino di prostitute, non ha alcun spessore, e le motivazione dietro alle sue azioni risultano eccessivamente deboli.

Il film acquista punti con il trucco FX, realistico e cruento ma senza cadere in un esasperato bagno di sangue e le ambientazioni, dalle case di Diana e Rita, fino ai più tetri scenari della seconda parte.

Come sopraccitato, le musiche continuano a essere ben inserite all'interno del film, non ai livelli dei super cult come Profondo Rosso o Suspiria, ma è palese come qualsiasi altro riferimento ai grandi classici del maestro non potrebbe reggere in confronto con Occhiali Neri, che non è di per sè un brutto film, ma nemmeno una pellicola ben fatta; arricchita soltanto dalla regia di Argento e da alcuni - pochi - momenti attoriali della Pastorelli che risente tantissimo la pochezza della sceneggiatura e che purtroppo sembra lontana dallo splendore di Lo chiamavano Jeeg Robot (Gabriele Marinetti, 2015).

Questo ultimo lavoro di Argento sottolinea come in realtà il regista abbia ancora - seppur meno visibile - il suo innegabile genio, ma è necessario uno "svecchiamento" nella scrittura e un'adesione alla nuova era degli horror, molto più psicologici e complessi, che tra le mani del maestro del brivido potrebbero assicurare nuovi capolavori.


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