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Nuovo Olimpo: un'insaziabile gioco di sguardi

Nuovo Olimpo è un film che tenta di parlare di una storia d'amore, lo sfondo è l'Italia alla fine degli anni '70 contro l'Italia del 2015, il cinema che cambia e con sé i suoi personaggi e ideali.

Data di uscita: 22 ottobre 2023

Genere: Drammatico

Anno: 2023

Durata: 111 min

Regia: Ferzan Özpetek

Attori: Damiano Gavino, Andrea Di Luigi, Luisa Ranieri, Aurora Giovinazzo, Greta Scarano, Alvise Rigo, Giancarlo Commare, Jasmine Trinca

Paese: Italia

Distribuzione: Netflix

Sceneggiatura: Ferzan Özpetek, Gianni Romoli

Fotografia: Gian Filippo Corticelli

Produzione: Gianni Romoli, Tilde Corsi

Casa di produzione: R&C Produzioni, Faros Film, Warner Bros

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Enea, studente di cinema, volontario sui set, persona decisa caratterialmente che sbalza dalla sua amica di letto e compagna di scuola Alice e i corridoi del cinema a Nuovo Olimpo, luogo in cui le passioni omosessuali prendono vita.

Pietro, studente di medicina, molto meno sicuro di se stesso e di ciò che vuole, volenteroso di scoprire i suoi piaceri erotici, ma molto meno volenteroso di farlo nei corridoi del Nuovo Olimpo, nella diegesi in programmazione filmografia di Pasolini e di Anna Magnani (ma non è che hanno selezionato questo film perché l’attrice è la copertina di Roma?). I due sono destinati ad incontrarsi, “frase della mappa”, ma sono anche destinati a dividersi nel momento di maggior felicità tra i due. Infatti sullo sfondo c’è l’Italia nella fine degli anni ‘70, manifestazioni comuniste a cui Enea era solito partecipare finché non ha conosciuto Pietro, radice della sua quotidianità all’interno di un cinema… non poteva chiedere di meglio, evidentemente.

Per una cosa o per un’altra si perdono, l’Italia cambia e con lei il Nuovo Olimpo cambia, ma non i suoi corridoi…

Spaventosamente, frettolosamente, dopo che i primi venti minuti sono di un montaggio alternato che procede cauto, il film prende una brusca ed evitabile accelerazione. Quello descritto da Ozpetek sembra un’amore intrapreso così velocemente che con tanta passione proprio che non ci si aspetti che la divisione tra i due venga affrontata cosi, scritta di getto probabilmente e con due slow motion molto leggeri in relazione alla situazione. Enea diventerà un regista importante (anche qui in pochissimo tempo e irrealisticamente) sempre con Alice al fianco ormai diventata sua storica sceneggiatrice e con un nuovo compagno, Antonio, con cui sembra vivere una relazione altalenante.

Pietro è diventato un chirurgo e sorprendentemente sposato con una ragazza, di cui però non sembra tanto convinto, o probabilmente pensa più alle necessità della vita (come il lavoro) che all’amare. Anche la bisessualità di Pietro poteva essere un argomento da approfondire.

Un evento fortuito farà sì che i due si rincontrino, che la moglie di Pietro capisca perché egli non riesce più ad amare, scopre il suo più grande segreto, mentre il punto di vista di Enea è ridotto e forse noi spettatori ne avremmo voluto saper di più!

Con una scenografia che non sembra mai ritrarre l’Italia degli anni 70 né quella del 2015, un trucco così inspiegabilmente marcato, ma soprattutto una sceneggiatura che propone eventi forzati su eventi irrealistici il film non è altro che qualcosa di visto e rivisto che non propone mai un punto di vista diverso e originale. Peccato per Ozpetek, ma la cosa non funziona, forse proprio perché un film Netflix destinato al solito target e filone di film che ormai da anni propone la stessa banalità.



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