"Loki": luci (e ombre) di un personaggio incredibile | Come prepararsi alla nuova serie Marvel


Nel corso degli anni, l'MCU è stato in grado di rendere iconici decine di personaggi ma se dovessimo selezionare solo un personaggio, molti sceglierebbero Loki, il dio dell'inganno. Ed è proprio per questo motivo che, a poco meno di una settimana dal debutto della serie omonima, vorremmo ripercorrere la sua storia, principalmente per comprendere il successo del personaggio.

Loki, interpretato magistralmente dall'attore britannico Tom Hiddleston, debutta nell'universo Marvel nel 2011 con il primo capitolo della saga di "Thor" e, ad essere sinceri, in pochi conoscevano il personaggio perciò la sua presenza non era quella più attesa. Nonostante questo, però, ottenne immediatamente grande successo; probabilmente perché, fino a quel momento, i villain dei film precedenti erano accettabili (soprattutto se contestualizzati alla data d'uscita) ma assolutamente incomparabili con il dio dell'inganno perché il lavoro di caratterizzazione erano stato eccezionale. Non è un caso che Loki ricompaia nel primo crossover "Avengers" ma, non come comparsa, addirittura come villain principale del film. Questo ha aiutato moltissimo la fama del personaggio perché fino a questo lungometraggio, l'MCU aveva una buona quantità di fan ma imparagonabile al numero odierno (lo si può notare negli incassi) e la prima pellicola di grandissimo successo che ha permesso a questo universo di uscire dalla sua nicchia è stato proprio "Avengers". Perciò questo ha permesso al personaggio interpretato da Hiddleston di salire nelle classiche dei personaggi più amati.

Il lungometraggio successivo, in cui è comparso, è stato "Thor: the dark world" del 2013, uno dei film Marvel meno apprezzati dell'intera saga dell'infinito. Effettivamente, la pellicola è mediocre, probabilmente non orribile come alcuni sostengono, e ha diversi problemi (principalmente Malekith, il villain) ma, quasi senz'ombra di dubbio, il pregio migliore dell'intera produzione è proprio Loki sotto diversi punti di vista. Innanzitutto l'interpretazione di Hiddleston è magistrale siccome la sceneggiatura lo porta a dover esprimere diverse emozioni, inoltre il personaggio viene posto come "grigio" quindi, in un film senza grandi spunti, riesce ad emergere come fulcro dell'intera produzione ma, soprattutto, è proprio in questa pellicola, che molti disprezzano, che inizia il percorso di redenzione del personaggio, infatti aiuta Thor (per la memoria della madre) nello scontro finale. Dopo questa partecipazione, il personaggio di Loki lo si vede solo nel 2017 in "Thor: ragnarok", uno dei film più divisivi dell'intero MCU e, personalmente, mi posiziono nel lato più negativo sia sotto il punto di vista del film stesso che del personaggio. Infatti, nel corso della pellicola, Loki sembra quasi la parodia di se stesso siccome, il suo essere "grigio", viene utilizzato quasi esclusivamente come gag più che come vera caratterizzazione del personaggio (ad esempio quando sta per scappare dal fuorimondo), risultando quasi fastidioso. Infine, la sua ultima grande comparsa arriva nei primissimi minuti di "Avengers: infinity war" in cui si ha il culmine di quel processo di riabilitazione iniziato nel secondo capitolo della saga di Thor: infatti viene ucciso da Thanos in un momento di incredibile altruismo in cui cerca, in maniera fallimentare, di uccidere il titano pazzo ma, almeno salva il fratello Thor. Nonostante appaia pochi minuti in un film di quasi 3 ore, la morte di Loki è una delle scene più memorabili dell'intera saga, raggiungendo picchi di popolarità inimmaginabili all'inizio del suo viaggio. Naturalmente Loki, nella sua versione di "Avengers", è comparso in "Avengers: Endgame" e, attraverso il Tesseract, è scappato dalla sua dimensione e sarà proprio da questo punto che inizierà la serie "Loki" mercoledì 9 giugno.

Ecco, questo è l'incredibile percorso che il dio dell'inganno ha realizzato all'interno dell'MCU e, a parte un piccolo passo falso, è comprensibile che Loki sia diventato uno dei personaggi più amati dell'intero franchise siccome si è trattato di un percorso lungo, stratificato ed interessante, nella speranza che il personaggio venga arricchito ancora di più nell'imminente serie.

Recensione a cura Ivan Luis Sulla

Grafiche a cura di Giulia Federici

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