LE IENE | RECENSIONE DEL FILM CHE HA DATO IL VIA AL MITO DI QUENTIN TARANTINO

Aggiornamento: 26 ott 2021

A seguito di una rapina andata male, i membri di una banda iniziano a sospettare l'uno dell'altro perchè sembra che qualcuno abbia parlato più del dovuto.

Anno: 1992 Regista: Quentin Tarantino Attori: Tim Roth, Quentin Tarantino, Michael Madsen, Steve Buscemi, Harvey Keitel, Chris Penn, Lawrence Tierney Paese: Stati uniti Durata: 99 minuti Distribuzione: Penta Film Sceneggiatura: Quentin Tarantino Produzione: Live America Inc., Miramax Produttore: Lawrence Bender RECENSIONE:

Data di uscita in Italia: 9 ottobre 1992

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* Voto: 9

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Genere: noir, thriller, gangster *

* A pochi giorni di distanza dalla sua presenza all'edizione 2021 del "Roma Film Festival", oggi vorrei omaggiare l'immensa figura di Quentin Tarantino recensendo il film da cui tutto ebbe inizio: "Le iene". Infatti, a quasi trent'anni dalla sua uscita, il primo lungometraggio del cineasta italo-americano è stato in grado di imporsi nella filmografia mondiale fin da subito grazie alla capacità di unire le sue qualità registiche (da autodidatta) con il suo passato da videotecaro/cinefilo. D'altronde non tutti i registi sono cinefili ma, nel caso di Tarantino, questi due aspetti confluiscono nelle sue pellicole, rendendole così uniche, ricche di citazioni e in grado di rovesciare le regole.

Innanzitutto il primo grande aspetto che rende "Le iene" un film diverso e rivoluzionario è lo stravolgimento del montaggio secondo il rapporto di causa ed effetto, mostrando gli eventi non in ordine cronologico. Naturalmente non si tratta del primo film in cui l'ordine degli eventi è sfasato (ad esempio, si può citare "Quarto potere" del 1941) però, in questo caso, la pellicola fa un passo ulteriore e l'ordine degli eventi è sinonimo di una riflessione da parte di Tarantino della visione delle videocassette nelle proprie case. Infatti, esattamente come negli anni '90, la gente vedeva i lungometraggi nelle proprie case mandando avanti e indietro le videocassette nei punti preferiti, il film mostra solo alcune scene (addirittura non mostra la rapina nonostante sia il fulcro del film) come se volesse mostrare i punti salienti della vicenda da diversi occhi. Si tratta di una riflessione quasi premonitrice, tant'è che tutti, dell'avvento del videoregistratore fino a Youtube, guarda spesso le scene che preferisce, saltando i momenti meno emozionanti (ovvero i buchi presenti nel film), a rappresentanza degli anni '90 in cui lo spettatore si sentiva padrone del film grazie al telecomando.


Il secondo aspetto che permette al regista di inserire il suo essere cinefilo, e in generale amante della pop culture (aspetti della contemporaneità come fast food, fumetti, musica...), all'interno della pellicola è la sua grande dote nella sceneggiatura. Infatti, esattamente come la riflessione sul montaggio è contestualizzata agli anni dell'uscita della pellicola, anche la sceneggiatura de "Le iene" (come avverrà con quasi tutta la sua filmografia) ha al suo interno dialoghi, soprattutto nella scena iniziale, che si legano al suo essere fan della cultura pop citando "Like a vergin" di Madonna e temi della contemporaneità come il discorso sulla mancia. Durante il film, inoltre, soprattutto a livello registico, Tarantino cita altri film gangster di relativa fama, dimostrando la sua sconfinata conoscenza della storia del cinema. Naturalmente questo è possibile grazie all'elevato livello della scrittura e delle interpretazioni che danno vita a dialoghi veloci e davvero coinvolgenti su questioni che apparentemente possono sembrare noiosi e banali.

Inoltre, già dall'opera prima, Tarantino mette in mostra le sue immense qualità registiche attraverso l'originalità della reinterpretazione. Infatti, dopo montaggio e sceneggiatura, è la regia a far discutere ampiamente, dividendo le schiere tra sostenitori e detrattori. Il tema su cui ci si concentra maggiormente è il possibile plagio da parte del cineasta ma, in realtà, il lavoro di Tarantino è decisamente più stratificato. Infatti il suo lavoro consiste nel rielaborare e personalizzare scene già viste in altri film e inserirle in maniera sempre unica nelle proprie pellicole. Una situazione simile avviene con gli attori che interpretano lo stesso personaggio: ad esempio, Joaquin Phoenix e Jared Leto con Joker. Certo si tratta dello stesso personaggio ma il lavoro fatto dai due attori è agli antipodi esattamente come la reinterpretazione di Tarantino.


In conclusione, "Le iene" ha al suo interno tutte le caratteristiche e unicità che hanno reso grande la filmografia di Tarantino, riuscendo per la prima volta a esaltare e fare un punto di forza il fatto di essere un cinefilo, unendo amore e professionalità in un solo prodotto.

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