La regina degli scacchi | Recensione, cast e trama.


La regina degli scacchi esplora la vita di una bambina prodigio degli scacchi, orfana,di nome Beth Harmon; seguendo le sue vicissitudini dall'età di otto ai ventidue anni, mentre lotta con la dipendenza da alcol e psicofarmaci nel tentativo di diventare un grande maestro di scacchi.



Genere:Miniserie TV

Ideatore:Scott Frank, Allan Scott

Attori:Anya Taylor-Joy, Bill Camp, Moses Ingram, Christiane Seidel, Rebecca Root, Chloe Pirrie, Akemnji Ndifornyen, Marielle Heller, Harry Melling

Anno:2020

Paese:USA

Produzione:Flitcraft Ltd, Wonderful Films

Durata:46 min

Stato:Conclusa


Recensione:

Data di uscita in Italia: 23 ottobre 2020

Voto:8/10

Genere️: drammatico

Pro🔝: ultimamente Netflix non è riuscita a mantenere alto il suo nome nell'ambito delle serie originali, è infatti da un po' di tempo che ormai si parla del colosso dello streaming principalmente in ambito cinematografico. Da tempo si attendeva una serie di alta qualità che potesse tenere testa alle grandi serie Netflix (come "The crown" oppure "Bojack horseman" per esempio) e le prime recensioni in anteprima di "The queen's gambit" (titolo originale della serie) erano così entusiasmanti che l'hype è salito alle stelle, tenendo anche conto dei nomi coinvolti per la realizzazione dei 7 episodi che compongono la serie. Finalmente settimana scorsa è stata pubblicata la miniserie ed effettivamente si è rivista la qualità che ha contraddistinto la piattaforma fin dalla sua nascita.

"La regina degli scacchi" è incontestabilmente ricca di pregi ma è altrettanto vero che tutto, ma proprio tutto, il comparto tecnico si posiziona tra i migliori di tutto il settore seriale degli ultimi tempi. Le vicende si svolgono negli anni 60 e non c'è un singolo momento in cui sia possibile dubitare di ciò. Riguardo l'ambientazione temporale, gli elementi che impressionano maggiormente lo spettatore sono:

-i costumi, che riescono ad esprimere perfettamente il sentimento di quel periodo ed anche a comunicare con lo spettatore lo stato d'animo dei personaggi (inoltre il fatto che la protagonista sia un'amante della moda ha sicuramente aiutato i costumisti a liberare la fantasia artistica);

-le scenografie e la fotografia (veramente complementari in questa serie), palesemente ispirate alle opere di Wes Anderson, hanno un continuo alternarsi di colori caldi e freddi in base alle emozioni di un personaggio e l' utilizzo della geometria è quasi maniacale per quanto riguarda la gestione degli spazi, e tutto ciò senza risultare ripetitivo;

-la regia, che come spesso accade in una serie TV ha caratteristiche diverse in base al regista di quel determinato episodio, in questo caso presenta una forte coerenza tra le puntate, alternando una regia precisa alla macchina a mano in maniera molto intelligente e sempre con grande criterio;

-le interpretazioni, di un livello clamorosamente alto. Infatti a parte la protagonista, interpretata ormai dall'incredibile ed affermata Anya Taylor-Joy, tutti gli altri comprimari non sono di primissimo livello e i più importanti vengono da saghe per ragazzi. Nonostante ciò tutti sono credibili tanto da evidenziare le caratteristiche primarie di ciascun personaggio e da imprimerle nella memoria degli spettatori.

La diversità dei comprimari da l'opportunità allo spettatore di comprendere e sviscerare sempre di più le azioni del personaggio di Anya Taylor-Joy, la quale si trova sempre davanti persone diverse, sia a livello di relazioni personali sia al livello di sfidanti.Una piccola nota a margine se la meritano gli effetti speciali, incredibilmente realistici, nonostante siano impiegati poche volte considerando il budget non troppo elevato che è stato utilizzato per questa miniserie.

Contro❌: il problema principale di questa serie TV è la sceneggiatura. Il suo unico difetto è riscontrabile solo nel non riuscire a reggere il confronto con gli altri aspetti positivi del prodotto . Perciò, più che essere una sceneggiatura con problemi, si tratta di un elemento inferiore rispetto a tutti gli altri aspetti come recitazione regia che rasentano la perfezione. Inoltre non ci sono grandi colpi di scena, a parte piccole e rare eccezioni che conferiscono una certa linearità alla trama.

In conclusione, "la regina degli scacchi" è una serie che merita assolutamente la visione e che, in determinati aspetti, raggiunge i migliori prodotti usciti da HBO perciò un'occasione la merita assolutamente, nella speranza che Netflix continui su questa strada.

P.S. "La regina degli scacchi" non è opera originale ma è tratta dall'omonimo romanzo del 1983, scritto da Walter Tavis.

Recensione a cura di Ivan Luis Sulla

Grafiche a cura di Giulia Federici

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