“La notte del giudizio per sempre”il nuovo capitolo dell’ormai famosa saga targata Blumhouse

“La notte del giudizio per sempre” è il nuovo capitolo dell’ormai famosa saga targata Blumhouse, in uscita nelle sale dall’ 8 luglio.

Il film racconta la vicenda di una coppia di messicani formata da Juan e Adela che passano il confine cercando di crearsi una nuova vita lontana dai pericoli del cartello messicano, inseguendo il sogno americano in Texas. Quando lo sfogo annuale colpirà gli Stati Uniti i protagonisti dovranno combattere più a lungo del previsto per sopravvivere.

Anno: 2021

Regista: Everardo Valerio Gout

Attori: Ana de la Reguera, Tenoch Huerta, Josh Lucas, Cassidy Freeman, Leven Rambin

Paese: USA

Durata: 1h 44 min.

Distribuzione: Universal Pictures

Sceneggiatura: James DeMonaco

Fotografia: Luis David Sansans

Montaggio: Vincent Tabaillon

Produzione: Blumhouse Productions, Man in A Tree, Perfect World Pictures

 

RECENSIONE:

Data d’uscita in Italia: 8 luglio 2021

Voto: 6+

Genere: Azione, Horror, Thriller

Questo nuovo capitolo della serie de “La notte del Giudizio” riesce a rinnovare un franchise che da troppi anni si trascinava su un binario morto con destinazione quella di essere considerato un B movie. In questo caso la redenzione procede innanzitutto da un twist molto interessante nella trama: cosa succederebbe se un gruppo organizzato di terroristi decidesse di boicottare lo sfogo e dare il via ad una vera e propria guerra civile senza quartiere, al di fuori dei ristretti confini istituzionalizzati della Purga? Lo sceneggiatore decide di rimuovere l’elemento ansiogeno principale della serie, cioè il limite temporale che sancisce la fine dello sfogo, quelle sette del mattino che ogni protagonista dei precedenti film agognava disperatamente. In questo capitolo la violenza è per sempre, il paese ha raggiunto l’apice della xenofobia, l’identità americana si è persa in un melting pot di popoli diversi, tutti desiderosi di vivere all’interno del sistema meritocratico del sogno americano, un sogno che, secondo i purificatori, non è grande abbastanza per accogliere le speranze di chi è nato fuori dai confini americani.

La conseguenza più palpabile è il cambio di registro nelle scene d’azione, non più raccolte in spazi chiusi presi d’assedio dagli squilibrati di turno e adesso ambientati nelle strade di confine tra Texas e Mexico dove a regnare è l’anarchia. È proprio l’imprevedibilità degli incontri/scontri che in cui i protagonisti si imbatteranno a generare suspense. I momenti topici sono girati con maestria da Gout che ai frequenti stacchi preferisce spesso un piano sequenza che lascia la macchina da presa scendere al livello dei personaggi muovendosi con loro tra coperture e fughe con il risultato di immergere completamente lo spettatore nell’azione. Altre volte la regia si perde in errori di montaggio abbastanza clamorosi, soprattutto perché commessi nei momenti di pausa dalla battaglia, laddove il ritmo è meno concitato.

Il cast non ha attori particolarmente noti e le loro performance non lasciano mai il segno. La più brava è sicuramente Cassidy Freeman che molti ricorderanno per Smalville. Il suo personaggio, Emma Kate, porta un bambino in grembo, il simbolo di un nuovo futuro di convivenza pacifica tra americani e messicani. Un inconveniente non da poco riguarda alcuni personaggi che in un primo momento sembrano avere un ruolo determinante per il proseguimento della vicenda, salvo poi sparire completamente.

Purtroppo, i jump scares non vengono abbandonati e ciò che più dispiace è che la suspense non ne avrebbe necessitato affatto, anzi ne risulta indebolita per la loro banalità. Queste ingenuità stridono decisamente con la potenzialità del film e la sua volontà di scagliare una freccia dritta al cuore di un’America razzista, sempre più vicina a quel collasso che “La notte del giudizio per sempre” si propone di rappresentare.

Recensione a cura di Matteo Angelica

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