Il buono, il brutto, il cattivo | Recensione

Mentre infuria la Guerra di Secessione, tre uomini dall'oscuro passato si battono per impossessarsi di un tesoro nascosto in un cimitero.



Recensione: Data di uscita in Italia ️: 23 dicembre 1966 • • Voto: 9/10 • • Genere️: western, avventura, guerra

• • Pro🔝: la storia del cinema è dominata dai cosiddetti "filoni", ad esempio, nel corso degli ultimi 20 anni circa, si è imposto il filone dei cinecomic, soprattutto per il pubblico generalista. Invece, tra gli anni '30 e gli anni '60, i film western dominavano i box Office e proprio di questo genere cinematografico fa parte il capolavoro di quest'oggi, ovvero "Il buono, il brutto, il cattivo". Come per ogni filone, si possono trovare sia semplici film che sfruttano la moda del momento, sia un autore che decide di utilizzare le sue infinite doti per dare la sua visione di quel determinato filone ed è ciò che ha fatto per la maggior parte della sua carriera il regista Sergio Leone. Durante la sua lunghissima attività, ha creato il genere degli "spaghetti western" (un sottogenere del western) e, senz'ombra di dubbio, "Il buono, il brutto, il cattivo" rappresenta la summa di tutto il suo lavoro. Questo film ha tutti i requisiti perfetti affinché possa essere ritenuto un capolavoro sotto tantissimi punti di visti. Innanzitutto si potrebbe dire che è obbligatorio partire ad analizzare questo lungometraggio dalla colonna sonora. Infatti le musiche, tutte realizzate dal più grande compositore presente ad Hollywood ovvero Ennio Morricone, sono una componente fondamentale della pellicola, tanto quanto la presenza degli attori. Infatti tutte le scene sono accompagnate da un sottofondo musicale semplicemente iconico e molte sequenze, soprattutto i giochi di sguardi tra i tre protagonisti, sarebbero molto meno suggestive ed accattivanti. In molti casi, quando si parla di pellicole western, molti collegano prima le musiche di Morricone di qualsiasi altro lungometraggio di questo genere ed è un qualcosa di così raro che, forse, soltanto la saga di "Star wars" può vantare lo stesso fatto. Naturalmente non solo la colonna sonora è monumentale, ma anche la regia è un qualcosa di indescrivibile ed unico. Infatti la regia utilizzata da Sergio Leone è studiata nelle scuole di cinema ancora oggi. La grande qualità di questo immenso regista si vede soprattutto nelle scene di sparatorie (il famoso "mezzogiorno di fuoco") tra i vari personaggi. Infatti grazie al perfetto mix tra musica e montaggio, Leone riesce a trasmettere una fortissima tensione nello spettatore attraverso inquadrature statiche su volti, mani e pistole. Le interpretazioni dell'intero cast sono un'altra caratteristica indiscutibilmente eccezionale della pellicola. Nonostante tutti gli interpreti siano stati bravi, i tre protagonisti hanno rubato letteralmente la scena infatti sono entrati nell'immaginario collettivo come il simbolo dei pistoleri del selvaggio west. Clint Eastwood, Lee Van Cleef e Eli Wallach hanno avuto una grandissima alchimia, probabilmente perché alcuni di loro avevano già lavorato in precedenti lavori simili, e le loro differenze, nel lungometraggio, riescono ad intrecciarsi così bene da creare moltissime situazioni divertenti e semplicemente iconiche.    Come in tutti i film di Leone, anche in quest'opera le riprese sono molto suggestive e sono perfette per il contesto della pellicola. Infatti, per le riprese, si è optato per gli stessi luoghi dei precedenti spaghetti western del regista. In conclusione, potremmo ribadire che il film sia un assoluto capolavoro sia nel suo genere d'appartenenza sia in generale per tutti i motivi che sono stati elencati qui sopra, soprattutto per le grandissime musiche del genio Ennio Morricone. P.S. "Il buono, il brutto, il cattivo", oltre a rappresentare il capolavoro definitivo di Sergio Leone, è la terza pellicola della cosiddetta "trilogia del dollaro", composta da "per un pugno di dollari" e "per qualche dollaro in più". In realtà, non sono tre film collegati come può essere, ad esempio, la trilogia di spiderman di Raimi ma sono uniti da altri fattori come regista, location, alcuni attori e dinamiche. •

Contro❌: come si può capire dalla recensione, la pellicola, praticamente, ha solo elementi positivi. Le uniche problematiche si possono ritrovare nella durata (infatti l'opera dura ben 3 ore), nelle dinamiche che, nel tempo, si sono un po' allontanate dal pubblico generalista e nel fatto che sia scarso di battute, poco apprezzato dallenultime generazioni.

Recensione a cura di Ivan Luis Sulla

Grafica a cura di Giulia Federici

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