Hollywood | Recensione

Hollywood, la serie che racconta l'età d'oro del cinema americano da poco disponibile su Netflix, affonda le sue radici nel passato della settima arte, portando sul piccolo schermo personaggi realmente esistiti, ma al tempo stesso racconta una realtà diversa, ci mostra un incredibile What if.



Genere:Miniserie TV

Ideatore:Ryan Murphy, Ian Brennan

Attori:Darren Criss, David Corenswet, Jeremy Pope, Laura Harrier, Samara Weaving, Dylan McDermott, Holland Taylor, Patti LuPone, Jim Parsons

Anno:2020

Paese:USA

Produzione:Ryan Murphy Productions

Durata:44 min

Stato:In produzione


Recensione:

Data di uscita in Italia️🗓️: 1 maggio 2020

Voto: 8/10

Genere️📽: drammatico

Pro🔝: negli ultimi tempi, Netflix ha cambiato la sua politica aziendale, preferendo la quantità alla qualità. Difatti praticamente ogni giorno esce almeno un film o una serie originale ma, purtroppo, questo va a discapito della qualità media dei suoi prodotti. Infatti è sempre più difficile trovare produzioni targate Netflix che sbalordiscano il pubblico come avveniva qualche tempo fa (per esempio, "Orange is the new black", "House of cards" e "stranger things"). Fortunatamente, però, "Hollywood" rientra nelle sorprese della prima parte dell'anno. Proprio per i motivi elencati sopra, eravamo un po' scettici nei confronti di questa miniserie (composta da 7 episodi da circa 50 minuti l'uno) ma siamo felici di esserci sbagliati. Sicuramente, "Hollywood" non è un prodotto perfetto ma senz'ombra di dubbio sono molti di più i pregi che i difetti.

Innanzitutto la qualità maggiore della serie si trova proprio nelle tematiche, che continuano ad incrociarsi nel corso della serie, che gli sceneggiatori vogliono comunicare allo spettatore. Si parla della grande potenza mediatica che il cinema può esercitare sulla storia dell'umanità, del concetto di libertà d'opinione e d'essere e, infine, della volontà di emergere da parte dell'uomo, soprattutto in un ambiente lavorativo e competitivo come quello artistico. Infatti la grande intuizione della serie consiste nell'utilizzare personaggi reali, che hanno veramente fatto parte della Hollywood classica, per raccontare una storia che, purtroppo, non è reale ma solamente finzione. Ciò fa capire allo spettatore quanto sia importante un film sia per l'evoluzione dell'industria cinematografica per quanto riguarda l'inclusione e l'uguaglianza ma soprattutto per la gente comune e come quest'ultima sia ispirata dal mondo del cinema.

Un altro elemento di grande qualità è la ricreazione del periodo storico, sia a livello concettuale che estetico. Infatti, gli sceneggiatori puntano l'accento soprattutto sul lato oscuro di Hollywood, quello pieno di pregiudizi, falsità, accordi segreti e discriminazioni. A livello di cura nei dettagli, ogni elemento sembra essere studiato nei minimi dettagli, sia per quanto riguarda la parte estetica, come vestiti ed acconciature, sia per quanto riguarda la parte materiale, come macchine o jukebox.

Anche la parte tecnica rientra assolutamente nei pro di questa miniserie, anche se una menzione speciale va alla regia e alla fotografia. Soprattutto quest'ultima è molto pulita e l'utilizzo di colori molto vivaci vogliono rappresentare quel periodo d'oro del cinema americano ma, nello stesso tempo, entra in conflitto con il lato più oscuro di Hollywood. Anche la recitazione è di ottimo livello, infatti, a differenza di molte serie Netflix, troviamo attori e attrici già affermati come David Corenswet ("The politician"), Jim Parsons ( Sheldon di "The big bang theory") e Samara Weaving ("Guns Akimbo" e "La babysitter").

Per concludere, crediamo veramente che Netflix debba puntare su prodotti sempre più simili a "Hollywood", sia a livello qualitativo che di tematiche, perché rappresenta sicuramente un prodotto di cui potersi vantare.

Contro❌: la parte dei pro è piena di spunti però in questa miniserie non mancano alcune caratteristiche negative. Il primo elemento che non ci ha convinto al 100% è la sceneggiatura. La motivazione non consiste nel fatto che sia scritta male perché non è assolutamente così però è abbastanza lineare e i pochi colpi di scena, in realtà, non ostacolano per molto tempo i protagonisti. Per questo motivo, più che altro, la sceneggiatura è inferiore agli altri elementi eccelsi della miniserie. L'altro elemento meno riuscito della serie è il fatto che alcune situazioni sono ripetute più volte perciò sembra, principalmente negli episodi centrali, che le vicende siano ferme e, di conseguenza, alcune trame secondarie siano abbandonate per riprenderle in un secondo momento.

Recensione a cura di Ivan Luis Sulla

Grafica a cura di Giulia Federici

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