Hammamet | Recensione

Nel 1999 Bettino Craxi, ex Presidente del Consiglio e leader del Partito Socialista Italiano caduto in disgrazia in patria dopo l'inchiesta di Mani Pulite e quindi riparato nella città tunisina di Hammamet, riceve la visita di amici, familiari e altre figure provenienti dal suo passato. Bertino Craxi, un nome che molti non vogliono ricordare, che intimorisce altri e che altri ancora vorrebbero cancellare, forse per sempre. Il film, basato su testimonianze reali, è un thriller fondato sulle tappe fondamentali della sua vita.



Anno: 2020

Regia: Gianni Amelio

Attori: Pierfrancesco Favino, Livia Rossi, Luca Filippi, Silvia Cohen, Omero Antonutti, Renato Carpentieri, Giuseppe Cederna, Claudia Gerini

Paese: Italia

Durata: 126 min

Distribuzione: 01 Distribution

Produzione: Pepito Produzioni con Rai Cinema in associazione con Minerva Pictures Group, in associazione con Evolution People, in collaborazione con SBH.


Recensione:

DATA DI USCITA🗓️: 9 Gennaio 2020

VOTO: 7/10

GENERE📽️: Drammatico

PRO🔝: Hammamet è un film Italiano diretto da Gianni Amelio, uscito nel 2020. La pellicola tratta gli ultimi mesi di vita di Bettino Craxi (interpretato da Pierfrancesco Favino), andato in esilio ad Hammamet (città della Tunisia) dopo lo scandalo di “Tangentopoli”.

Ci troviamo davanti a una interessante cornice di verità su un personaggio politico

controverso, motivo che ha portato l’autore né condannare né ad esaltare l’ex segretario del Partito Socialista Italiano. È una pellicola non politica che vuole solo raccontare “la morte del Re”: nel farlo il regista utilizza un’ottima regia, caratterizzata da piani sequenza e istantanee che tengono, per certi aspetti, con il fiato sospeso. Il film è ben articolato, con una struttura chiara, concisa e basata su dialoghi e monologhi. Nota di menzione è l’utilizzo del silenzio nella pellicola: ci sono numerosi momenti nel quale il silenzio la fa da padrone, soprattutto nei dialoghi. Lo spettatore si trova davanti a Craxi e avverte lo sfogo di un uomo che vuole solo tornare a casa.

Come ci immaginavamo, la cosa migliore del film è lui: Pierfrancesco Favino che ci delizia con una superba interpretazione del leader Socialista. Questa pellicola è l’ennesima prova di uno dei migliori attori italiani degli ultimi anni, qui Favino è diventato Craxi. Vi è uno studio approfondito del personaggio con mimiche, prossemiche, discorsi e vocalità fedelissime

all'ex Presidente del Consiglio. Ci da l’impressione di averlo conosciuto realmente, che quello sullo schermo sia proprio lui: Bettino Craxi.

CONTRO❌: Purtroppo ci sono numerosi difetti nella pellicola: quello più lieve è di un Make-Up, certamente ben fatto, ma che in certi momenti non convince in maniera netta.

Altra menzione è sull’utilizzo delle musiche composte dal premio Oscar (per “La Vita è

Bella”) Nicola Piovani: utilizza pochi temi musicali ridondanti che vengono inseriti in maniera,per certi aspetti, inopportuna.

Il contro più grande è su alcuni membri del cast, in special modo del personaggio di Fausto,interpretato da Luca Filippi: la sua presenza è snervante per gli spettatori e inutile ai sensidella pellicola. Probabilmente siamo eccessivamente critici nei confronti di Filippi, un giovanissimo attore che cerca di imporsi, ma qui la sua interpretazione è nettamente insufficiente.

Un'osservazione la farei anche alla gestione del finale, troppo lungo e che si tira avanti

eccessivamente e che poteva concludersi prima con scelte differenti (anche perchè la

lunghezza di 2 ore si sente in maniera forte).

È un film non adatto a tutti: vi è la necessità minima di conoscere i fatti storici politici degli anni ‘80/’90, e può risultare noioso per una larga fetta di pubblico: causa un film lento e “dialogato” che rimane circoscritto nella vicenda avvenuta ad Hammamet, senza farci vedere i momenti salienti della vicenda “Tangentopoli”.


Recensione a cura di Lorenzo Battocchi

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