GLONDEN GLOBE 2020 | Il trionfo di 1917 e tutte gli altri vincitori


Si è svolta la notte scorsa, tra il 5 e il 6 Gennaio (ora italiana), la 77esima edizione dei Golden Globe. Il premio è di importanza strategica perché anticipa di circa due mesi il più importante e patinato riconoscimento del mondo del cinema: gli Oscar. A differenza di quest’ultimi però dal 1956 i Golden Globe vengono consegnati anche al mondo delle serie tv, perciò stanno ricoprendo un ruolo crescente, proporzionale all’attenzione che il pubblico rivolge verso serialità. Rispetto agli Oscar sono assenti dalla competizione le figure “tecniche”; in compenso le categorie premiate si suddividono anche in base al genere del film o della serie tv, separando così le commedie (o musicali) dai drammatici e le miniserie dalle serie. 

Vera sorpresa dell’anno è stato 1917, film di Sam Mendes sulla Prima Guerra Mondiale, uscito in pochissime copie negli Stati Uniti nel giorno di Natale e in uscita in Italia il 23 Gennaio. Il film storico si è quindi aggiudicato il premio per il miglior regista e per il miglior film drammatico. In questa categoria, la più ambita, ha sbaragliato la concorrenza di Netflix – che competeva con I due papi, The Irishman e Storia di un matrimonio –; il colosso dell’on demand a pagamento nel complesso torna a casa a mani vuote (con l’eccezione di Laura Dern, miglior attrice non protagonista in Storia di un matrimonio, e Olivia Coleman, miglior attrice protagonista con The Crown); in tutto, comprese le serie tv, aveva accumulato 34 nomination. Delusione quindi anche per Joker che tuttavia non poteva non far guadagnare a Joaquin Phoenix il premio come miglior attore protagonista in un film drammatico. Sam Mendes abbatte i suoi colleghi più illustri Martin Scorsese – il cui The Irishman non si aggiudica niente – e Quentin Tarantino. Vedremo se gli Oscar avalleranno questa vittoria di 1917 o se concederanno di più agli autori più navigati (i premi tecnici certamente consentono di premiare anche aspetti della messa in scena che qui non trovano spazio). 



Per quanto riguarda invece le serie tv vincono Succession e Flebag (vincitori anche i loro reciproci attori protagonisti, Brian Cox e Phoebe Waller-Bridge) e Chernobyl come miglior mini-serie. Ancora una volta il dato da sottolineare è la mancanza di Netflix tra i premiati, pur trattandosi in questo caso del suo fiore all’occhiello: le serie tv. 



Mattatore istrionico della serata è stato il presentatore Ricky Gervais, annunciando che sarebbe stata la sua ultima premiazione dei Golden Globe (li aveva già condotti 4 volte). Nonostante l’appello iniziale di Gervais nel suo monologo comico che chiedeva agli attori di non insinuarsi in discorsi politici durante il ritiro del premio, qualche attore non ha potuto astenersi dall’accennare alla situazione politica, specialmente Patricia Arquette, che ha ritirato il premio per The act, e Michelle William, miglior attrice protagonista per Fosse/Veron. Joaquin Phoenix ha sottolineato invece la necessità per sé e i suoi colleghi di fare di più per salvaguardare il clima del nostro Pianeta, citando la drammatica situazione in Australia.

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