Gli anni più belli | Recensione

La storia di quattro amici, raccontata nell'arco di quarant'anni, dal 1980 ad oggi, dall'adolescenza all'età adulta. Le loro speranze, le loro delusioni, i loro successi e fallimenti sono l'intreccio di una grande storia di amicizia e amore attraverso cui si raccontano anche l'Italia e gli italiani. Un grande affresco che racconta chi siamo, da dove veniamo e anche dove andranno e chi saranno i nostri figli. È il grande cerchio della vita che si ripete con le stesse dinamiche nonostante sullo sfondo scorrano anni e anche epoche differenti.



Anno:2020

Regia:Gabriele Muccino

Attori:Pierfrancesco Favino, Micaela Ramazzotti, Kim Rossi Stuart, Claudio Santamaria, Nicoletta Romanoff, Emma Marrone, Francesco Centorame, Andrea Pittorino, Paola Sotgiu, Francesco Acquaroli, Elisa Visari

Paese:Italia

Durata:129 min

Distribuzione:01 Distribution

Sceneggiatura:Gabriele Muccino, Paolo Costella

Montaggio:Claudio Di Mauro

Musiche:Nicola Piovani

Produzione:Una produzione Lotus Production, una società di Leone Film Group con Rai Cinema in associazione con 3 Marys Entertainment


Recensione:

Data di uscita in Italia 🗓️: 13 febbraio 2020

Voto: 6.5/10

Genere📽: drammatico

Pro🔝: Muccino torna sul grande schermo con una pellicola che indossa i classici costumi delle sue opere. Un bel racconto di amicizia e amore che ci racconta, dagli anni 80 fino ad oggi, la storia di 3 amici che devono confrontarsi con la vita e con le sue difficoltà. Alle spalle delle loro avventure, un'Italia che cambia, muta, perde la propria identità e le proprie certezze, proprio come i protagonisti del racconto.

La narrazione parte lenta e confusionaria fin quando entrano in gioco i vari Favino, Santamaria e Stuart. Il film finalmente ingrana ed inizia a diventare gradevole e divertente. L’amalgama che si crea fra i 3 protagonisti della pellicola, coinvolge ed entusiasma. Favino sopra le righe, come al suo solito, ma sono ottime anche le interpretazioni degli altri due.

Particolarmente notevole è il lavoro di montaggio di Claudio Di Mauro, specialmente nella scena del ristorante vicina alla conclusione, che destruttura magnificamente il meccanismo del campo e controcampo, e in quella dove Gemma, nelle sue varie incarnazioni, sale di corsa le scale, una delle scene più belle del film.

La storia che Muccino ci vuole raccontare è quella di tre uomini cresciuti in un Italia diversa, mutevole e lacerata dai vari problemi che tutti conosciamo. Una visione finale di tre cinquantenni diversi tra di loro, ma tutti sconfitti dalla vita, ma non per questo incapaci di sorridere ancora e di riuscire dopo tanti errori di comprendere cos’è davvero importante nella vita e quali siano realmente “le cose belle” su cui lavorare giorno dopo giorno. L'amicizia e l'amore come il motore che ci permette di andare avanti nonostante tutte le difficoltà. Una visione positiva di amicizia e amore che, anche se a volte possono far male, rimangono l'unico spiraglio di luce in una vita buia e piena di compromessi che siamo troppo stanchi per poter combattere.

P.S: davvero piacevole l'interpretazione di Emma Marrone, alla sua prima esperienza sul grande schermo.

Contro❌: L'inizio è sicuramente la parte peggiore dell'intera pellicola. Esso è infatti condizionato dalle richieste mucciniane, dai livelli non eccezionale della recitazione dei giovani attori e dalla colonna sonora a palla in ogni scena.

Il film successivamente si riprendo lasciando per strada varie problematiche che non permettono al lungometraggio di spiccare a pieno il volo. Fra i contro di maggior spessore, sicuramente il personaggio di Gemma, con una Micaela Ramazzotti totalmente inadeguata e la scrittura della parte forzata e fastidiosa. L'immagine che traspare è di un personaggio privo di identità che agisce senza una motivazione e che rilascia l'immagine di una donna che "la dona al primo che passa".

Anche se la storia tiene lo spettatore sullo schermo, alla lunga, vista la parziale linearità narrativa, rischia di stufare. Forse una durata ridotta e un ritmo leggermente più incalzante in alcuni frangenti, avrebbero aiutato il progetto ad ottenere una maggiore qualità finale.

P.S. Perché la bellissima nuova canzone di Baglioni "gli anni più belli" è stata inserita solo nei titoli di coda?

Recensione a cura di Matteo De Nicolò

Grafica a cura di Giulia Federici

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