Free Guy: Eroe per gioco | Recensione del nuovo film di Ryan Reynolds

Il 26 luglio abbiamo assistito all’anteprima stampa di ‘’Free Guy: eroe per gioco’’, ecco quindi la nostra recensione.

La pellicola segue le vicende di Guy, un NPC del videogioco Free City programmato come operatore in banca. Ribellandosi alla sua esistenza programmata, Guy ‘’prende vita’’ e dopo varie vicissitudini si ritrova ad aiutare Milly e Keys, due ragazzi inventori di videogiochi nel mondo reale, che sono stati ingannati da un loro collega. La chiave per la soluzione è proprio in Free City e Guy si trasforma così in eroe per caso, o meglio, per gioco.

Anno: 2021

Regista: Shawn Levy

Attori: Ryan Reynolds, Jodie Comer, Joe Keery, Lil Rel Howery, Taika Waititi, Utkarsh Ambdudkar

Paese: USA

Durata: 115 min

Distribuzione: 20th Century Studios

Sceneggiatura: Matt Lieberman, Zak Penn

Fotografia: George Richmond

Produzione: 20th Century Studios, 21 Laps Entertainment, TSG Entertainment, Berlanti Production, Lit Entertainment Group, Maximum Effort


RECENSIONE

Data d’uscita in Italia: 11 agosto 2021

Voto: 8

Genere: commedia, fantastico, avventura

Se metti Ryan Reynolds come protagonista di un film, e lo sai gestire bene, avrai sicuramente l’effetto che desideri, cioè un misto tra comicità e azione con l’aggiunta di elementi che possono quasi sembrare grotteschi. ‘’Free Guy: eroe per gioco’’ riesce a raggiungere questo intento alla perfezione. Il lungometraggio, a lungo rinviato, approda finalmente nelle sale cinematografiche e riesce a non deludere le aspettative che si erano create con il rilascio dei vari trailer promozionali.

Il suo tratto più caratteristico è sicuramente quello dell’umorismo. Presente, mai eccessivo e per nulla troppo volgare, è in grado di intrecciarsi con gli altri elementi di questo film, senza mai strafare e riuscendo ad aggiungere qualcosa in più alla storia raccontata, che quindi non risulta essere sempre troppo seria e troppo complicata da seguire.

Gioco e realtà sono in grado di unirsi in modo efficace. Molte sono le volte in cui, dato il modo in cui sono stati trattati, lo spettatore non riesce a distinguere i due elementi. Ma questo si trasforma in punto di forza, perché permette di poter empatizzare di più con il personaggio di Guy, protagonista della storia, che effettivamente non è reale, ma che grazie alla fusione di questi due mondi, te lo fa quasi sembrare. Da quando prende vita e se ne crea una propria nel videogioco, provi le sue emozioni, stai dalla sua parte e vuoi che riesca a riuscire a compiere la sua, anche se pur bizzarra, missione. Anche quando si renderà conto di essere l’eroe, non perde quelle caratteristiche ingenue e divertenti che aveva all’inizio, permettendo così un’ulteriore caratterizzazione con lo spettatore. Ryan Reynolds poi riesce ad interpretarlo in modo abile, aggiungendo quel tocco di comicità e ingenuità, tipico dell’attore, che a mano a mano che il tempo passa migliora sempre di più.

Altro personaggio molto interessante è quello di Milly, interpretato da una strabiliante Jodie Comer, il cui sforzo è maggiore: ha un doppio personaggio, è infatti anche un avatar del gioco Free City dove abita effettivamente Guy. Milly e il suo avatar sono due personaggi dall’aspetto, ma anche dal carattere, differente, che riescono a differenziarsi e a farsi apprezzare ugualmente. Troviamo poi Taika Waititi che sa brillare nel ruolo di Antoine, cattivo della storia, un buon antagonista, un mix tra cattiveria e umorismo con continue citazioni al mondo della cultura pop. Sono proprio queste un’altra caratteristica del lungometraggio. Non sono mai troppe, non si impongono sulla storia e sono anche in grado di far sorridere lo spettatore: troviamo citazioni a Deadpool (interpretato proprio dallo stesso Reynolds), a Star Wars, fino ad arrivare alla Marvel, con riferimenti agli ultimi film degli Avengers.

L’azione è ben distribuita, con lotte e scontri esplosivi, migliorati senza dubbio dall’uso molto riuscito degli effetti speciali, che non sono mai utilizzati per strafare e mischiati con l’uso del rallenty e delle inquadrature ben articolate, sanno donare più pepe alle sequenze. Con uno stile che ricorda molto quello di Ready Player One, film del 2018, la sua trama si articola in due storie che all’inizio sono parallele e sembrano distinte, ma con il proseguimento del discorso si uniranno e da una dipende assolutamente l’altra. Infatti, la chiave per poter risolvere il problema creatosi nella vita reale, si trova proprio all’interno del videogioco. Risultano essere ugualmente comprensibili, bilanciandosi e riuscendo a mantenere elevata la curiosità dello spettatore, che non vede l’ora di scoprire gli sviluppi di entrambi e di arrivare ad una degna conclusione.

Per concludere, vi ricordo che ‘’Free Guy- eroe per gioco’’ sarà al cinema a partire dal prossimo 11 agosto.

Recensione a cura di Rebecca Fulgosi

Grafiche a cura di Giulia Federici

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