Fear street parte 3 - 1666 | Recensione dell'ultimo capitolo della trilogia Netflix

Dal 16 luglio è disponibile su Netflix l’ultimo capitolo della saga ‘’Fear Street’’, con il titolo di ‘’Fear Street parte 3- 1666’’, che chiude la trilogia iniziata il 2 luglio con ‘’Fear Street parte 1-1994’’ e proseguita il 9 luglio con ‘’Fear Street parte 2-1978’’.

In questo film si torna al 1666 e si seguono le vicende di Sara Fier, la strega che con il suo spirito perseguita ancora oggi la cittadina di Shadyside, e verranno alla luce segreti e oscuri fatti che sapranno fare chiarezza sulla figura e sulla vita di Sara.

Anno: 2021

Regista: Leigh Janiak

Attori: Kiana Madeira, Benjamin Flores Jr., Micheal Chandler, Sadie Sink, Emily Rudd, Ashley Zukerman, Jordana Spiro

Paese: USA

Durata: 112 min

Distribuzione: Netflix

Sceneggiatura: Phil Graziadei, Leigh Janiak, Kate Trefry

Fotografia: Caleb Heymann

Montaggio: Rachel Goodlett Katz

Produzione: Chernin Entertainment

 

RECENSIONE

Data d’uscita in Italia: 16 luglio 2021 (Netflix)

Voto: 8

Genere: horror, soprannaturale, drammatico


Come già era successo con la seconda parte, anche la terza ha confermato l’andamento di questa trilogia horror slasher, un andamento caratterizzato da un crescendo di emozioni; emozioni che vanno dalla rabbia alla curiosità, dalla paura fino alla tristezza. Non lascia spazio a momenti in cui ci si può un attimo rilassare, prediligendo invece momenti adrenalinici in cui lo spettatore vuole solo conoscere e sapere di più.

‘’Fear Street parte 3’’ compie un ulteriore salto nel passato, raccontando le vicende accadute nel 1666 nella vita di Sara Fier, la strega il cui spirito, possedendo corpi di altri cittadini, tormenta con la sua sete di omicidi e vendetta Shadyside. Come abbiamo visto alla fine del secondo lungometraggio sarà proprio Deena (Protagonista della prima parte) a far luce sulla vicenda di Sara, in prima persona. Si tratta appunto di una pellicola divisa a sua volta in due parti diverse, scelta però necessaria per l’andamento della vicenda. Ma cosa è successo davvero? È la domanda che in questo film trova la sua risposta, non lasciando nulla di altro in sospeso e donando così un senso di completezza, rispondendo a tutte le questioni senza soluzione venute a crearsi con i precedenti capitoli.

L’illuminazione soffusa che alterna momenti di luce ad altri di buio, l’ambientazione utilizzata che è quella di un villaggio tipico del ‘600, ma soprattutto l’utilizzo del sonoro, caratterizzato per la maggior parte del tempo da suoni macabri, incorniciano perfettamente questo film, rendendolo più cupo, più maturo, più profondo e a tratti più spaventoso dei lungometraggi precedenti. Per l’impostazione donatagli si tratta di un film appartenente al genere ‘’folk horror’’, un genere che negli ultimi anni ha cominciato a dilagarsi nel mondo del cinema dell’orrore (basta pensare a ‘’The Witch’’ di Robert Eggers).

Abbiamo anche modo di conoscere più a fondo il personaggio di Sara, più volte nominato e descritto come spregevole, subdolo e maligno, ma soprattutto colpevole della maledizione della città. Entreremo in contatto con la sua parte più umana, conosceremo la sua vita, i pregiudizi sulla sua figura, come veniva trattata dai suoi familiari e dalla gente del suo villaggio, capiremo cosa c’è di vero nelle storie che fino ad ora avevamo sentito, riuscendo a risolvere finalmente tutti i problemi della cittadina di Shadyside, ponendo fine al calvario che da anni la perseguitava. Viene a crearsi irrimediabilmente una sorta di empatia nei confronti di quella che da sempre ci è stata dipinta come nemico, e sicuramente è una delle parti meglio riuscite della storia. Inoltre, da sottolineare è il fatto che tutti i personaggi presenti nelle precedenti pellicole, trovano spazio anche in questa, con un ruolo decisivo e, nonostante siano presenti in un gran numero, nessuno prevale sugli altri, contribuendo al discorso narrativo in modo più che corretto.

Il lungometraggio è il meno slasher, ma più profondo di tutti, è ricco di colpi di scena, come quello centrale che costituisce poi il climax della vicenda che permette allo spettatore di cambiare idea su molte cose, lasciandolo di conseguenza a bocca aperta dopo quello che è stato scoperto. Si tratta di una degna conclusione a quello che è stato creato, ma si tratterà davvero di una conclusione?

Ricordo che la trilogia di ‘’Fear Street’’ è disponibile, ormai completa, nel catalogo di Netflix.

Recensione a cura di Rebecca Fulgosi

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