Fear street parte 1-2 | Recensione dei primi due capitoli della trilogia Netflix

Fear street parte 1-2 | Recensione dei primi due capitoli della trilogia Netflix

Il colosso dello streaming Netflix ha deciso di lanciarsi in una nuova avventura con la produzione della trilogia di ‘’Fear Street’’, tre lungometraggi di genere horror, tratti dall’omonima serie di libri scritti da R.L. Stine. I primi due capitoli, ‘’Fear Street parte 1- 1994’’ e ‘’Fear Street parte 2- 1978’’, sono arrivati nel catalogo rispettivamente il 2 luglio e il 9 luglio scorso, mentre il terzo e ultimo capitolo ‘’Fear Street parte 3- 1666’’ arriverà sul piccolo schermo il prossimo 16 luglio.

Le pellicole seguono la vicenda di Shadyside, cittadina che porta con sé un lato oscuro: ha una maledizione infertegli da una strega anni prima, che continua a tormentare nel corso del tempo gli abitanti di questa sfortunata città. Possessioni e omicidi tormentano i protagonisti di questi film, e anche se essi appartengono ad epoche differenti, si scopriranno tutti collegati.

Anno: 2021

Regista: Leigh Janiak

Attori: PARTE 1- Maya Hawke, Ashley Zukerman, Kiana Madeira, Benjamin Flores Jr., Olivia Scott Welch; PARTE 2- Sadie Sink, Gillian Jacobs, Emily Rudd, Ted Sutherland, Jordana Spiro

Paese: USA

Durata: 107 min (PARTE 1), 109 min (PARTE 2)

Distribuzione: Netflix

Sceneggiatura: Zack Olkewicz, Leigh Janiak, Phil Graziadei

Fotografia: Caleb Heymann

Montaggio: Richard Goodlett Katz

Produzione: Chernin Entertainment

 

RECENSIONE:

Data di uscita italiana: 2 Luglio 2021/9 Luglio 2021, Netflix

Voto: PARTE 1: 7; PARTE 2: 8

La prima parte di questa trilogia è ambientata nel 1994 e vede un gruppo di amici fare i conti con questa oscura presenza omicida, sapendo già che è da generazioni che gli abitanti subiscono questo trattamento. Caratterizzato dai toni horror e thriller dei film anni ’90, questa prima pellicola ricorda molto ‘’Scream’’, sia per alcune scene e per la loro impostazione, sia per il fatto che all’inizio i nostri protagonisti lottano contro questo serial killer con il volto da teschio, spietato e assetato di sangue e vendetta, di cui nessuno conosce l’identità. Esistono solo supposizioni.

La pellicola parte subito in carreggiata, facendo capire allo spettatore che tipo di film sta guardando, e grazie al sapiente uso dell’illuminazione che crea un ottimo effetto visivo, lo coinvolge e lo incuriosisce, suscitando la domanda ‘’chi c’è dietro la maschera e perché compie queste cruente azioni?’’. Anche l’uso del rallenty e del chiaro-scuro, vedo- non vedo delle scene più ‘’splatter’’, creano un’atmosfera degna del genere a cui questo lungometraggio appartiene. La suspence e la curiosità sono ottimamente gestite e il colpo di scena finale, che mostra quanto queste tre pellicole siano collegate tra loro, non manca, facendo crescere nello spettatore il senso di voler sapere di più, sia cosa succederà e sia cosa è successo nel passato. Altro elemento fondamentale è proprio quest’ultimo. Se all’inizio si è molto concentrati sul momento dell’adesso, man mano che si prosegue con la visione si scopre che invece la chiave di tutto sta proprio nel passato, in cui i protagonisti, per salvare il proprio presente, dovranno indagare. Alcune sequenze però, soprattutto nella parte finale, risultano forzate abbassando i toni fino ad ora creati, rendendo il tutto meno credibile, rialzandosi di nuovo proprio negli ultimi minuti. Nonostante questo, il film risulta comunque godibile e un buon prodotto di intrattenimento.

In sostanza la prima parte è un horror slasher che pone le basi, nemmeno troppo pauroso se analizziamo l’insieme; ci sono ovviamente scene in cui il jump scare è assicurato, ma sarà poi la seconda parte quella più cruenta e dai toni più cupi.

Con la seconda parte ci si tuffa in un’altra epoca. Ambientata nel 1978, racconta la storia di un massacro accaduto al campo estivo Nightwing di Shadyside, dove la follia omicida di un serial killer (o più?) trasforma una tranquilla estate in un incubo. Nettamente superiore alla prima parte, questa è caratterizzata da sfumature molto più horror, slasher e drammatiche.

L’ambientazione fa il suo effetto, ci troviamo in campeggio, quindi circondati da boschi e oscurità, e quale ambientazione migliore di questa esiste per una storia horror? La scelta anche di ambientare il tutto durante una nottata, con molte scene al buio che donano un gran numero di colpi di scena, riesce a coinvolgere in modo più diretto lo spettatore, in grado di caratterizzarsi con i protagonisti e provando quasi tutte le stesse emozioni. Tra l’altro, importante caratteristica riguarda i personaggi: tutti, anche quelli secondari, con un ruolo minore, sono importanti nell’andamento del racconto e molti di loro sono presenti, in un modo o nell’altro, in entrambe le parti.

Questo lungometraggio è più profondo, più crudo e ha uno sviluppo dal regime più importante, segno che più la storia prosegue, più la storia matura.

Netflix è riuscito ancora una volta a colpire nel segno, soprattutto investendo in un genere per lui nuovo e mai esplorato veramente a fondo con altri progetti originali. Sperando che il tutto si rialzi ancora di più e che chiuda il cerchio creatosi in un modo convenevole, non ci resta che aspettare il rilascio nel catalogo del terzo e ultimo capitolo della trilogia, e da quello mostrato nel trailer promozionale, le sorprese non mancheranno.

Recensione a cura di Rebecca Fulgosi

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