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EXTRAORDINARY | RECENSIONE DELLA NUOVA SERIE DISNEY+ : UN ALTRO MODO DI RACCONTARE I SUPEREROI

Jen è una ragazza di 25 anni che, in un mondo dove tutti ce l'hanno, non ha ancora sviluppato il suo superpotere. Vive in un appartamento a Londra con la sua migliore amica Carrie, che ha il potere di comunicare con i morti, il fidanzato storico di Carrie, Kass, che ha la capacità di riavvolgere il tempo, e un gatto randagio che nasconde un segreto. Jen intraprende un viaggio per scoprire il suo ipotetico superpotere.



Anno: 2023

Showrunner: Emma Moran

Attori: Máiréad Tyers, Sofia Oxenham, Bilal Hasna, Luke Rollason

Paese: Inghilterra

Distribuzione: Disney+

Produzione: Sid Gentle Films

Stagione: 1

Episodi: 8

Durata: 28-33 minuti per episodio


RECENSIONE:

Data di uscita in Italia: 25 gennaio 2023

Voto: 8

Genere: comedy, supereroi


Nel panorama cinematografico e televisivo attuale, siamo sempre più invasi da prodotti supereroistici. Si può tranquillamente dire che il genere che più di tutti catalizzi l'attenzione sia proprio questo. Tra Marvel, DC e Sony, annualmente si possono contare decine di prodotti diversi. Il ragionamento, però, cambia quando si va alla ricerca di alternative: infatti, nonostante negli ultimi anni siano usciti prodotti legati al mondo supereroistico ("Glass" o "Lo chiamavano Jeeg Robot" ad esempio), è difficile trovare film e serie che non si rifacciano a un fumetto o che non siano legati al brand Marvel o DC. Ciò dispiace soprattutto perché, in quei pochi esempi che si possono fare, il mondo dei supereroi ha sempre dato la possibilità ai vari registi di trattare tematiche interessanti e variegate tra loro. Ed è proprio in questa strada che si inserisce "Extraordinary", la nuova serie Disney+ che racconta la storia di Jen, una ragazza normale in un mondo in cui tutti hanno i superpoteri.



Come accennato sopra, i prodotti supereroistici sono ovunque e, giustamente, molti si stanno allontanando sempre più dal genere ma la ventata d'aria fresca che ha portato "Extraordinary" potrà convincere anche i detrattori di questo tipo di prodotti per un semplice motivo: i supereroi e i superpoteri sono solamente un pretesto. Infatti, al centro della narrazione ci sono i personaggi, le loro vicissitudini e i cambiamenti che stanno affrontando, ognuno in un momento delicato della propria vita. I personaggi creati da Emma Moran, la showrunner, sono i veri punti di forza dello show. I quattro protagonisti, Jen e i suoi tre amici coinquilini, stanno vivendo una fase particolare della loro vita, una fase di passaggio che molte volte si è visto al cinema e in TV ma raramente in maniera così originale. I topoi supereroistici come non essere allo stesso livello degli altri eroi (jen) oppure essere usato esclusivamente per i propri poteri perdendo la propria identità dietro la maschera (Carrie, la migliore amica) sono utilizzati per mettere i personaggi in una fase di intermezzo e obbligarli a prendere una strada. I percorsi di Jen e Carrie sono i più significativi e interessanti. La prima, non avendo i poteri, non si sente mai allo stesso livello degli altri e così mette sempre sé stessa al primo posto senza empatizzare con nessun altro. Al contrario, Carrie, potendo parlare con i morti, viene utilizzata (anche da Jen e dal suo immaturo fidanzato) esclusivamente per i suoi poteri, senza che nessuno la ascolti o si interessi di lei. Le ragazze sono due facce della stessa medaglia e, attraverso il dialogo e lo scontro, evolvono e riescono a fare un primo passo sia l'una verso l'altra sia verso un nuovo io. Emma Moran non ha paura di mettere in scena personaggi irritanti, sboccati, stupidi o troppo timidi, anzi Jen è respingente all'inizio. Grazie, però, ad un'ottima scrittura si riescono a comprendere le motivazioni dei suoi atteggiamenti. Ciò avviene con tutti i personaggi, dai quattro protagonisti ai secondari come la sorella di Jen.

Per quanto riguarda il worldbuilding, invece, la serie compie un buon lavoro ma non raggiunge i livelli della scrittura. Ciò è un peccato perché, dal punto di vista delle idee, si percepisce che si sarebbe potuto vedere molto di più ma il budget è visibilmente contenuto. Infatti, quasi tutte le volte che ci sono poteri che richiedono effetti speciali, anche i più semplici come volare, i risultati non sono ottimali. Perciò, se a volte rendere costumi e situazioni in maniera quasi parodistica funziona nell'atmosfera della serie, altre volte il risultato non sarebbe stato accettabile e quindi, con poco budget, le potenzialità di questo mondo non possono essere sfruttate al massimo. Per questo motivo, il focus è incentrato tutto sui personaggi e le loro vite ma, visto il livello elevato della sceneggiatura, non ci si può assolutamente lamentare.



Perciò, in conclusione, "Extraordinary" ha il merito di portare sul piccolo schermo uno show supereroistico che esce dagli schemi consueti che si è abituati a vedere con uno stile originale nel concept, divertente nelle dinamiche supereroistiche e, allo stesso tempo, profondo nell'evoluzione dei personaggi.

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