ENCANTO | RECENSIONE DEL 60ESIMO CLASSICO D'ANIMAZIONE DISNEY

Il film racconta la storia dei Madrigal, una famiglia straordinaria che vive nascosta tra le montagne della Colombia, in una casa magica, in una città vivace, in un luogo incantato chiamato Encanto. La magia di Encanto ha donato a ogni bambino della famiglia un potere speciale, tranne Mirabel. Ma quando scopre che la magia che circonda Encanto è in pericolo, Mirabel decide che lei, l'unica Madrigal ordinaria, può essere l'ultima speranza della sua famiglia.

Anno: 2021 Regista: Byron Howard, Jared Bush (co-regista Charise Castro Smith) Attori: Stephanie Beatriz, Maria Cecilia Botero, Olga Merediz, Wilmer Valderrama, Adassa, Diane Guerrero Paese: U.S.A. Durata: 99 minuti Distribuzione: The Walt Disney Company Italia Sceneggiatura: Jared Bush, Charise Castro Smith, Lin-Manuel Miranda Produzione: Walt Disney Pictures, Walt Disney Animation Studios Musiche: Lin-Manuel Miranda RECENSIONE: Data di uscita in Italia: 24 novembre 2021 • • Voto: 9 • • Genere: animazione, musical, commedia A circa due anni di distanza da "Frozen 2", l'ultimo classico Disney rilasciato in sala (siccome "Raya e l'ultimo drago" è uscito su Disney plus durante la pandemia), "Encanto" irrompe nei cinema di tutto il mondo per lasciare un segno importante nella storia del cinema d'animazione e dell'universo Disney grazie alla capacità di uscire dalla propria comfort zone e proporre un prodotto contemporaneo sia nell'aspetto estetico che narrativo.

Il termine su cui concentrarsi è proprio "contemporaneo" siccome Howard e Bush, i due registi, hanno avuto il coraggio di rinnovare la formula (vincente) delle pellicole Disney post "Rapunzel" in ogni sua caratteristica per dirigere un film spartiacque che ha permesso di realizzare una pellicola al passo coi tempi e diversa da ogni prodotto Disney. Partendo dalle tematiche che il lungometraggio vuole mandare, importanti per il target a cui ci si rivolge, la sceneggiatura compie un lavoro eccezionale siccome, per la prima volta, la protagonista del film è sì, come spesso accade, diversa dalle persone che la circondano ma la sua diversità consiste nell'essere normale (anzi, con piccoli difetti come si può intuire dagli occhiali). Infatti ogni componente della famiglia di Mirabel, la protagonista, ha un potere tranne, appunto, lei e il lungometraggio continua a mettere in paragone la ragazza con i parenti evidenziando il disagio interiore che ha da sempre. A differenza degli altri classici, però, alla fine delle vicende, Mirabel non trova il proprio potere ma, anzi, è proprio la sua normalità a sistemare la situazione e a permettere agli altri di mantenere i poteri. Si tratta di un vero passo in avanti per la casa di Topolino siccome, dopo anni e anni in cui sono stati mostrati personaggi con particolarità uniche (ad esempio Elsa di "Frozen" o Mulan nel nuovo live-action) l'eroina della situazione ha le stesse caratteristiche di chi guarda il film in sala. È per questo motivo che Mirabel è uno dei personaggi più interessanti dell'intera storia Disney, con un percorso di accettazione personale incredibile. Infatti la si vede, col passare dei minuti, accettare sempre di più la propria situazione passando da una prima fase di sconforto per la sua normalità fino a scontrarsi con la nonna e capa-famiglia che le fa pesare questa normalità, dimostrando al mondo che la normalità è essa stessa un potere. Una componente importante di questa evoluzione è il dialogo tra Mirabel e i componenti della sua straordinaria famiglia. Infatti, nonostante siano dei comprimari, tutti i parenti sono caratterizzati, nonostante alcuni siano abbozzati, e ricoprono un ruolo importante nella crescita interiore della protagonista perché viene mostrato il lato "oscuro" di questi poteri e di come essi possano mettere in secondo piano il lato emotivo e interiore di chi possiede i poteri. Infatti si è portati a credere che siccome una persona è forte, bella, intelligente...non possa avere problemi ma, in realtà, a prescindere dalle proprie capacità, nessuno è perfetto e tutti hanno bisogno d'aiuto. Sotto questo punto di vista, le sorelle Isabela (la classica principessa Disney) e Luisa (superforza) hanno l'arco narrativo migliore, insieme naturalmente a Mirabel, perché mostrano due lati opposti della femminilità ma con le stesse debolezze interiori siccome entrambe faticano a sottostare continuamente alla pressione delle aspettative. Infatti tutti, vedendole esteriormente perfette, non si chiedono come stiano interiormente. Perciò, grazie a tutti questi personaggi, a prescindere che siano belli, forti o normali, si evidenzia che il loro essere interiore è ciò che li caratterizza.

A stretto legame con le tematiche trattate, è la sperimentazione a livello estetico che permette al film di fare un ulteriore passo in avanti. Infatti ogni componente della famiglia è caratterizzato a livello estetico, proprio a partire da Mirabel. Come accennato precedentemente, la protagonista ha una fisionomia abbastanza tipica ma, allo stesso tempo, unica per gli standard Disney (ad esempio, è il primo personaggio protagonista con degli occhiali) che permette a milioni di bambini e bambine di identificarsi grazie agli occhiali, un oggetto che tutt'oggi provoca dei problemi di autostima. Inoltre è presente, ad esempio, una famiglia mista (madre colombiana e padre afroamericano), Isabel (la sorella perfetta) trova la sua vera sé nello stile punk abbandonando i vestiti da classica principessa oppure Luisa (la sorella forzuta) mostra un tipo di femminilità completamente diversa per gli standard disneyani (i muscoli sono ben visibili e sembra una versione animata di The Rock) ma, durante la sua canzone, si muove in maniera sensuale come qualsiasi altra donna. Perciò il fatto di essere esteticamente più simile ad un uomo non le ha permesso di essere mostrata nelle movenze come un uomo. Per quanto riguarda l'estetica del mondo circostante, il livello dell'animazione è uno dei più alti mai visti fin qua (nonostante gli standard Pixar rimangano superiori) perché il modo in cui è stata animata la casa Madrigal, i colori utilizzati e i mondi mostrati sono una gioia per gli occhi. Un aspetto assolutamente da non tralasciare è l'intero comparto musicale affidato a Lin-Manuel Miranda (compositore di "Oceania" e regista di "Tick Tick...BOOM"). Ultimamente è uno degli artisti più ricercati di Hollywood e se si guarda "Encanto" si comprende il motivo siccome tutte le canzoni sono convincenti e riescono pienamente a evocare i sentimenti dei vari personaggi tant'è che alcuni sono caratterizzati proprio dalla propria canzone.

In conclusione, "Encanto", dopo mesi di ritardo a causa della pandemia, è stato in grado di cambiare alcuni stilemi disneyani ormai passati per abbracciare le nuove generazioni e le loro battaglie sociali, riuscendo a costruire personaggi unici attraverso la loro normalità esteriore ma unicità interiore. P.S. i due registi hanno già lavorato insieme alla regia di "Zootropolis", l'altro grande classico Disney in cui la componente sociale la faceva da padrone.

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