ELVIS | RECENSIONE DEL NUOVO BIOPIC DI BAZ LUHRMANN

Presentato in anteprima lo scorso maggio all’ultima edizione del Festival di Cannes, Elvis è il nuovo film di Baz Luhrmann, approdato nelle sale cinematografiche italiane il 22 giugno. Biopic su uno dei cantanti più famosi al mondo, il lungometraggio racconta la vita, l’ascesa e il declino di Elvis Presley, simbolo dell’America anni ’50. Ecco la nostra recensione.



Anno: 2022

Regista: Baz Luhrmann

Attori: Austin Butler, Tom Hanks, Helen Thomson, Richard Roxburgh, Olivia DeJonge, Luke Bracey, David Wenham, Kelvin Harrison Jr., Xavier Samuel, Kodi Smith-McPhee, Dacre Montgomery

Paese: USA, Australia

Durata: 159 min

Distribuzione: Warner Bros Pictures Italia

Sceneggiatura: Sam Bromell, Baz Luhrmann, Craig Pearce, Jeremy Doner

Fotografia: Mandy Walker

Montaggio: Matt Villa, Jonathan Redmond

Produzione: Bazmark Films, Roadshow Entertainment, The Jackal Group, Warner Bros., Whalerock Industries

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RECENSIONE

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Data d’uscita in Italia: 22 giugno 2022

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Voto: 9

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Genere: Biografico, musicale



Elvis è il ritorno rock n’ roll di Baz Luhrmann, che tra musica, fascino e vizi proibiti torna sul grande schermo a distanza di quasi dieci anni dal suo ultimo lavoro (Il Grande Gatsby, 2013). E lo fa in grande stile con uno dei lungometraggi più riusciti della sua carriera. La pellicola risulta essere un viaggio introspettivo nella vita di Elvis, interpretato da uno strabiliante Austin Butler, con un focus su un arco di tempo di vent’anni, che ne hanno segnato il successo e la rovina, evidenziando soprattutto il problematico rapporto con il suo manager, il Colonnello Parker, che nel film ha il volto di un sorprendente Tom Hanks.



Dopo una intro tipicamente in stile Baz Luhrmann, ecco che la macchina da presa cattura lo spettatore, catapultandolo indietro nel tempo e per tutta la durata del discorso narrativo distogliere lo sguardo dallo schermo è sempre più difficile. La regia di Luhrmann risulta così essere abile e matura, e insieme ad una sceneggiatura spigliata e accattivante, coinvolge colui che guarda, che rimarrà innegabilmente ammaliato dal tripudio di immagini che passano sullo schermo e che creano uno spettacolo nello spettacolo.



Tom Hanks incarna uno dei migliori ruoli della sua carriera, quello del Colonnello Parker. Imbonitore e manipolatore, è quello che farà anche con la storia, raccontata interamente dal suo punto di vista; sin dai primi minuti si leva dalle spalle qualsiasi responsabilità della morte di Elvis e della sua rovina, ma con il proseguimento della narrazione lo spettatore avrà modo di farsi una propria idea in merito a questa enigmatica figura. Elvis è invece interpretato da Austin Butler, vera rivelazione di tutto il lungometraggio. Dona alla figura di Elvis carisma, energia e mistero, mix perfetto in grado di conquistare facilmente il pubblico.



Ma Elvis non è solo un biopic. È uno spaccato sulla società americana degli anni ’50-’60, un ritratto veritiero di un’epoca caratterizzata dal cambiamento e della quale il cantante di Memphis era uno dei simboli. Viene mostrato sin dai primi momenti il suo interesse nei confronti delle problematiche che attraversavano l’America di quegli anni: dalle questioni razziali, all’omicidio di Martin Luther King e Robert Kennedy. Vengono sottolineate anche le continue critiche nei suoi confronti; le sue movenze, il suo modo di cantare e di porsi erano troppo avanguardistici per l’epoca e lui lo sapeva bene. Per questo ne ha sempre fatto il suo punto di forza.


Una pellicola che non dimentica mai il vero scopo del proprio racconto, con un montaggio che sa alternare abilmente momenti di felicità a quelli di sconforto del protagonista, con una musica che rapisce e un protagonista che brilla per interpretazione e somiglianza, Elvis è sicuramente uno dei migliori film dell’anno. E i 12 minuti di standing ovation a Cannes lo dimostrano.

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