Don't Look Up: un cast stellare per una questione planetaria.

La scoperta di un'asteroide in collisione con la terra non sembra preoccupare le grandi potenze statunitensi e i mass media, sarà compito di due scienziati portare la tragica notizia all'attenzione della popolazione mondiale.



Paese di produzione: Stati Uniti d'America

Anno: 2021

Durata: 145 min

Regia: Adam McKay

Soggetto: Adam McKay e David Sirota

Sceneggiatura: Adam McKay

Produttore: Adam McKay, Kevin J. Messick

Produttore esecutivo: Scott Stuber, Jeff G. Waxman

Distribuzione in italiano: Netflix

Effetti speciali: Devin Maggio, Raymond Gieringer

Musiche: Nicholas Britell

Scenografia: Clayton Hartley

Cast: Leonardo DiCaprio, Jennifer Lawrence, Rob Morgan, Jonah Hill, Timotheè Chalamet, Meryl Streep, Cate Blanchett, Ron Perlman, Mark Rylance, Ariana Grande.

 

RECENSIONE:


Data di uscita: 8 Dicembre 2021


Voto: 7,5\10


Genere: commedia, fantascienza, satirico


Dopo La grande scommessa (2015) e Vice - L'uomo nell'ombra (2018), Adam Mckay torna dietro la macchina da presa con Don't Look Up.

Il cast stellare non è l'unico elemento spaziale della pellicola, tanto che la vera protagonista è una gigantesca meteorite che minaccia silenziosa l'estinzione della popolazione mondiale, mentre questa preferisce - rumorosamente - far l'indifferente.

L'opera di Mckay si articola su più fronti, da una parte è evidente l'assetto cinematografico della pellicola, con lunghe sequenze e i bellissimi piano sequenza, accompagnati da un montaggio accattivante e frenetico, capace di coinvolgere ancora di più lo spettatore, ma anche dal cast che fornisce performance ottime. Da un'altra parte abbiamo l'aspetto satirico, che si posiziona proprio su un piano di metacinema, e in grado di fornire un accurato - e divertente - ritratto della società odierna che però, paradossalmente, cade nell'errore di un qualsiasi disaster movie, cioè una visione quasi esclusivamente, ed esasperatamente, statunitense. La presidentessa interpretata dalla Streep, che ricalca ovviamente il personaggio politico di Donald Trump con qualche dettaglio scandalistico di precedenti presidenti USA, il personaggio di Rylance invece sembrerebbe un mix tra Gates, Jobs, Musk e Bezos, i multimiliardari che controllano viscidamente un sistema fortemente capitalistico. Passando anche per una critica, per niente sottile, sulla (mis)interpretazione del pubblico e dei media della realtà quotidiana.

A essere chiamato in causa è anche il pubblico, colpevole in primis di riconoscere nei personaggi comportamenti comuni e oramai normalizzati ma anche, attraverso la risata, di allontanarsi dal pericolo imminente.

Don't Look up riesce a confezionare in una sola pellicola i più gravi e disastrosi atteggiamenti dell'umanità ma senza mai avvalersi dei toni del tragico e del drammatico, ma usando invece la satira e la commedia.

E se di morali oramai il nostro tempo sembra non averne più bisogno, il quesito ultimo che la pellicola sembra porre è: "Se l'eroe muscoloso e affascinante che nei film salva sempre il mondo, semplicemente, non arrivasse?"

O ancora di più: "Se davvero ci meritassimo l'estinzione?".







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