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"Cuties" e #cancellanetflix, sono giuste le critiche?


All'inizio di settembre, Netflix, la famosissima piattaforma streaming, ha iniziato la campagna marketing del suo nuovo film originale, ovvero "Cuties" (oppure "Les mignonnes" se si vuole considerare il titolo originale). Si tratta di un film autoriale, abbastanza lontano dai prodotti più famosi della piattaforma, che racconta la storia di Amy, un'undicenne francese di origine africana, in un periodo delicato della sua vita, ovvero la pubertà, vissuta tra l'esagerata libertà della società occidentale e le regole ferree imposte dalla religione islamica. Inizialmente, il film non era particolarmente atteso nonostante avesse già vinto alcuni premi in festival conosciuti come miglior regia al "Sundance film festival". Dopo i primi poster, la sinossi su Netflix e il trailer, però, nel giro di pochissimi giorni il lungometraggio è entrato in un vortice di odio inaspettato a causa di una campagna marketing a dir poco scellerata. Le immagini mostrate rappresentano un gruppo di ragazzine di 11 anni che ballano e si vestono in maniera provocatoria e assolutamente sbagliata per la loro età. Per questo motivo, in molti Paesi è partito il movimento #cancelNetflix siccome molti hanno interpretato il trailer come un film per pedofili e perciò da boicottare. Migliaia e migliaia di persone hanno disdetto il loro abbonamento causando una perdita di ben 9 miliardi di dollari in Borsa al colosso dello streaming. Tutto ciò, però, è successo ancora prima che la pellicola fosse inserita nel catalogo. Nel momento in cui "Cuties" è stato rilasciato a livello globale, sono nati due schieramenti: da una parte un folto gruppo che è rimasto sulla posizione iniziale senza nemmeno vedere il lungometraggio mentre, dall'altra parte, molti hanno deciso di visionare il film nonostante le polemiche. La maggior parte di coloro che sono andati oltre #cancelNetflix, hanno apprezzato il film e, sinceramente, noi ci schieriamo a favore della pellicola per molte ragioni che ora spiegheremo: 1) il film ha proprio l'obiettivo di criticare ciò di cui è accusata ovvero l'esagerata libertà che molti ragazzi e ragazze hanno nella nostra epoca, a partire proprio dal loro modo di vestirsi, truccarsi ed esporsi. Infatti, nel corso dei minuti, tanti personaggi condannano le azioni delle protagoniste, definendole troppo giovani per ciò che fanno; 2) la società rappresenta dalla regista è reale e assolutamente non esagerata infatti basta aprire social network come Instagram e Tik Tok per vedere tranquillamente video, stories e post condannati dalla pellicola; 3) inoltre la regista non si limita a criticare le caratteristiche del mondo occidentale, ma più volte mostra situazioni ritenute arretrate che fanno soffrire le donne islamiche come, ad esempio, la poligamia. Ciò è da apprezzare perché la regista è africana e poche volte si è vista una critica forte nei confronti dell'islam da parte di praticanti. Per questi motivi "Cuties" è un buon film di denuncia nonostante abbia alcuni difetti evidenti. Questa piccolissima recensione è importante per far capire che il lungometraggio è esattamente l'opposto di tutto ciò di cui è stato attaccato. Il vero problema di questa pellicola si trova nella pubblicizzazione che ha avuto da parte di Netflix. Infatti sono state utilizzate immagini in fase di marketing che, estrapolate dal contesto, sono super ambigue e sbagliate. Per questo motivo, finché il film non era disponibile, il fenomeno #cancelNetflix era comprensibile e da appoggiare ma, nel momento in cui si ha la possibilità di crearsi un pensiero critico, è ridicolo che molti non siano andati oltre e abbiano continuato a boicottare il film senza vederlo. Probabilmente la vera domanda consiste in:" è giusto utilizzare bambine di 13 anni circa per scene forti come in "Cuties"?" Leggendo alcuni articoli, si viene a conoscenza del fatto che le ragazzine protagoniste siano state seguite dalla regista, dai genitori, da psicologi e da pediatri per tutto il tempo delle riprese, concordando insieme qualsiasi scena presente però, nonostante tutto ciò, la domanda persiste e probabilmente una risposta non esiste. Perciò, se non siete troppo sensibili a determinate scene, vi consigliamo di visionare la pellicola perché, innanzitutto, merita e, secondo, non rappresenta assolutamente #cancelNetflix, anche perché non c'è niente di più bello che poter parlare con cognizione di causa, indipendentemente dall'argomento.

Articolo a cura i Ivan Luis Sulla

Grafiche a cura di Giulia Federici

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