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Comandante: una pellicola ambiziosa che rischia di affondare da sola

Comandante è un film coraggioso, che riesce a tenere un ritmo serrato per tutta la durata. La pellicola, però, risulta essere dimenticabile, non riuscendo a convincere pienamente.


Data di uscita: 31 ottobre 2023

Regista: Edoardo De Angelis

Durata: 120 minuti

Genere: Guerra, Drammatico, Biografico, Storico

Voto: 6,5/10



Recensione:

"Affondiamo il ferro nemico, ma l'uomo lo salviamo", queste le parole di Salvatore Todaro, interpretato da Pierfrancesco Favino (Suburra, Rush, Il Traditore), capitano di corvetta del sommergibile Comandante Cappellini. Durante la seconda guerra mondiale, un gruppo appartenente alla marina militare, sarà costretto ad affrontare e affondare un piroscafo mercantile belga, il Kabalo; Salvatore dovrà scegliere se abbandonare i naufraghi, o salvarli, andando contro ai comandi dei suoi superiori.

Il nuovo lungometraggio di Edoardo De Angelis (Perez, il vizio della speranza) fa delle immagini il punto forte della pellicola, risultando potente e di grande impatto visivo. La fotografia è a dir poco sublime, i colori molto freddi riescono a dar quel senso di gelo, investendo completamente lo spettatore, che riesce a sentire la temperatura fredda e la brezza del mare sul proprio corpo. Acqua e ferro, sangue e carne, "Comandante" ha una composizione semplice, ma in grado di racchiudere, in parte, la vera essenza dell'umanità. Se da un lato abbiamo carrellate in grado di farci esplorare completamente il Cappellini, con la camera da presa che si muove di rado dal sommergibile italiano, dall'altra abbiamo una storia umana emotiva forte, folgorante, ma che non riesce a fare breccia nel cuore dello spettatore.



Il vero problema di Comandante è infatti la narrazione, e il modo in cui essa viene raccontata. La sceneggiatura è interessante, ma I dialoghi risultano banali e poco credibili, non riuscendo a coinvolgere lo spettatore e a rendere la storia entusiasmante. Altro problema riguarda la gestione dei personaggi, piatti e privi di enfasi, con una caratterizzazione molto stilizzata e una non grande gestione del personaggio interpretato da Favino, infatti, Salvatore non fa eccezione, è un personaggio debole e mal raccontato. È come se il vero protagonista di "Comandante" sia il Cappellini e il suo gesto eroico nel salvare gli uomini affondati e andati contro a morte certa. Il rapporto tra i membri del sommergibile e del mercantile affondato è troppo veloce, non riuscendo a svilupparsi totalmente e lasciando un senso amaro di incompiuto quando scorrono i titoli di coda. La CGI in alcuni punti mostra lacune abbastanza gravi, complice il budget ristretto a disposizione per un lungometraggio di questo calibro, ma che comunque prova a fare la sua parte. Altra pecca risulta essere il patriottismo a tratti poco velato che viene inserito fuoriluogo.



"Comandante" è indubbiamente una prova ardua e sostanziosa per l'Italia, che riesce a sviluppare una pellicola difficile e molto complicata, anche grazie all'aiuto della Marina Militare. Un esperimento riuscito solo in parte e con parecchi difetti, ma che intrattiene e racconta una storia poco conosciuta. Il lungometraggio di De Angelis è un film dimenticabile, ma resta una visione piacevole e scorrevole, che dovrebbe dare esempio di come si possa realizzare una pellicola di questa portata, sperando che in futuro altri progetti abbiano il coraggio di "Comandante".

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