City of crime | Recensione

Un poliziotto in cerca di riscatto collabora alla cattura di due assassini. Le indagini lo conducono faccia a faccia con il volto corrotto del corpo di polizia, esponendolo a situazioni di grande pericolo.


Anno: 2019 Regia: Brian Kirk Attori: Chadwick Boseman, Taylor Kitsch, Sienna Miller, J.K. Simmons, Keith David, Stephan James, Victoria Cartagena, Gary Carr, Jamie Neumann, Alexander Siddig, Christian Isaiah, Louis Cancelmi Paese: USA Durata: 99 min Distribuzione: Universal Distribution / Lucky Red Sceneggiatura: Matthew Michael Carnahan, Adam Mervis Fotografia: Paul Cameron Montaggio: Tim Murrell Musiche: Alex Belcher, Henry Jackman Produzione: AGBO, Huayi Brothers


Recensione:

Data di uscita in Italia 🗓️: 9 gennaio 2020

Voto: 6-/10

Genere📽️: poliziesco, thriller

Pro🔝: La nuova pellicola targata Chadwick Boseman è un poliziesco a tutti gli effetti. Un detective paladino della giustizia, un mistero da risolvere e tanti proiettili.

“City of crime” non ha grossi particolari su cui potersi soffermare. É un film narrativamente semplice che sfrutta dei pilastri del genere per rendersi piacevole e godibile fino al termine. La trama infatti non cerca di intricarsi notevolmente, bensì prova a lasciare via libera ad altri fattori che potessero accendere il lungometraggio. Con un ritmo forsennato, Brian Kirk ci porta nella Manatthan dei nostri giorni, mostrandoci le luci e le ombre che accompagnano New York durante la notte. Il cast si comporta discretamente: Sienna Miller con un ruolo anti-glamour e ricco di ombre; Taylor Kitsch privo di un qualsiasi senso di colpa e Stephan James quasi esordiente sul grande schermo ma egualmente bravo. La ciliegina sulla torta pero ha un nome e un cognome e cioè Black Pant…mm cioè Chadwick Boseman. Il noto attore Marvel, sforna un ennesima prestazione sopra le righe, che dimostra, dove ce ne fosse ancora bisogno, che non è semplicemente un personaggio da cinecomic. Boseman, con un fascino tenebroso, cattura la scena gestendo le lancette della pellicola. Ogni sparatoria, ogni inseguimento e ogni dialogo, assumono un carattere maggiore grazie alla sua presenza scenica. Il merito di questo “pro”, è sicuramente da attribuire anche alla regia che riesce, tramite alcune inquadrature adrenaliniche e dinamiche, a costruire un egregio contesto alla narrazione. Un poliziesco che strappa la sufficienza, grazie ad alcuni fattori, non propriamente attribuibili a questo genere.

Contro❌: Abbastanza pregi da strappare la sufficienza, ma tanti difetti da rischiare di perderla. “21 bridges” di dimostra essere una pellicola narrativamente banale e priva di qual si voglia identità. Tutto il racconto si basa su degli eventi già chiaramente delineati dal primo istante, perdendo ogni sorta di brio o di effetto a sorpresa. Un finale scontato e decisamente troppo sbrigativo che sperpera quanto di buono fatto dagli attori fino a quel momento. Un difetto bello grosso, considerando il genere del film. Un action movie, piuttosto che un poliziesco, tante corse e sparatorie che rendono la pellicola interessante ma estremamente lineare e lontana da quello che ci si aspettava di guardare. Anche se poi, leggendo i nomi dei due produttori, la cosa non dovrebbe troppo sorprenderci (I fratelli Russo). Per concludere vorrei fare un’appunto su qualcosa che negli ultimi anni sta davvero diventando insopportabile, i trailer. Ormai sta diventando realmente merce rara trovare dei trailer ben fatti, che ti intrighino ma senza spooilerarti il finale.

Recensione a cura di Matteo De Nicolò

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