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CHALLENGERS - desiderio, rivalità e passione

Con "Challengers", Luca Guadagnino ci regala un'altra opera magistrale. Dopo un'attesa ansiosa dovuta ai ritardi causati dallo sciopero, finalmente il film fa il suo debutto sul grande schermo.

I personaggi si trovano coinvolti in un triangolo amoroso che si sviluppa sul campo da tennis tanto quanto fuori e ogni colpo di racchetta diventa un momento carico di significato. Ogni sguardo e gesto contribuiscono a dipingere un quadro di desiderio, rivalità e passione.


Genere: drammatico

Anno: 2024

Regia: Luca Guadagnino

Distribuzione (italiana): Warner Bros Durata: 131 minuti

Data di uscita: 24 Aprile 2024 (Italia)

Voto: 9/10


"Challengers" è un'avvincente pellicola che unisce l'emozione dello sport con le dinamiche personali. Patrick e Art, due amici uniti dalla passione per il tennis, trovano la loro vita sconvolta a seguito dell'incontro con Tashi Duncan, una talentuosa giocatrice che risveglia in entrambi una nuova fiamma. La competizione al Challenger diventa il palcoscenico per una lotta non solo sportiva, ma anche emotiva, Patrick e Art si trovano infatti a competere non solo per il trofeo, ma anche per Tashi.

L’abile regia di Guadagnino cattura l'intensità dei match sul campo, creando un equilibrio perfetto tra azione e emotività.



Recensione:

Luca Guadagnino ha scolpito una carriera cinematografica caratterizzata da una profonda comprensione dell'animo umano. La sua firma è evidente in ogni pellicola, con una cura quasi ossessiva per ogni dettaglio, che permette di catturare l'essenza di ogni storia, che sia un dramma o un horror. La sua regia è ormai diventata sinonimo di talento, ma mai come in "Challengers" ha saputo dimostrarlo in modo così eccelso, la pellicola, infatti, incarna appieno tutte le caratteristiche che hanno reso il suo cinema così apprezzato ormai in tutto il mondo.


“Challengers", può sembrare un semplice film sul tennis ma in realtà il gioco non è altro che un enorme metafora che la sceneggiatura utilizza per descrivere le dinamiche emotive dei protagonisti.

La tensione palpabile, a tratti decisamente sessuale, sottolinea la capacità del regista di catturare l'essenza del desiderio senza ricorrere a situazioni esplicite, come la delicatezza di una brezza che solleva leggermente la gonna di Tashi.



Questa sensualità permea ogni scena, creando un'atmosfera carica di emozioni sottili ma allo stesso tempo sospese che insieme al ritmo incalzante della colonna sonora, lasciano lo spettatore estasiato. Proprio quest’ultima componente domina la pellicola sperimentando e miscelando generi diversi. La colonna sonora è firmata da Trent Reznor e Atticus Ross, compositori con cui il regista aveva già collaborato nel suo precedente film “Bones and All”. Dalle melodie dolci alle composizione più energiche e coinvolgenti, lo spartito traina le diverse situazioni e atmosfere del film.


Guadagnino stupisce, ancora una volta, per la direzione degli attori, che permette di portare sullo schermo personaggi vividi e complessi che catturano l'attenzione fin dal primo istante. Il risultato? Performance sorprendenti e convincenti. Zendaya, in particolare, abbandona i panni dell'adolescente per indossare quelli di una donna in carriera con una presenza magnetica, confermando la sua versatilità.

Ma non è solo Zendaya a brillare sullo schermo, ogni membro del trio protagonista ci regala una performance completa, impeccabile e un’alchimia rara.


Il regista si lancia in un'esplorazione tecnica, soprattutto nei momenti delle partite di tennis; l’utilizzo dei pov, dei dettagli e dei primissimi piani trascina gli spettatori direttamente nel cuore dell'azione. Il lavoro del reparto tecnico, dalla fotografia al montaggio, asseconda e amplifica ulteriormente queste scelte registiche, con una resa cromatica vivida e avvolgente che si fonde perfettamente con il tessuto narrativo del film.

Un viaggio attraverso un intreccio di diverse linee temporali che sorprende per la sua capacità di tenere lo spettatore incollato allo schermo senza mai confonderlo. Al contrario, queste sfumature temporali contribuiscono a mantenere la tensione costante fino al game-set match. Un finale che intensifica il coinvolgimento dello spettatore, lasciandolo con l’acquolina in bocca.



Challengers" è un film che non mancherà di lasciare il segno, sia tra i fan accaniti di Guadagnino che tra coloro che si imbattono nel suo universo cinematografico per la prima volta. È un'opera che chiede al suo pubblico di sottostare non solo alle regole del tennis, ma anche, e soprattutto, alle regole del cuore.



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