Carnival row | Recensione

Carnival Row, la serie tv nata da un progetto di Guillermo del Toro, scritta e prodotta da René Echevarria e Travis Beacham, è un drama noir-fantasy che racconta di una città neo-vittoriana dove creature mitologiche trovano rifugio dopo essere fuggite dalla propria terra d'origine distrutta dalla guerra. Mentre la tensione cresce tra i cittadini e la sempre più numerosa popolazione di immigrati, Rycroft Philostrate (Orlando Bloom), un ispettore della polizia, rischia tutto nel tentativo di risolvere - tra gli altri - l'assassinio di una showgirl fatata.



Ideatore: René Echevarria, Travis Beacham

Attori: Orlando Bloom, Cara Delevingne, David Gyasi, Tamzin Merchant, Andrew Gower, Karla Crome, Arty Froushan, Caroline Ford, Indira Varma

Anno: 2019

Paese: USA

Produzione: Amazon Studios, Legendary Television

Durata: 50 min

Stato: In produzione


Recensione:

Data di uscita in Italia: 30 agosto 2019

Voto: 8/10

Genere🎬: fantasy, noir

Pro🔝: Carnival Row, serie ideata da René Echevarria e Travis Beacham, si conferma come un’ulteriore segno della qualità dei prodotti Prime Video. La serie, che vede protagonisti Orlando Bloom nei panni dell’investigatore Rycroft "Philo" Philostrate e Cara Delevingne nei panni della fata Vignette Stonemoss, è ambientata in un mondo a metà tra il fantasy ed il distopico. In questo mondo si fronteggiano tre “stati” differenti: il Burghe, ispirato all’Inghilterra vittoriana, che fa da ambientazione alla gran parte della vicenda, l’Isola di Fae, terra magica abitata da creature fatate, ed il Pact, nemico esterno che ha occupato l’isola di Fae durante una guerra contro il Burghe. In tutto questo si ambientano le vicende di Philostrate e di Vignette, che si incrociano con quelle di altri personaggi in modo costante. A fare da morire a tutta la vicenda una serie di omicidi che vedono come vittime le creature fatate e sui cui Philostrate deve indagare. Vignette, creatura fatata vicina all’investitore sarà parte di questa indagine in modo attivo, nel tentativo di salvare i pochi superstiti di Fae. Da un punto di vista di costumi ed ambientazione Carnival Row si colloca certamente ad un livello molto alto, con una cura dei dettagli che è rara da trovare in una serie tv. Anche la recitazione è di buon livello: tutti i personaggi sono ben caratterizzati, hanno motivazioni proprie e si muovono seguendo i propri valori. La serie più riesce a mantenere due livelli narrativi differenti. In primo piano tutta la vicenda investigativa, con i suoi colpi di scena, le sue scoperte ed anche una buona dose di suspense. Sullo sfondo, il tema pregnante della serie: l’odio e l’emarginazione nei confronti del diverso, lo sfruttamento nei suoi confronti e una costante sensazione che ciò che mantiene in vita questa società di stampo vittoriano non sia altro che il perseverare di pregiudizi. La serie affronta questo tema sia dal punto di vista delle classi sociali più deboli, sia dal punto di vista dell’alta società, in un continuo rimbalzare da una vicenda all’altra e da un contesto all’altro che mantengono sempre alta l’attenzione, grazie anche alla grande cura mostrata nel voler costruire un mondo e tentare di raccontarne più sfaccettature possibili. 

Contro❌: Carnival Row, che resta un prodotto davvero fatto bene, crea una lunga serie di situazioni differenti, alcune delle quali sconnesse rispetto al resto della narrazione, cosa che crea confusione nello spettatore. Il tema centrale della frase poi, per quanto trattato davvero bene, viene talvolta utilizzato per giustificare alcune forzature narrative, creando un certo senso di fastidio in chi guarda. 

Recensione a cura di Sara Rolle

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