Bridgerton 2 | Amor Vincit Omnia

La famiglia Bridgerton torna per una seconda stagione con nuovi personaggi e nuovi amori.

Paese: Stati Uniti d'America

Anno: 2020 - In corso

Genere: sentimentale, in costume, drammatico

Durata (episodio): 57 - 72 min

Soggetto: Bridgerton di Julia Quinn

Cast: Phoebe Dynevor, Ruth Gemmel, Jonathan Bailey, Luke Thompson, Luke Newton,

Claudia Jessie, Adjoa Andoh, Ruby Parker, Sabrina Bartlett, Harriet Cains, Bessie Carter, Nicola Coughlan, Polly Walker, Ben Miller, Lorraine Ashbourne, Golda Rosheuvel, Florence Hunt, Will Tilson.


 

Recensione


Voto: 6,5\10


Dopo aver superato 82 milioni di spettatori nei primi 28 giorni dall'uscita, la serie prodotta da Shonda Rhimes (Grey's Anatomy; Le regole del delitto perfetto), ritorna con una seconda stagione, questa volta con protagonista il maggiore dei fratelli Bridgerton: Anthony.

Da sempre presentato come un giovane restio all'amore e al matrimonio, Anthony durante il finale della prima stagione annuncia alla famiglia la sua volontà di trovar moglie, per dare un erede alla famiglia Bridgerton. L'annuncio di Anthony non passa inosservato nell'aristocrazia, dove il suo titolo di Visconte e il buon nome della famiglia fanno invidia a molte fanciulle.

Sarà però l'arrivo della famiglia Sharmas a scombussolare il piano del giovane, o per lo meno, a renderlo più difficile.

Come si può facilmente dedurre dalla sinossi di questa stagione, l'amore rappresenta nuovamente il centro gravitazionale della narrazione; come nella prima stagione infatti il tema dell'amore - matrimonio si ripresenta, con ben poche differenze rispetto ai passati episodi.

I nuovi personaggi, seppur presentati con un alone di mistero, sembrano mancare di personalità, al di là di qualche tratto forzato di Kate, che comunque sembra spesso confusa e confusionaria.

I maestosi balli della prima stagione vengono notevolmente ridotti (nel bene nella narrazione, ma nel male della resa visiva complessiva) e al loro posto si susseguono dialoghi deboli e momenti di gossip per nulla velato, tanto che la presenza di Lady Whistledown (la gossip girl bridgertoniana) sembra ripetitiva e quasi superflua.

Nella seconda parte di questo secondo capitolo però, le sorti della serie sembrano riprendersi. Abbandonata la lunghezza dell'introduzione e una volta svelati i segreti e buttate giù le maschere, i tempi vengono meglio gestiti, così come i dialoghi e le interazioni tra i personaggi.

La tensione amorosa tra i due protagonisti è costruita in modo convincente - e sessualmente meno esplicita rispetto a quella tra Daphe e il Duca di Hastings.

Una seconda stagione, insomma, che cerca di andare sul sicuro, con una storia forzatamente complessa, e una forzata creazione di personaggi atipici che finiscono per comportarsi esattamente come quello che ci si aspetta.

Con il già avvenuto rinnovamento di una terza e quarta stagione, la speranza è quella di portare sullo schermo dinamiche più complesse e personaggi effettivamente fuori dagli schermi, e per cui il matrimonio non sia la sola strada per la felicità, sarà forse la giovane Eloise Bridgerton a salvare questa serie da un'eterna ripetitività?


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