BOMBSHELL - LA VOCE DELLO SCANDALO | Recensione

Quando Gretchen Carlson ha accusato di molestie sessuali Roger Ailes, fondatore di Fox News, nessuno poteva prevedere cosa sarebbe successo. La decisione della donna spinge la giornalista Megyn Kelly a farsi avanti con la sua storia.



Anno:2019

Regia:Jay Roach

Attori:Margot Robbie, Charlize Theron, Nicole Kidman, Alice Eve, Kate McKinnon, Alanna Ubach, Brooke Smith, Nazanin Boniadi, Allison Janney, Connie Britton, Mark Duplass, Madeline Zima, Ashley Greene, Richard Kind, Malcolm McDowell, John Lithgow

Paese:USA

Durata:109 min

Distribuzione:Leone Film Group, 01 Distribution

Sceneggiatura:Charles Randolph

Fotografia:Barry Ackroyd

Montaggio:Jon Poll

Musiche:Theodore Shapiro

Produzione:Lionsgate


Recensione:

Data di uscita in Italia 🗓️: 17 Aprile 2020 (Prime Video)

Voto: 7/10

Genere📽: drammatico

PRO🔝: La nascita di un fenomeno mondiale che ha cambiato il mondo della politica, televisione e spettacolo: la scintilla che “incendierà” il mondo dei Media, la nascita del movimento “Me too”. La pellicola andrà ad analizzare il caso che dal 2016 che darà la spinta verso la nascita del movimento: il caso Roger Ailes, l’ex CEO di “Fox News” accusato di molestie sessuali da una serie di giornaliste e conduttrici che lavoravano per lui. La pellicola vede un cast formidabile tra cui Charlize Theron (Nominata per migliore attrice agli oscar 2020), la premio Oscar Nicole Kidman, la sempre più sorprendente Margot Robbie (anche lei candidata agli Oscar 2020) e il grande John Lithgow. Essi interpretano, rispettivamente: la giornalista Megyn Kelly “avversaria” del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, la Repubblicana Gretchen Carlson, l’ultima arrivata alla Fox Kayla Pospisil e il potente Roger Ailes. La pellicola viene costruita attraverso una regia interessante, fatta di piani sequenza, inquadrature mosse e molto ravvicinate affinché lo spettatore possa immedesimarsi appieno. La buona regia viene anche accompagnata da un ottimo utilizzo della scrittura: imposta il film con una struttura documentaristica, dialoghi efficaci che enfatizzano la caratterizzazione dei personaggi e vi è la rottura della quarta parete, grazie ai pensieri dei soggetti udibili solo allo spettatore e frasi rivolte unicamente a chi sta guardando la pellicola. Al suo interno vi troviamo anche uno studio del ruolo della donna nei media e una dettagliata e analisi politica Statunitense (in questo si sofferma su politica e informazione dei Repubblicani), tratto distintivo del regista Jay Roach che la ha inserita nelle sue pellicole in maniere diverse, come in “Trumbo” o nel leggero “Candidato a sorpresa”. Il tutto è anche condito da un Make-Up da Oscar, il che rende il tutto più reale e verosimile. Concludendo, una vera storia di ingiustizia sociale che ha atteso anni prima che venisse fuori, narrata con un ottima scrittura, buona regia e un cast molto ricco di talento.

CONTRO❌: Purtroppo, la seconda parte della pellicola che doveva vedere un crescendo di climax, non riesce a evolverlo appieno risultando una scrittura che rimane sullo stesso livello, invece di accelerare per mettere più ritmo alla storia e alla vicenda.

Recensione a cura di Lorenzo Batocchi

Grafica a cura di Giulia Federici

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